Le due lunghe imbarcazioni sarebbero state presto pronte a partire. I marinai caricavano armi, viveri e tendaggi in un clima di euforia che non aspettava altro che esplodere in una sanguinosa battaglia. "Partiamo fra due giorni" aveva detto Gudfred dopo aver sconfitto nello Holmgang il suo rivale. Nessuno aveva pianto per Guttorm; l'Uccisore di giganti che aveva combattuto per Stursholt e per il re era stato subito dimenticato. Una manciata dei suoi guerrieri sopravvissuti alle grinfie degli Urlatori stava riportando a casa la sua salma su una barca più piccola, dopo aver cosparso il corpo con unguenti e averlo avvolto per bene nei panni. Così finiva la storia di un eroe. Nessuno skald lamentava la sua morte, e la sua leggenda sarebbe stata ricordata solo in funzione di una più grande, dell'uomo che l'aveva vinto.
I tre fratelli di Gotendur aiutavano i loro uomini e davano disposizioni, ma non c'era molto da dire dato che tutti sapevano già cosa fare e l'eccitazione era tale che non vi erano perditempo. Avrebbero partecipato alla spedizione sessantatré guerrieri, tra cui i quarantatré di Gotendur e quindici forniti da Stursholt. Gli altri cinque provenivano dai ranghi di Feugland, uomini che avevano combattuto con Guttorm e che adesso anelavano la rivincita. Re Brogest si era segregato nelle sue stanze private, talmente scosso dagli ultimi avvenimenti da non prendere più alcun tipo di decisione, lasciando il governo a Urgil e agli stranieri. Avrebbe fatto meglio a riprendersi in fretta in quanto il suo skald e quindici degli ultimi combattenti validi che gli rimanevano si sarebbero uniti alla spedizione. La debolezza di un re poteva attrarre le attenzioni pericolose di gente avida...
Anche su Thora stava pesando parte dell'organizzazione: dovette infatti sovrintendere alla fabbricazione di quante più frecce possibile, e aveva incaricato di ciò le donne della città. Era il suo primo compito di una certa importanza al di fuori delle funzioni religiose, e ci aveva messo tutta sé stessa. Soffriva nel vedere il padre, un uomo forte e superbo, improvvisamente così abbattuto, ma non c'era il tempo per piangersi addosso. Il giorno prima della partenza, poco dopo mezzogiorno, scese al porto con un piccolo gruppo di donne, portando delle anfore piene d'acqua. Trovò i tre fratelli su uno dei moli intenti a caricare degli scudi, e si avvicinò loro. -Miei signori, avete sete?-
-Certo! Grazie!- rispose gioviale Alemund, ammiccando felice in direzione delle ragazze, e facendosi versare l'acqua in un bicchiere.
-Le donne stanno producendo un gran numero di frecce, come avete richiesto.-
-Molto bene.- disse Gudfred -Una volta caricate le frecce e gli archi che gli uomini stanno finendo di approntare, saremo pronti.-
Rögnvald guardò lontano, lungo la costa, e sorrise -Non vedo l'ora che sia domani.-
-Mio signore,- Thora si rivolse al maggiore timidamente -posso parlarvi un attimo in privato?-
-Come vuoi.- accettò Gudfred leggermente imbarazzato. Non era abituato a parlare alle donne da solo; non le aveva mai capite e la maggior parte delle volte cercava di rifuggire quelle situazioni. Rögnvald e Alemund si scambiarono un'occhiata divertita mentre loro fratello si allontanava di qualche passo con la principessa.
-Qual è il piano?- domandò lei una volta al riparo da orecchie indiscrete.
-Domattina inizieremo con due navi a risalire il fiume dalla foce. Se il tempo ci assiste, dovremmo raggiungere la piana che costeggia il campo degli Urlatori al terzo giorno. La notte precedente mio fratello Alemund verrà fatto sbarcare con quindici uomini e raggiungerà il campo di nascosto, celato dalla foresta. La mattina del terzo giorno arriveremo noi, e cercheremo di affrontare la battaglia sulla spiaggia. Attirati a noi i nemici, Alemund attaccherà il loro accampamento.- Gudfred inspirò profondamente; aveva parlato tutto d'un fiato. -Per questo ho dato disposizione di imbarcare quanti più archi e frecce possibile. Il tuo lavoro ci sarà di grande aiuto.-
La principessa sorrise e arrossì nell'accorgersi che quell'uomo di norma freddo e impassibile la stava guardando con un'espressione dolce e allegra.
-Comunque,- continuò lui ricomponendosi -volevi chiedermi soltanto questo?-
-Ah, no.- rispose lei provando a riprendersi dall'imbarazzo -Volevo avvertirvi.-
-Di cosa?-
-Vi ricordate di quello che vi ho raccontato? Del mio sogno?-
-Sì.-
-Ebbene fate attenzione. Se diverrete davvero mio marito, non dimenticate cosa accade nel mio sogno. Fate in modo che non si avveri.-
Gudfred scoppiò a ridere, una risata calda, lieto che lei si fosse preoccupata per lui -Non preoccuparti. Non precipiterò al suolo e non morirò. Se dovesse proprio andarmi male, cadrò dalla barca nel fiume.-
Thora abbozzò un sorriso, confusa, e se ne andò. Il Distruttore di Varni seguì quell'esile ed elegante figura con lo sguardo per qualche momento, finché scomparve mescolata alla folla. Tornò dai suoi fratelli e si appoggiò a un palo di legno, pensieroso.
-Sai, la tua futura sposa comincia a non piacermi.- gli disse Alemund con la fronte aggrottata -Portarci dell'acqua? Prima della partenza? E la birra...-
-Fratello,- lo interruppe Gudfred improvvisamente scuro in volto -quando avremo attirato gli Urlatori sulla spiaggia e tu sarai al loro accampamento, assicurati che niente resti in piedi. Brucia tutto. Uccidete chiunque vi troviate davanti. Uccidete anche le donne e i bambini. Niente di loro deve sopravvivere.- gli appoggiò una mano sulla spalla e si fissarono negli occhi. Alemund aveva capito e non avrebbe voluto muoversi diversamente.
STAI LEGGENDO
La Montagna Antica
FantasiUn regno minacciato da un nemico assopito, un vecchio re, una principessa e un uccisore di giganti... La storia di tre fratelli che nel gelido nord dovranno affrontare il fuoco della guerra e scoprire che, dopotutto, anche gli eroi sono solamente um...
