Kara
Era il giorno della partenza. La mamma stava finendo di mettere le ultime cose dentro una grande cassa; non potevamo portare tutto quello che avremmo voluto ma solo il necessario.
I bambini non capivano la gravità della situazione ed erano piuttosto felici, pensavano che stessimo andando in gita.
- Ci sono le fate a Montealto? - Mi chiese Lily con gli occhi che le brillavano.
- Si... c'è il loro villaggio a Montealto tesoro. - Le rispose la mamma.
- Oh mamma! Spero tanto di incontrarne qualcuna! - Squittì lei saltellando.
Io sorrisi ma dentro di me avevo una tristezza lacerante, Dimitri mi mancava già da morire.
Scendemmo dalla collina per fermarci nella piazza del villaggio dove sarebbe passato il carro che ci avrebbe portato a Montealto.
Dimitri mi aveva promesso che sarebbe venuto a salutarmi ma temevo che non arrivasse in tempo.
Stavo per perdere le speranze quando Simeon urlò - C'è Dimitri! -.
Mi voltai e lo vidi correre verso di me. Quando mi fu davanti aveva il fiatone.
- Temevo di non riuscire a salutarti - disse ansimando.
- Anch' io - . Ammisi facendogli un debole sorriso.
- Tieni, questo è per te ...- Disse porgendomi una sacca marrone legata con un nastro azzurro.
- Cos'è? - Gli chiesi curiosa.
- È il tuo regalo di compleanno... -
Aprìi la sacca e appena ne vidi il contenuto il mio cuore perse un battito. In una tavola di legno, perfettamente levigata, era intagliato il mio viso.
Guardai Dimitri e l'abbracciai forte.
- Grazie... è stupendo! - Esclamai meravigliata.
- Guarda il retro -. Mi suggerì.
Girai la tavola e vidi una piccola incisione. " Ti amo da sempre e ti amerò per sempre. "
Scoppiai a piangere come una bambina e mi appoggiai al suo petto, lui mi strinze forte mentre mi baciava la testa.
- Ti prego, non piangere... - Mi diceva.
- Non voglio andarmene senza di te! - Dissi singhiozzando.
In quel momento mia madre si avvicinò a noi.
- Ragazzi, mi dispiace interrompervi ma il carro è arrivato -. Poi, dopo una pausa aggiunse - Dimitri, ti auguro buona fortuna -. E si allontanò.
Le davo le spalle ma riusciì a distinguere la nota di malinconia nella sua voce.
- Arrivo, mamma - Risposi alzando lo sguardo su Dimitri. Era bellissimo con quelle labbra perfette e gli occhi scuri e intensi. Non mi sarei mai stancata di guardarlo ma purtroppo dovevo andare.
- Mi mancherai da morire -. Dissi.
- Vieni quì... - Mi disse allargando le braccia. Mi appoggiai al suo petto e sentii il suo cuore battere forte.
- Ti amo -. Mi sussurrò all'orecchio.
- Anch' io - .
Dimitri
Vedere Kara con il viso rigato di lacrime mentre si sporgeva dal carro per guardarmi un ultima volta fu una cosa terribile ma la cosa peggiore era non sapere quando l'avrei rivista.
Non sapevamo quanto sarebbe durata questa guerra tra i due principi ma di una cosa ero certo: non sarebbe durata poco. Si vociferava che le truppe del principe Said fossero ormai vicine e sarebbero giunte a Partesia da un momento all'altro; volevano assicurarsi che le famiglie rimaste nei villaggi della valle fossero davvero fedeli al loro principe.
Mi addentrai nel bosco per terminare il lavoro che avevo lasciato in sospeso e mi ammazzai di fatica pur di non pensare a Kara ma ogni mio sforzo fu invano perché non riuscivo a togliermela dalla testa. La immaginai su quel carro, appiccicata alle altre persone e pensando che fra quelle avrebbe potuto esserci anche Leone venni colto dalla gelosia, suo padre era un forte sostenitore del principe Ramì e sicuramente ľ avrebbe seguito a Montealto. Presi l'ascia ed iniziai a colpire con tutta la forza che avevo un abete ma nemmeno questo riuscì a darmi sollievo, poi qualcuno urlò il mio nome facendomi restare con l'ascia a mezz'aria.
Mia sorella mi guardò con un espressione preoccupata e si avvicinò.
- Non la farai ritornare distruggendo tutto il bosco -. Mi disse porgendomi il suo fazzoletto.
Mi asciugai la fronte imperlata di sudore e la guardai storto.
- Cosa dovrei fare secondo te? Piangermi addosso? -
- No, non servirebbe a nulla... come non serve spaccarti la schiena sfogandoti con l' ascia -. Mi rispose alzando entrambe le sopracciglia.
Quella sua aria saccente mi dava fastidio ma aveva ragione.
- Perché sei venuta fin quì? - Le chiesi per cambiare argomento.
- Mi ha mandato nostro padre, ha detto che l' esercito è appena entrato al villaggio... passeranno anche da casa nostra -. Mi rispose con un alzata di spalle.
Pochi minuti dopo eravamo in casa, mio padre era seduto sulla sedia accanto alla finestra e continuava a guardare fuori, sembrava quasi eccitato all' idea di ricevere quei soldati del diavolo. La mamma stava rassettando la cucina ed io e Stacy eravamo in piedi davanti al tavolo. Dopo un tempo che mi sembrò infinito bussarono alla porta.
La mamma corse ad aprire e sulla soglia comprarve un tizio alto e massiccio, aveva una barba grigia molto folta e sulla divisa era appuntato un numero esagerato di spille.
- Prego...accomodatevi -. Li invitò mio padre attirando l' attenzione del soldato che si voltò a guardarlo , quando vide il pantalone vuoto dove gli mancava la gamba, annuì.
- Voi dovete essere il cugino di Karissa... -. Disse prima di darsi un occhiata intorno.
- Esatto - rispose mio padre. - E questa è la mia famiglia. - Aggiunse allargando un braccio per indicarci.
Il soldato guardò Stacy e me e poi rivolse la sua attenzione su mio padre.
- Bene. Quì è tutto a posto! - Disse rivolto ai soldati dietro di lui; erano molto giovani e alcuni avrebbero potuto avere la mia età. Per un attimo vidi uno di loro rivolgere a mia sorella un sorriso rassicurante, cosa che mi portò a rilassarmi in pò.
- Verrete tutelati in quanto sostenitori del nostro principe e in caso di vittoria, ripagati come d'accordo. Il ragazzo ha preso tutto? -
Mio padre aggrottò le sopracciglia. - Di quale ragazzo state parlando? - Gli domandò confuso.
- Il suo figlio maschio... deve venire con noi. - Disse la guardia guardandomi.
Mia sorella mi strinse la mano ed io raddrizai la schiena. Ma di che diavolo stavano parlando?
Guardai mio padre ma dalla sua epressione compresi che ne sapeva quanto me.
Mia madre venne a mettersi subito al mio fianco con fare protettivo.
- Mio figlio non và da nessuna parte! - Disse con voce tremante ma la risposta del soldato fu una disgustosa risata nasale, poi disse - Signora, non ho bisogno del vostro consenso... questo è un ordine del principe, tutti i primogeniti maschi devono arruolarsi obbligatoriamente -
- Ma questo non era nei patti! - Urlò mio padre alzandosi a fatica - È assurdo... voi non potete portarlo via contro la nostra volontà! -
Il soldato mi fissò con uno sguardo che mi fece gelare il sangue nelle vene e con un sorriso beffardo sulle labbra disse - Se non verrà con noi, verrete giustiziati come traditori... io penso che non siate nella posizione di agitarvi in questo modo, non credete? -
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Kara & Dimitri
FantasíaKara e Dimitri sono amici dai tempi dell'infanzia ma quando iniziano a provare attrazione l'uno per l'altra, si rendono conto di non essere più due bambini. Si lasciano trasportare dalla passione ma proprio quando capiscono di amarsi, nel loro mond...
