Capitolo 1

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Inizio con il dire che con questo mio scritto non intendo offendere nessuno e non intendo dare una rappresentazione veritiera. Spero che questa mia storia vi possa piacere. Cercherò di non far trascorrere troppo tempo tra un aggiornamento ed un altro. Detto questo vi auguro buona lettura!

Ps: Mi sono dimenticata di dire che questa storia l'ho già pubblicata su un altro sito, era da un po' che pensavo di riportarla anche qui su wattpad, ecco perché sono presenti già i primi capitoli. Pubblicherò solo i primi capitoli, se piace anche qui allora continuerò ad inserire gli altri 

Dede 




Bts-forever cap.1



Era notte inoltrata ormai a casa BTS tutte le luci erano spente,eppure gli inquilini erano più svegli che mai. Un ormai assonnato Jin si coccolava tra le braccia dell'uomo che sempre avrebbe amato, il suo ormai più che leader. Per quella dannata regola i due amanti erano costretti a vedersi di nascosto durante quelle poche ore di libertà. Il lavoro gli impiegava gran parte della giornata,mentre una volta tornati a casa o erano troppo stanchi per dedicarsi l'uno all'altro o il più delle volte la presenza dei propri compagni e dunque la presenza di quella maledetta regola influiva molto sul loro comportamento. Perso in questi pensieri non si accorse che emise un sospiro più tosto pesante che fece allarmare il leader. – Cosa hai Jin-hyung ?- chiese così al ragazzo accarezzandogli i morbidi e neri capelli. – Niente Nam, stavo solo pensando a quella stupida regola!- rilevò il ragazzo alzandosi dal letto lasciando che le coperte scivolassero dal suo petto nudo. – è solo che vorrei non averla mai scritta- continuò il giovane – Eravamo piccoli Jin e non sapevamo che potesse succedere una cosa del genere. Anch'io vorrei non averla mai scritta, ma non posso farci nulla ora. Sai bene a cosa andiamo incontro se riveliamo la nostra storia - - Cosa potrebbe fare il Manager se sa della nostra storia ?- lo interruppe Jin – cosa gli potrebbe fregare? - - A lui più di tanto nulla, ma come la prenderanno gli altri ? Sono il leader e non posso disobbedire ad una delle regole. Ma soprattutto Kim Seokjin io ti amo, ma cosa succederebbe se durante un esibizione o durante le prove litigassimo? O ancora peggio se i nostri compagni non ci accettassero ? Questo non posiamo saperlo.- Namjoon si era alzato anche lui e nel pronunciare queste frasi accarezzava lentamente la schiena del più grande. Jin si girò a guardarlo negli occhi – è questo quello che proponi di fare? Certo possiamo nasconderci dalle telecamere o dai nostri stessi compagni, ma per quanto ancora? Io non voglio nascondere il mio amore per te Nam. Io ti amo e questo è una cosa certa!- Namjoon sorrise al suo hyung gli prese il volto tra le mani e disse – lo so che mi ami e ti amo anch'io ma in quanto leader devo pensare anche al bene del gruppo, ma allo stesso tempo non voglio rinunciare a te. Per questo ti chiedo di fare questo enorme sforzo. È meglio che la nostra relazione rimanga all'oscuro di tutti, anche se significa mentire agli altri. Io lo sto facendo per il nostro bene,per il bene dei BTS. Abbiamo lavorato tanto per arrivare fino a qui e...- fu Jin ad interrompere il flusso di parole del più piccolo,poggiando delicatamente le proprie labbra sulle sue. Fu un bacio inizialmente dolce, romantico che divenne sempre più passionale. Jin dischiuse le labbra permettendo alla lingua del ragazzo di intrecciarsi con la sua. – Basta parlare Nam, ho capito.- disse appena concluso il bacio – Ho capito che sei troppo abile nel parlare e io finisco sempre per cadere ai tuoi piedi quando cominci a discutere con quel tono di voce. – Namjoon sorrise dopo quelle parole così veritiere, era consapevole dell'effetto che avevano sul più grande – Pertanto – continuò Jin – rispetterò il tuo volere, anch'io non voglio che i BTS si sciolgano- - Sapevo che avresti capito Jin-hyung- - Ora però sarà meglio che tu vada Nam, Yoongi arriverà a momenti.- Infatti era ormai l'una inoltrata e Namjoon e Jin si trovavano nel letto del più grande completamente nudi dopo aver passato ore a "coccolarsi", grazie anche al fatto che il coinquilino di stanza di Jin era intento a lavorare nel suo GeniusLab. Ma ormai era ora di rientrare anche per Yoongi. Così i due amanti si salutarono e Namjoon più silenzioso di una piuma riuscì a raggiungere la sua camera senza svegliare Taehyung,riuscendo ad evitare Jimin appena uscito dal bagno.
Erano ormai giorni che non riusciva a prendere sonno tutto per colpa di quel cretino di Yoongi. Così ogni notte si ritrovava da solo in cucina a guardare un bicchiere pieno d'acqua. Ma fortuna volle che in quel momento arrivasse la persona che da giorni era il centro dei suoi pensieri appena uscito dal GeniusLab. I due rimasero a guardarsi per attimi infiniti quando fu il più grande a parlare – Ce l'hai ancora con me per quello che è successo l'altra sera?- Jimin rimase interdetto a quelle parole. Insomma erano giorni che non facevano altro che evitarsi o meglio lui cercava di evitare ogni discorso. Faceva troppo male pensare a ciò che avevano fatto. – Anche se fosse – rispose a tono il più piccolo. – Eravamo ubriachi Jimin, può essere successo tutto come non può essere successo nulla.- - Non è successo nulla? Come puoi dire una cosa del genere? Mi sono ritrovato nella tua camera, dentro il tuo letto completamente nudo e con il fondoschiena in fiamme. Secondo te non è successo nulla ? e poi non dirmi che eravamo ubriachi, potevi anche evitare di scoparmi. È solo tua la colpa.- Yoongi non riusciva più a sopportare quella situazione, non si parlavano da quando lui e Jimin si erano ritrovati nello stesso letto in quel fottuto albergo che li doveva ospitare per quel fan-meeting. Erano andati a divertirsi insieme al resto del gruppo,per festeggiare la riuscita del nuovo album, ma per loro due la serate aveva preso una direzione differente. Yoongi al contrario di quanto affermava ricordava, lui non era solito ubriacarsi. Ricordava il comportamento del più piccolo che gli aveva causato un enorme sentimento di rabbia. Non sapeva perché ma il modo in cui si strusciava a Tae o a kookie lo aveva fatto arrabbiare e così decise di dargli una lezione. Non sapeva il perché ma doveva fargliela pagare,però la situazione degenerò velocemente e si ritrovarono nella camera del più grande. Jimin era profondamente deluso dal suo Hyung tra tutti pensava che lui era quello che mai gli avrebbe fatto del male. E quando si sveglio quella maledetta mattina fu come se il mondo fosse crollato in un insignificante istante. Era deluso. Forse si era troppo ubriaco, ma il fatto sta che era andato a letto con Yoongi. Così fu di nuovo il più piccolo a parlare – Facciamo come se non fosse successo nulla per il bene dei BTS – ma Yoongi si intromise subito – No Jimin tu ora mi spieghi - - Spiegarti cosa? – Jimin si riprese all'ultimo secondo moderando la voce per non rischiare di svegliare gli altri. – cosa ti dovrei spiegare ? ti sei divertito a scoparmi ? Bene io no - - Non fare così ora- rispose a tono Suga era arrabbiato – lo sappiamo entrambi Jimin che te la sei cercata ?- - Cosa ?- - Si l'unica cosa che mi ricordo se proprio te lo devo dire sei tu che continuavi a strusciarti a me,e non solo, come una puttana! - - Non ci credo mi hai appena dato della puttana e hai anche aggiunto che è colpa mia, ma come puoi solo pensare una cosa del genere. Pensavo mi conoscessi e invece credo proprio di essermi sbagliato.- Yoongi era furioso e la rabbia fa fare e dire cose non molto belle.- Lo pensavo anch'io Jimin, ma vedo che ora sei solo una puttana che da colpe agli altri.- Anche Jimin dopo quelle parole era arrabbiato e deciso a chiudere la conversazione lì. – Va bene sarò anche una puttana ma almeno non sono uno stupido cretino come te. Ora vado a dormire domani dobbiamo svegliarci presto e come ho già detto facciamo come se non fosse successo niente per il bene del gruppo.- Jimin uscì subito dalla cucina senza aspettare una risposta da Yoongi, si stese sul suo letto mentre calde e silenziose lacrime solcavano il suo viso. "Come ha potuto chiamarmi puttana, pensavo che era diverso ed invece è come tutti gli altri". Nel frattempo Suga era rimasto in cucina ad osservare quel bicchiere d'acqua ancora pieno dandosi mentalmente dello stupido per essersi arrabbiato in quel modo, ma quando si trattava di Jimin due erano le emozioni che lo colpivano una di queste era la rabbia, ma vi era anche qualcos'altro che non si riusciva a spiegare.
Ignaro di ciò che i suoi Hyung stavano passando in quei giorni vi era un Jungkook ancora sveglio intento a controllare per l'ennesima volta la sua valigia. L'indomani infatti i BTS sarebbero partiti per una mini vacanza al mare organizzata dal Manager per gli ottimi risultati avuti dal nuovo album. Il più piccolo era contento nel poter fare quella piccola vacanza, non vedeva l'ora di divertirsi insieme ai suoi compagni. Ma chi vogliamo prendere in giro. Jungkook voleva solamente liberare i suoi pensieri che ultimamente si incentravano fin troppo su Taehyung. Era da quando Tae lo aveva aiutato a oltrepassare la sua timidezza che il piccolo golden maknae provava un forte sentimento per il suo hyung. Ma kookie era perfettamente a conoscenza della regola numero sette e per tanto è sempre riuscito a mascherare i suoi sentimenti. Ma ultimamente non ci riusciva tanto bene. Sarà il fatto che secondo il più piccolo Tae si stava allontanando da lui. Jungkook sospirò chiuse la valigia e si butto sul letto, unico vantaggio che aveva nel avere una camera tutta per se era quello di non preoccuparsi nel fare troppo rumore. Prese il suo cellulare e si mise a scorrere le foto bloccandosi su una in particolare. Ritraeva lui e Tae-Tae abbracciati e sorridenti. Quella foto era stata scattata l'anno precedente dopo aver concluso le riprese di Run BTS. "Eravamo così uniti hyung, perché ti stai staccando da me? Ho fatto qualcosa di sbagliato ?" chiese Jungkook alla foto consapevole di non poter aver una risposta. Per tanto sperava che durante quella mini vacanza, in cui si erano ripromessi di lasciare da parte il lavoro almeno per quei quattro giorni, lui e Taehyung potessero chiarire. Forse era tutta una fantasia di Jungkook, magari il suo hyung aveva dei problemi o forse era solo stanco per il lavoro. Sperava che la risposta si trovava in una di queste due ultime soluzioni, l'avrebbe rassicurato proprio come Tae aveva fatto con lui. Non gli importava che con la regola numero sette il suo amore non si sarebbe realizzato, non voleva vedere Tae triste. Jungkook era il primo a sacrificarsi per i suoi hyung. Metteva sempre davanti le priorità dei suoi compagni. Eppure mai avrebbe immaginato che le tante speranze riposte in questo viaggio potessero sparire solamente con una frase.
L'unico Bangtan a compiere sogni sereni era così J-hope che dormiva comodamente nel suo letto ignaro di ciò che da lì in poi sarebbe accaduto e del suo ruolo in questa assurda storia che racconta di come la passione, ma soprattutto l'amore, abbia preso il cuore di sette giovani idol k-pop.

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