Una distesa di immenso verde apparì sotto i miei occhi. Faith iniziò a saltare entusiasta in ogni suo angolo, mentre Harry scaricava l'auto.
"Hai bisogno di una mano?" Mi sporgo oltre il cofano dell'auto.
"Oh non preoccuparti, ce la faccio." Sorride un po' affaticato. "La casa non dista molto da qui."
Strinsi gli occhi lungo la linea dell'orizzonte è scorsi una macchiolina più scura sul fondo.
"Non possiamo arrivarci con l'auto.. se è quello che ti stai chiedendo. Il sentiero non consente alle macchine di camminarci." Abbassa lo sportello del cofano per chiuderlo e con le mani poggiate sui fianchi, fissa soddisfatto il panorama.
"Ti piace Faith?" Domanda sorridente.
Urla un sì euforico, mentre è intenta a fissare le margherite piantate all'ombra di un cipresso.
"Spero sia anche di tuo gradimento." ha un occhio socchiuso per via del sole che gli fa assumere un'espressione strana.
"Come l'hai trovato?"
"Me l'ha consigliato Roger." Poggia lo sguardo su di me. "Davvero credevi che ti portassi a dormire in tenda?" ghigna divertito.
"Da te ormai non so più cosa posso aspettarmi." abbozzo un sorriso.
"Oh andiamo, dammi tregua." Si accarezza con sicurezza il mento. "Capisco il rancore e non hai nessun torto, ma ci sto provando a renderti sicura. Voglio riconquistarmi la tua fiducia partendo da zero, e voglio ricominciare da qui, da oggi." Poggia una mano sulla mia spalla.
Resto immobile e non mi sottraggo al suo contatto. Vorrei stringere quella mano, ma resto ferma. Nota la mia rigidità e il fatto che non faccia nulla per togliermi il suo tocco di dosso, sembra lo rassicuri.
"Sarà meglio avviarci." Propone stringendo saldamente le borse. "Faith andiamo, ti mostro dove staremo." Ulula mentre si incammina.
Con un piccolo balzo Faith cerca di arrampicarsi sulle sue spalle. Sto per dirle di non farlo, altrimenti non riuscirà a portare le borse, ma notando la mia preoccupazione Harry scuote debolmente la testa e ammicca un sorriso.
"Ci sei Faith?" gira leggermente la nuca e con la voce strozzata per via della sua stretta sul collo.
"Andiamo." Urla felice. "Vieni mamma."
Ricominciamo da qui, esattamente da qui, con l'immagine di voi due stretti l'un l'altro, col sole che bacia la vostra pelle chiara e i vostri ricci scuri. Non so a dove porterà tutto ciò, ma so che questo è ciò che ho sempre voluto per noi, cioè per loro. Per loro.
"Una matrimoniale per voi due e una singola per me." mi porge le chiavi della camera, e avanza di poco verso la porta accanto la nostra. "Io sono qui, ci vediamo tra poco per cena."
Annuisco e apro la porta. Una camera semplice con le pareti bianche. Un letto grande dove Faith sta già saltando su si trova sulla destra. Un grande specchio di fronte al letto e una finestra dove poter ammirare la distesa verde che ci circonda.
"Sono felice mamma." Mi giro a fissare Faith. Gli occhi le brillano di gioia. Mi guarda con un'espressione seria, quasi adulta.
A volte sembra che sappia tutta la verità e aspetti solo una conferma. Corruccia la fronte e inclina la testa scrutandomi.
"Cosa c'è?" sorrido, sedendomi accanto a lei.
Poggia la testa sulla mia spalla e incastra le sue dita tra i miei capelli.
"Resterà con noi Harry?"
"Si, lui ci ha portato qui." Annuisco, stringendo la sua mano.
"Anche a casa?" Corruccio la fronte. Alza gli occhi sul mio viso.
"Lui abita in un'altra casa."
"Mi piace Harry." afferma pacata. Sbadiglia e con un movimento rapido si distende accanto a me.
Chiude gli occhi e fisso l'ora. Un pisolino prima di cena, le farà bene.
Accarezzo i suoi capelli e mi alzo dal letto, avanzando verso la finestra.
E so che se ti dicessi la verità, Faith, tu non la prenderesti male. So che saresti felice di averlo con te, e lo sarei anche io.
Abbiamo smesso di essere noi, ma non di essere genitori. E tu un padre lo meriti. Anche se è un po' difettoso.
Sento bussare alla porta. Mi fissa serio.
"Chiedimi tutto quello che vuoi."
Mi giro verso Faith e segue il mio sguardo. Fa cenno con la testa ad uscire dalla camera.
Entriamo nella sua. Chiudo la porta. Si siede ai piedi del letto. E io resto in piedi di fronte lui.
"Allora? Non hai nulla da domandarmi?"
"Non saprei da dove iniziare." Mi siedo accanto a lui.
Continua a fissare avanti a sé e dopo aver tirato un sospiro, si bagna velocemente il labbro inferiore e inizia a parlare.
"So che la sera in cui conclusi il contratto, tu mi avevi seguito. Ma non ti dissi nulla. So che aspettavamo un bambino e tu non hai voluto dirmelo, per paura di aggravare la situazione. Perché ammettere di essere incinta significava metterci nei guai e dirti la verità sul mio lavoro, altrettanto."
"Abbiamo tenuto per noi segreti, che alla fine non lo erano affatto. Non volevo andarmene via e lasciarvi sole. Non avevo altra scelta, mi avrebbero ucciso. Ogni mese vi mandavo qualche guadagno, tramite Zayn. Ecco perché a volte, veniva da voi con qualche gioco per Faith o qualche busta della spesa."
"Vedevo le vostre foto, Zayn me ne spediva qualcuna. Sapevo che i primi tempi, eri distrutta. E sapevo che stavi soffrendo tantissimo. Zayn diceva che piangevi spesso quando eri sola, che gli mentivi dicendo che era okay, ma in realtà non lo era affatto. Non vi ho mai lasciate del tutto sole. Sono stato un vigliacco, anziché trovare qualcosa di onesto, ho pensato esclusivamente al grande guadagno che potevo avere da quel lavoro. Guadagno grande, ma sporco. Ho preferito la mia vita. Ho lasciato voi nella merda per salvarmi il culo."
Parla lentamente e a volte fa qualche pausa tirando su il naso. La voce è calma, pacata. E il suo viso è limpido.
"Non volevo lasciarvi sole. Avrei voluto assistere a ogni prima volta di Faith. Ho maledetto quel lavoro e il mio passato per avermi fatto scappare e perdere la cosa più pulita e bella che la vita forse mi avesse mai donato. Ho sempre visto il nero della mia vita, quando invece ero circondato di bianco. Avevo te e quello era il riscatto per un passato di merda. Ma ero così accecato dalla rabbia e dalla paura di deluderti, che alla fine ti ho deluso per davvero."
Non riesco a dire nulla. Ho il cuore che picchia come un martello in petto, quasi a voler uscire. Poggio la mia mano sulla sua e in quel momento so che nulla di quel contatto è sbagliato.
"Mi hai sempre sostenuto vedendo in me il buono che mai nessuno ha mai visto. E io non ti ho protetto abbastanza. Non ho saputo difenderti da me. Ti ho fatto più male io, di qualsiasi altro dolore. Non meritavi nulla di tutto ciò. Non meritavi me e una vita così."
Accarezzo il suo viso. E poggio la testa sulla sua spalla.
"Per tutti questi anni, mi sono chiesta cosa non andasse nella mia vita. Perché eri andato via così. Perché anziché dirci la verità, ci siamo voltati le spalle. Perché anziché proteggerci, ci siamo feriti a vicenda. E oggi ogni domanda, trova una risposta. Ho scelto te e il tuo passato. E con te ho scelto la vita che mi ritrovo oggi. Non è tardi per ricominciare e scegliere una strada migliore."
"Ti ho amato con ogni particella del mio corpo e ho amato quell'amore insano che avevamo costruito. Sei sempre stato parte di me."
Sfiora delicatamente le mie labbra con la punta del pollice e poggia la sua fronte contro la mia.
"Solo se lo vuoi." Sussurra lentamente. "Ti prometto che non ti farò più del male. Ti farò fidare di me." Accarezza col pollice la mia guancia e poggia un bacio sulla mia fronte.
E in questo preciso momento, so che ogni singolo errore, mancanza, delusione e paura si annulla. E ogni rancore nei tuoi confronti si sgretola. I vari pezzi di me che ho perso in questi anni li vedo riemergere, e so che solo tu puoi rimetterli insieme.
E qualsiasi parola detta, resterà tra di noi per sempre. Non ho bisogno di altra spiegazione. Sei qui ora, e mi basta che recuperi ogni singolo momento.
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Criminal |Harry Styles|
Fiksyen Peminat"Nessuno ti farà del male finché starai con me." Non ne esci da queste storie.
