capitolo 4

1.7K 97 11
                                    

Jungkook entrò nella grande stanza di Taehyung. Aveva il cuore in gola, non sapeva come comportarsi, insomma, che doveva fare? Presentarsi? Aspettare che lo chiedesse lui? Non ci capiva più niente. Poi, come se non bastasse aveva ancora quel problema da risolvere nei pantaloni.

Prese coraggio, si inchinò e iniziò a parlare.
«S-salve, buongiorno, sono Jeon Jungkook, ho 21 anni. Ho chiesto a un mio amico di lavorare qui come suo maggiordomo perché ho davvero un bisogno disperato di soldi.»
Poi continuò.
«Spero di poter soddisfare ogni sua richiesta nel miglior modo possibile.» concluse.

Ci fu un minuto di silenzio, un minuto in cui il moro non sentì nulla, si sentiva in soggezione, voleva scappare proprio in quel momento, aprire quella porta bianca ed andarsene.
Forse aveva ragione Jimin, forse non doveva accettare quell' incarico, però, ormai ci era dentro e non poteva far nulla per cambiare le cose.

Una voce lo allontanò dai suoi pensieri. La stessa che aveva sentito emettere suoni pochi casti prima che lui entrasse.
«Si sieda, ragazzino.» ordinò il maggiore.
Jungkook fece come ordinato.

«Allora, cosa sai fare di preciso? I miei dipendenti devono essere molto preparati. Com ben saprai, sono uno degli imprenditori più ricchi di tutta la Corea e per me voglio il meglio.»
Sulla bocca del maggiore spuntò un sorriso diabolico.
In quel momento Jungkook, però, si era perso negli occhi del biondo. Non riusciva a non notare i succhiotti che aveva sul collo, le guance leggermente rosse e quelle labbra carnose che avrebbe voluto mordere e baciare in quello stesso istante.

Era in un completo stato di estasi. Non capiva perché si sentisse così, in fondo neanche lo conosceva, non sapeva nulla di lui. Non sapeva il suo colore preferito, se avesse fratelli o sorelle, se preferisse il caldo al freddo o viceversa. Nulla.

«Mi stai ascoltando ragazzino?» urlò Taehyung.
Era davvero furioso. Una cosa che il maggiore odiava più di tutte era il fatto di non essere ascoltato mentre parlava.
«Oh si, mi scusi tanto. Comunque so cucinare, stirare, fare il bucato, pulire e cuc-»
«Okok, basta così.» lo interruppe bruscamente. «Di queste cose se ne occupa la signora Min. Io voglio sapere altro Jungkook.» disse il biondo leccandosi il labbro inferiore.

A quel gesto Jungkook prese colore. Sentiva caldo ed una strana sensazione.
Non si era neanche accorto che il più grande era a pochi centimetri dal suo viso. Alzò gli occhi e si guardarono intensamente.
«Ascoltami ragazzino, ho un debole per quelli come te. Sei timido, arrossisci subito e non smetti di torturarti quelle bellissime labbra che ti ritrovi.» disse, mettendosi a cavalcioni su di lui.
«Quello che voglio dirti è che non mi interessa se sai cucinare, pulire o fare il bucato. Voglio solo sapere se sai scopare, se sai farmi perdere il controllo mentre ti fotto, se sai fare i pompini migliori del mondo, perché sai, i miei dipendenti sono fantastici, ma ho bisogno di qualcuno che mi faccia urlare per il piacere che mi provoca.»
Detto questo iniziò a muovere il suo bacino, facendo scontrare le due intimità, ancora coperte dal tessuto dei pantaloni.

Jungkook pensava di stare in paradiso. Stava godendo come una ragazzina in calore mentre guardava con occhi famelici il suo capo che si strusciava contro di lui.
«A-ancora...sii..ti p-prego, fottimi, scopami, ti v-voglio ora.»
Stava scoppiando. Voleva farselo ora. Voleva stare sotto il suo controllo. Sembrava impazzito mentre spingeva il bacino contro quello del maggiore.
«Jungkook, calmati, non pensavo fossi così voglioso. Però, devo ammettere, che vederti in questo modo mi sta facendo impazzire.»

Ormai il ragazzo era al limite, sentiva il suo sperma fuoriuscire dal suo cazzo. Mancava poco e sarebbe venuto nei pantaloni.

Intanto il più grande stava provando delle emozioni che non aveva mai provato.
Si, insomma, aveva scopato con più di cento ragazzi nella sua vita ma nessuno aveva mai assunto un'espressione del genere mentre lo fotteva. Era eccitato da morire.
Allora decise di sbottonare i jeans del ragazzo e di passare il suo dito sulla punta della sua intimità.

Jungkook dopo questo gesto venne sulla mano del suo capo mentre quest'ultimo leccò tutto lo sperma del più piccolo.
Dopo si alzò, lasciando un Jungkook in preda agli ansimi.
«Bene signorino, lei è ufficialmente il mio maggiordomo.»

Butler -VkookDove le storie prendono vita. Scoprilo ora