Da sola ci so stare.
È a far parte di un gruppo che ho difficoltà.
So già che percepirò indifferenza insieme ad altra indifferenza, con un altro po' di indifferenza, per il fatto che sono come nessun altro.
So che avvertirò quel distacco tra me e loro, dato da un semplice gesto, frase o sguardo.
Mentre sto riflettendo sdraiata sul letto, penso che la mia stanza è l' unico posto in cui so che non mi perderei, l' unico posto in cui mi sento al sicuro. Poi mi guardo intorno.
C' è una scrivania, che adesso è in ordine, ma su cui il resto del tempo il caos fa da padrone, come nella mia testa.
C' è una valigia, che sono pronta a riempire in qualsiasi momento.
C' è la vecchia chitarra di mio fratello che non ho mai suonato, nonostante mi fossi ripromessa di imparare a farlo. Non riuscirei a entrare in simbiosi con quel suono. Troppo semplice, e io semplice non lo sono di certo. Sono più un tipo da sassofono, piuttosto.
C' è anche una lampada, sulla scrivania che mi piace accendere quando scrivo, per dare all' ambiente una luce soffusa.
Come quando si fa l' amore.
Come dicevo ho difficoltà a stare in gruppo. Di solito invece, le persone hanno paura di stare da sole con se stesse. E per questo si fidanzano, si sposano, e fanno figli, dormendo nel frattempo. Letteralmente.
Poi dici che uno di isola.
