13.

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Non-con smut incoming

Eccola lì, davanti ai miei occhi.

Quella che era stata la mia casa per diciannove anni e mezzo.

Grande, bella, splendente come era sempre stata.

Peccato che ora non ci fosse più nessuno a viverla con felicità e spensieratezza.

Era isolata, un lungo viale la separava dalle altre, e questo era sicuramente un punto a favore per Yoongi, che poteva tranquillamente fare ciò che voleva.

Poteva farmi del male, fare rumore alla ricerca di qualche cosa, mettere sottosopra l'intera casa, senza che nessuno sentisse.

Ma di certo l'essere così isolati non era buono per me.

Entrammo dal retro, dove nessuno se non degli animali avrebbe potuto vederci.

Non avevo le chiavi, avevo perso ogni cosa quel maledetto giorno ed ora non avevo idea di come aprire la porta, ma Yoongi ci pensò per me, e con quello che mi sembrò un minimo sforzo, forzò la maniglia ed aprì la porta.

"Ma come hai..." mormorai.

"Sono un vampiro, Jimin, la mia forza sovrasta quella di un qualunque umano" mi rispose con soddisfazione. "Entra prima tu"

Respirai profondamente, essendo cosciente che avrei avuto un crollo psicologico non appena avessi varcato la soglia di casa.

E così fu.

Subito quel profumo così buono, così rassicurante, tipico di quell'ambiente, mi travolse, inebriando i miei sensi.

Mi era mancato.

Terribilmente tanto.

Girai la testa, e notai che fosse tutto in ordine, perfetto, come lo avevo lasciato prima di uscire.

Un senso di angoscia mi pervase, e sentii gli occhi pizzicare.

Il mio respiro si fece più pesante, quella casa era così dannatamente silenziosa e vuota che mi facevano male i timpani.

Crollai a terra, scosso dal pianto che non mi lasciava più fiato nei polmoni.

Mi era mancata casa mia, ma sarebbe stato meglio non entrarvi dentro.

Il dolore era troppo forte, il mio cuore era stretto in una morsa di nostalgia, angoscia e tristezza.

Era tutta colpa di quei stramaledettissimi succhia sangue.

Li odiavo così tanto.

Odiavo quel vampiro, Taehyung, aveva ammazzato mia madre davanti ai miei occhi.

Odiavo Yoongi, lo odiavo per tutto ciò che mi aveva fatto, per tutte le volte che mi aveva fatto suo contro il mio volere, per tutte le volte che mi aveva fatto soffrire, piangere, disperarmi.

Odiavo me stesso, e la mia curiosità.

Tutto ciò che volevo era che finisse quel dannato incubo, anche al costo di morire.

"Jimin" mi chiamò l'altro. "Jimin, alzati"

"N-non toccarmi" mormorai io. "Lasciami stare"

Sapevo di stare facendo una stronzata, ma volevo stare solo, anche per poco.

"Come hai detto?" sentii la sua voce cambiare. "Ripeti subito quello che hai detto"

Mi prese per il collo della maglietta, facendomi girare verso di lui.

"V-voglio stare solo, p-per favore" balbettai, sentendo la paura farsi spazio dentro di me.

"Mi hai appena imposto di fare qualcosa, Jimin?!" strinse gli occhi lui.

𝔅𝔩𝔬𝔬𝔡𝔶𝔪𝔬𝔬𝔫 𝔗𝔬𝔴𝔫 [𝔪.𝔶𝔤+𝔭.𝔧𝔪]Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora