Paura

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La grande e bianca Nave Nuvola levitava a circa dieci metri d'altezza, ancorata al terreno solo per mezzo di un'ancora d'argento. La scaletta a pioli ciondolava attaccata al parapetto della nave in attesa di essere utilizzata dai ragazzi.

Izzi ancora oca, decide di volare sulla nave seguita da Laria, Fibi e Victor furono costretti ad usare la scaletta penzolate che comunque era alta quasi un paio di metri da terra. Victor provò a salire ma la poca forza che gli si era ristabilita non bastava. Fibi cercò di aiutarlo da terra e con una spinta,  effettuata come quelle per scavalcare un muro, il ragazzo riuscì ad aggrapparsi alla scala con braccia e gambe, riuscendo a cominciare la salita. La ragazza attese a terra un momento, così che Victor potesse arrivare a circa metà scala, prima di effettuare un poderoso salto e giungere sulla scala di corda e legno.

Soffiava uno strano vento in quella piccola radura nel bosco di miceti, caldo, umido e maleodorante allo stesso tempo. Giunta circa a un terzo della scala Fibi si voltò verso il promontorio e vide un addensamento di nuvole nere temporalesche, avvicinarsi alla barriera protettiva del piccolo campo profughi. In quel momento dalla nube le sembrò provenire un ronzio, forte e confuso, come se tantissime voce vivessero in quella coltre scura e tetra. Per una momento il vociare si fece più forte come se le voci la raggiungessero ed ebbe un tremendo capogiro. Strinse i pugni sulla corda della scala, guardò sopra di se e si accorse che Victor e l'oca bianca agitavano braccia ed ali come per farle segno di salire velocemente, Laria le stava volando in contro.

-Muoviti Fibi! Il male sta arrivando, se vogliamo evitare che il campo venga distrutto dobbiamo sbrigarci ad uscire dalla barriera! Arrampicati in fretta! Il folletto non può levare gli ormeggi se sei fuori bordo!-

La ragazza scosse la testa e sebbene il forte ronzio le tartassava la mente le annebbiava la vista salì più velocemente possibile e finalmente arrivò al ponte della nave.

-Non sento più niente!- gridò Fibi a Izzi e Victor

-Nemmeno io!- rispose urlando Victor -E' come se sentissi un forte ronzio nelle orecchie!-

Fibi con un tocco della mano ritrasformò Izzi in forma umana. La bambina si portò le mani contro le orecchie e cominciò a gridare dalla disperazione per quel suono assordante e per quel dolore lanciante alla testa, poco dopo sia Victor che Fibi si inginocchiarono a terra e iniziarono a muoversi convulsamente cercando di proteggersi le orecchie. Laria osservava quella tremenda sofferenza da accanto il folletto, notò che dall'ammasso di nuvole iniziava a formarsi un grosso serpente e il terrore la pervase.

-Jago andiamocene via! muoviti!-

-Calma fata! Non faremo scoprire questo luogo, e sai come si dice il miglior modo per evitare di essere inseguiti è andare incontro al pericolo!-

Con uno schiocco di dita il folletto levò l'ancora e con una brusca virata del timone diresse la prua della nave verso l'ammasso di nuvole lentamente.

-Il nemico è in perlustrazione. Non possiamo indugiare oltre...- commentò in preda ad un attacco di pazzia il folletto -E' l'ora di concludere questa storia!-

Dal centro del timone apparve un pulsante lampeggiante, il vento per la propulsione della Nave Nuvola era pronto. Jago premette il bottone e dalla poppa della nave un enorme cannone posteriore diede una spinta propulsiva all'imbarcazione in avanti vero il nemico.

La fata si strinse ai ragazzi e creò intorno a loro una barriera protettiva.

La nave volò come un fulmine vero il serpente di nuvole, oltrepassò la protezione del campo come una palla di cannone e apparve, come dal nulla, sotto la pancia dell'animale di fumo il quale, si accorse dello spostamento d'aria, e provò a chiudere le spire e ad aprire le fauci ma quando la grossa testa si voltò nella direzione del vento non vi era nulla, solo un piccolo punto bianco, lontanissimo, nel cielo grigio del Mondo Oscuro.

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