Tra le sue braccia

362 19 9
                                        

-Arrivo subito Chris!-

È tanto difficile capire che al mattino sono sempre in ritardo o comunque mai in anticipo?

Di solito Chris è più ritardataria di me, ma a quanto pare oggi è particolarmente desiderosa di non perdersi nemmeno un minuto di lezione, dato che continua a bussare spazientita alla porta.

Prendo lo zaino con un movimento rapido e apro il portone.

Ad attendermi però non c'è Christina.

C'è Quattro.

Lo guardo attentamente e sbatto gli occhi diverse volte, perchè è davvero impossibile che in questo momento si trovi davanti a me.

Ho già fatto questo sogno troppe volte...ormai ho smesso di crederci.

Ma tutto cambia quando lui fa un passo avanti e mi abbraccia.

È in quel momento che mi rendo conto che non è un sogno e che Quattro è realmente qui davanti a me.

Il suo petto caldo mi avvolge completamente  e le sue labbra baciano la mia fronte dolcemente.

Stiamo in questa posizione per un tempo indefinito e sciolgo l'abbraccio solo quando sono certa di aver assorbito tutti i momenti che ho perso durante la sua assenza.

Mi stacco con gli occhi lucidi e lo guardo negli occhi chiedendo:

-Perché sei tornato?-

Non ho mai avuto così paura della risposta...ho il terrore che mi dica che questa è soltanto una visita e che tra qualche giorno dovrà ripartire.
Eppure la parte più romantica di me, quella che forse ha letto troppi libri e che ha visto troppi film in cui tutto finiva per il meglio, sa che lui è tornato qui per restare.

-Mi mancavi tu e soprattutto mi mancava questo...-

Prende il mio mento tra le dita e poi appoggia le sue labbra sulle mie.

Attorciglio le mie mani dietro al suo collo e finalmente ritrovo quei momenti che ormai credevo perduti per sempre.

-Come avrei potuto lasciare da sola la mia ragazza il giorno del PROM? E per di più come avrei potuto lasciarla sola come un cane a bere ponch tutta la sera...giusto?-

Scoppiamo entrambi a ridere a crepapelle ripensando a quanto fossero imbarazzanti e finte le nostre video chiamate.

-Ero esasperata in quel momento!-

-Lo so, infatti mi chiedo come tu abbia fatto a stare per così tempo a stare senza di me...sono talmente fantastico...-

-Più che fantastico mi sembri una brutta copia di Zeke e penso che se mi piacesse la sua modestia in questo momento sarei qui fuori a sbaciucchiarmi con lui e non con te...-

-È forse un affronto questo?-

-Forse...-

-Mi stai forse dicendo che Zeke è meglio di me?-

-Probabile...ma per tua grande fortuna, io ho scelto te e soltanto te-

Ci baciamo per un altro paio di minuti, fino a quando quel deficente di mio fratello arriva esclamando:

-Hey Quattro sei qui! E stai pure sbaciucchiando mia sorella!-

Tiro fuori lo sguardo più assassino che mi viene in mente e glielo punto contro.
A quel punto il mio caro fratellone, che a quanto pare ha la prontezza cerebrale di un criceto morto, si rende conto di averci disturbato e decide di andarsene.

Quattro mi fa salire sulla sua auto per andare a scuola, ma quando manca soltanto più un chilometro all'arrivo, ci fermiamo vicino a un parchetto.

Il parchetto è uno dei più famosi della città ed è conosciuto soprattutto per il ciliegio enorme che si trova esattamente al centro.

Quattro mi prende per mano e mi conduce proprio sotto il ciliegio.

I fiori volano dappertutto per colpa del vento e il tutto conferisce alla scena un particolare ancora più romantico.

Quattro si inginocchia davanti a me sporgendo un buquet di fiori blu cobalto  dicendo:

-Beatrice Prior...mi faresti l'onore di venire al ballo con me?-

-Sì mio piccolo numero preferito...verrò al ballo con te-

Ci baciamo ancora una volta, poi mi sussurra nell' orecchio:

-Chiamami ancora una volta così e la nostra storia finirà immediatamente-

-Non essere così drammatico...-

Mentre ci dirigiamo verso la scuola una sola domanda mi sorge spontanea:

-Cosa ti ha spinto a tornare?-

-Zeke...mi ha fatto capire cosa mi stavo perdendo e come stavo stravolgendo la tua vita, per cui se vuoi ringraziare qualcuno per tutto questo, ringrazia lui-

Questa è l'ultima risposta che mi sarei aspettata, ma in fondo ho sempre saputo che anche Zeke ha un lato tenero.

Appena entriamo nel parcheggio incontriamo Zeke e senza pensarci due volte, lo abbraccio, sussurrandogli nell'orecchio:

-Grazie per averlo fatto tornare da me-

My name is BeatriceLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora