Divina Casa Discografica-Inferno

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Horesu-kun, il prescelto musicale, si reca alla Music House per parlare con il direttore. Durante questo viaggio passerà per l'Inferno musicale, il Purgatorio musicale ed il Paradiso della musica...

Nel mezzo del cammino delle canzoni,
Mi ritrovai in un mondo nuovo,
E a dire il vero mi ero già rotto i coglioni.

Ahi, quanto avrei voluto un uovo,
In questo mondo oscuro e lacerante,
Per sentirmi un uomo nuovo.

Ma ahimè, c'era qualcosa di più accecante,
Un ruolo da svolgere poiché io fui
Mandato qui da qualcuno di molto più importante.

Una volta uscito da quei muri,
Mi guardai intorno e vidi solo
Cantanti che facevano i duri.

Così mi avvicinai al trapper tutto solo,
Che mi guardava con un viso da fatto
E dissi "uomo, sai dove mi trovo?",

Con una voce piena di autotune che fece impatto,
Mi disse "Wo, bella, sei all'Inferno.
Se non sei un trapper, vai chiatto chiatto."

Dei trapper io avevo sentito parlare un po',
Quelli che non concludono le rime,
Che hanno l'autotune al posto della vo'.

"Il mio nome è Sfera, sono una rockstar sublime."
Mi faceva paura, questo è poco,
Ed un po' tutt'ora mi deprime.

Sapevo che in quel luogo i trapper non stavano poco,
E la loro punizione era dura, certo:
Stare ad ascoltare i veri trapper, quelli ch'ardono di fuoco.

Quindi scappai da quell'odioso concerto,
E nell'Inferno mi ritrovai.
Era un po' strano, lo ammetto.

Ed un po' in giro mi guardai,
Ero nel primo girone.
Ma appena mi voltai

Ecco che si avvicina un coglione.
"Stavo cercando proprio te."
Mi disse tenendo in mano un cartellone.

Io lo guardai in faccia, "Se
Tu mi dai una mano, ti aiuterò pure io"
Aveva il volto coperto e,

Siccome non avevo scelta, gli chiesi dove fossi finito io.
"Sei nel primo girone, l'EDM House"
Ed urlai "PER L'AMOR DI DIO!"

Per poco non ebbi un infarto,
Con solo due parole
Dure quasi quanto un parto.

E come comanda il Signore,
Cercai di scappare,
Ero nel luogo del terrore.

Mi inseguì fino ad una specie di mare,
No, forse un fiume,
Non c'erano traghetti, mi toccò nuotare.

E con ancora il sudore in viso, venni accecato da un lume,
Una luce così abbagliante,
Da rendere le piante scure.

Non c'era dubbio, era il secondo girone terrificante,
La musica italiana anni '90,
Quella cosa orripilante!

La loro punizione di paura ne incuteva tanta,
Dovevano creare testi senza le parole a cui erano abituati.
"Amore", "Occhi", "Siamo nel novanta".

E tra le urla ed i lamenti straziati,
Io i denti stringevo,
Per quei cantanti meritevoli poco amati.

Ma andai avanti, e fu un viaggio lungo quello a cui mi proponevo,
Ed arrivai all'ultimo girone, il Raggaetton,
Ancora non ci credevo.

Ma quanto è vero che al peggio non c'è fine,
Dovetti affrontare il nemico finale,
Luis Fonsi, lo spagnolo la cui crudeltà non ha fine.

E tra testi ripetuti volte su volte, dal contenuto banale,
I testi facevano sempre riferimento
Alla più nobile delle pratiche, quella sessuale.

E fu lì che capii il suo punto debole, come per un trapper il piercing sul mento,
Erano le stesse parole
Del testo che mi stavo sorbendo.

E cambiandole un po', parodizzando le parole,
Sconfissi Luis Fonsi,
E uscii dall'Inferno con onore...

Continua...

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