Capitolo 20

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Kara

All'alba dei miei diciotto anni mi svegliai con un nodo allo stomaco.
Mi stropicciai gli occhi e vidi una piccola folla intorno a me, non che in quel gran capanno ci fosse molta intimità, a volte rimpiangevo la piccola camera in soffitta che dividevo con i miei fratelli a Partesia.
- Buongiorno tesoro! - mi salutò tutta eccitata mia madre staccandosi dal gruppetto e venendo ad abbracciarmi.
- Buongiorno- biascicai mettendomi a sedere
- Stasera è la grande sera! Finalmente riceverai il tuo dono Kara! Deve essere perfetto e lo sarà! Ho organizzato tutto!-
Una dozzina di persone venne a farmi le congratulazioni rendendomi più ansiosa di quanto fossi già.
- Buongiorno festeggiata! - esclamò Emily venendo a stritolarmi
- Buongiorno a te!- mi alzai con la vista ancora offuscata in cerca dei miei sandali
- Ricordo che il giorno della mia Annunciazione avevo delle borse gonfie come balle di fieno! Non avevo chiuso occhio per l'emozione e la felicità di riuscire a sentire le mie bellissime Margherite sussurrare! Oh che emozione incredibile! -
Emily riusciva a sentire le piante e i fiori, un dono stupendo.
La cerimonia dell'Annunciazione era un momento molto importante per tutti noi umani.
Il festeggiato veniva adornato con fiori sul capo e vestito di bianco per evidenziare la purezza del corpo e dell'anima. Gli veniva attaccata una cintura in vita dove in seguito venivano legate due piccole sacche che contenevano acqua e terra perché il potere che avremmo ricevuto ci veniva donato dagli elementi della natura. A mezzanotte avrei dovuto immergermi nell'acqua del ruscello e sotto l'immensità del cielo avrei ottenuto finalmente il mio dono.
Chissà quale dei due doni avrei ereditato. Se fosse stato quello di mio padre avrei potuto comprendere il linguaggio degli animali mentre se avessi ereditato quello di mia madre avrei potuto aiutare la gente ferita e in quei tempi di guerra avrei potuto rendermi molto utile. In entrambi i casi sarei stata onorata.
Stavo per varcare la soglia insieme ad Emily per fare colazione quando Leone ci si piazzò davanti. Dopo la nostra litigata avevamo iniziato ad evitarci e l'imbarazzo era palpabile, la mia amica mi strinse la mano perché sapeva quanto quella situazione non mi piacesse.
- Ciao Kara, volevo farti gli auguri per stasera... proprio non ce la faccio ad ignorarti. - disse passandosi una mano tra i capelli dorati. Era proprio carino.
- Tregua allora? - sorrisi tirando un sospiro di sollievo
Lui non rispose, mi fece un sorrisone e mi strinse a se. In fin dei conti era un bravo ragazzo, quella che lo aveva illuso ero stata io. Ci staccamo dopo qualche secondo ed io ed Emily lo invitammo a sedersi vicino a noi.
Mentre facevo colazione pensai a Dimitri. Cosa stava facendo? Mi stava pensando? Stava bene?
Quei pensieri mi accompagnarono per il resto della giornata.

Dimitri

Il giorno del compleanno di Kara ero un fascio di nervi. Non era ancora giunta l'ora di pranzo che già avevo fatto a botte con due ragazzi che avevano voglia di scherzare proprio nel momento sbagliato.
- Complimenti amico! Ti sei fatto proprio un bell'occhio nero! - Disse Kaimo passandomi un panno umido.
Lo poggiai sullo zigomo e trasalìi.
Aveva ragione, me l' ero proprio cercata.
- Non avevo voglia di scherzare stamattina- ammisi guardando il terriccio davanti ai miei piedi.
- È oggi? - chiese Kaimo riferendosi al compleanno di Kara
Anuiì
Era un anno che non avevo più sue notizie e quel giorno quella consapevolezza mi straziava, stavo male perché non sapevo nemmeno se fosse viva. La guerra ormai era alle porte, il principe Said aveva conquistato gran parte dei paesi costieri facendo delle carneficine e adesso stavamo marciando verso nord dove avremmo trovato la resistenza. E resistenza significativa guerra.

- Ragazzi, uscite, presto! Arriva il principe!- un giovane alto e mingherlino di nome Arthur entrò nella tenda tutto affannato facendoci sobbalzare.
Il principe? Che diavolo ci faceva nel nostro accampamento?
Forse eravamo vicini alla guerra più di quanto pensassi...
Uscimmo dalla tenda cercando di sistemarci le uniformi con scarsissimo risultato, io ero un disastro con il mio occhio tumefatto ed il viso tutto sporco di fango ma poco mi importava, per quanto mi riguardava il principe poteva anche farsi ingoiare intero da un orso. Nonostante la mia scarsa stima nei suoi confronti dovetti mettermi sull'attenti come il resto dei soldati.
Il suono assordante di un corno  annunciò il suo arrivo. Venne preceduto da cavalieri che montavano degli esemplari stupendi tutti agghindati per la guerra e sul cavallo più maestoso ecco che lo vidi per la prima volta di persona. Aveva lunghi capelli neri lasciati sciolti sotto una corona luccicante. Non indossava l'elmo perciò potei vedere bene il suo viso che non era un grande spettacolo in realtà.
Aveva un colorito verdastro con una barba incolta che presentava qualche mancanza qua e là, i suoi occhi neri erano socchiusi come per studiarci, il naso aquilino sembrava essere posato sopra una bocca sottile riempita da denti gialli e dorati. Se avessi voluto descrivere il cattivo di una storia l'avrei descritto esattamente così.
Proprio dietro di lui c'era una donna che montava un cavallo dalla criniera nera e lucida, non riuscivo a vederla in volto per via di un velo nero che lo celava. Forse era la sua accompagnatrice personale? Avevo sentito storie sulla sua infedeltà nei confronti della moglie ma non pensavo che la sua amante lo seguisse perfino in battaglia.
Il principe si avvicinò al comandante bisbigliandogli qualcosa poi, con un cennò della testa, lo aiutarono a scendere da cavallo ed entrarono nella sua tenda seguiti dalla donna misteriosa. La situazione non si metteva bene. La guerra era davvero alle porte.

Kara & DimitriDove le storie prendono vita. Scoprilo ora