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Il sole riflette sulla mia finestra e quella luce mi portò ad aprire gli occhi .
Non mi andava proprio di alzarmi, le coperte erano così calde ed allora mi ci accoccolai ancora di più.
Sentì il campanello suonare , la sveglia non era ancora suonata quindi era ancora presto.
Scesi e andai ad aprire.
La figura che mi si presentó d'avanti era Chiara in tutto il suo splendore , ma che ci faceva qui!

Io: Chiara è prestissimo perché sei qui?
Le dissi.

Chiara : dai manetta, vestiti prima di andare a scuola dobbiamo risolvere una questione importante.
Ribadette lei

Io: che hai in testa?

Chiara : oh , lo vedrai.

Beh , d'altronde era chiara non mi stupì .
Andai in camera mi preparai in fretta dato che Chiara non faceva altro che urlarmi contro di sbrigarmi .
Presi una maglia nera a maniche lunghe che teneva scoperta la pancia, un jeans a vita alta bianco e le corverse bianche.
Lasciai che i miei capelli ricadessero lisci dietro la schiena,l'ultima spazzolata ed ero pronta!
Presi lo zaino ma mentre stavo per aprire la porta Chiara mi disse di portare dei soldi con me , io annuì e senza protestare uscimmo.
Mi portò in un negozio, mi stupì anche che alle 6:00 del mattino i negozi fossero aperti .
Chiara prese un mucchio di cose: aveva in un carrello un cartellone bianco, una matita, nastro adesivo, palloncini ed infine dei pennarelli , non capi per chi fosse tutto questo.
Mi portò in cartolibreria e prese il mio cellulare senza che mi desse alcuna spiegazione , stava stampando qualcosa ma non ci detti molto peso.
Forse aveva dimenticato di fare un compito e si stava riducendo all'ultimo minuto.
Mi prese per mano e mi portò in un parco isolato , si sedette per terra e mi chiese una mano , io mi avvicinai e le chiesi cosa le servisse.

Chiara: Allora nanetta, su questo cartellone scriverai tutte le frasi belle che ti verrebbero da dire alla tua migliore amica.

Io: Perché dovrei fare una cosa del genere.

Chiara: É solo un gioco , tu fallo e basta .

Non ne ero tanto convinta , ma feci ciò che mi chiese.
Mentre scrivevo pensai ad Andrea anche se lei non era la mia migliore amica , ma la mia perfetta metà.

Dopo aver finito passai il cartellone a Chiara che prese il nastro adesivo e cominciò ad attaccare tanti fogli su esso, non riesci a vedere ,mi fece promettere di non guardare .
Dopo poco più di mezz'ora la sentì urlare uno stanco , ma gioioso ( ho finito ).
Mi disse di seguirla e dopo un po mi ritrovai davanti ad una villetta bianca , mi chiesi di chi fosse , dato che non l'avevo mai vista prima d'ora.
Chiara aveva appena finito di gonfiare i palloncini e li appese per tutto il cancello.
Suonò il campanello e mi ritrovai il cartellone tra le mani ed Andrea ancora in pigiama fuori la porta con espressione felice.
Guardai anche io il cartellone e mi voltai verso Chiara che mi in tutta risposta mi mandò un occhiata complice.
Vidi Andrea scaraventarsi su di me per poi abbracciarmi.
Ringraziai Chiara con lo sguardo e mi alzai con ancora addosso Andrea.

Andrea: Alba io....Non mi spettavo una sorpresa del genere.

Io: Infatti non me l'aspettavo neanche io , il merito è tutto di Chiara .

Andrea si voltò verso chiara e iniziò a parlare.

Andrea: Scusami Chiara , sai mi sono fatta una brutta opinione su di te, pensavo che me l'avresti portata via .
E invece l'hai anche aiutata a far pace con me , sei una vera amica.

Chiara: Non scusarti Andrea, capisco che tu ti sia fatta prendere dalla gelosia , ma la tua amica qui è fedelissima , non c'é stato giorno in cui non mi abbia parlato di te.

Detto questo si diedero la mano in segno di pace, aspettammo che Andrea si preparasse ed andammo tutte e tre a scuola.
Andammo tutte nelle rispettive classi, oggi avevamo lezioni diverse e quindi mi ritrovai a seguire matematica .
*seguire per modo di dire, non ci capi nulla*.
È ora d'inglese ed eravamo tutte e tre in classe insieme , solo che Andrea e Chiara si erano sedute insieme per conoscersi meglio, adoravo vederle così.
La mia rovina aveva appena varcato la soglia della classe e si sedette al banco vuoto accanto al mio.
Non ne capì il motivo.
Stava attaccata al suo cellulare.
* beh chissà quante ragazze gli scriveranno * penso.
Quando poi mi accorgo che mi era arrivata una notifica , sarà qualche gioco o mia madre.
Mi sbagliavo era lei , non capì il bisogno di scrivermi se eravamo vicine di banco.

Messaggio da jasmine:
-Ehi mocciosa-

Non le risposi , ma lei mi guardò con fare insistente.
Mi arrivarono tipo 20 messaggi , ma io a mo di sfida la guardai negli occhi, girai il mio cellulare verso di lei e la bloccai.
Lei mi guardò con stupore e con il suo solito sorriso beffardo , si alzò dalla sedia ed usci dalla classe senza alcun permesso.
Non capì il motivo del suo atteggiamento.
Io non ero un giocattolo , non poteva un giorno non parlarmi e il giorno dopo cercare la mia attenzione.
Io ho cercavo di essere sempre gentile con lei ; ma con lei i modi gentili non funzionavano .
L'ultima campanella suonò e io varcai il cancello della scuola avviandomi verso casa.
Mentre camminavo sentì come il rumore di un motore e sapevo benissimo da cosa o meglio da chi provenisse tale rumore.
Mi chiese se volessi un passaggio e dopo averla rifiutata se ne andò .
Non capì veramente a che gioco stesse giocando perché non ci stavo capendo nulla.
Andai nella mia stanza feci i compiti e dopo mi stesi sul letto con le cuffie nelle orecchie.
Non mi accosi neanche di essermi addormentata con la musica che intonava ancora nelle orecchie.

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