Capitolo uno.

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La luce del sole risveglia i miei sensi. Pian piano i miei occhi si aprono ma vedo ancora appannato. Li stropiccio e appena li riapro, l'immagine di mia madre si materializza davanti a me.

«Adesso mi alzo, mamma.» Sento ancora la voce impastata dal sonno.

«E' il tuo primo giorno di scuola dopo le vacanze estive! Ora inizi il quinto anno e avrai l'esame. Vuoi che i professori si facciano un'idea sbagliata di te? Già se vedono che arrivi in ritardo il primo...»

«Okay, mamma. Ho capito: ora mi alzo», la interrompo. So benissimo dove voleva andare a parare.

«Ti preparo la colazione.» Ed esce dalla stanza.

Mi alzo, a fatica, ma mi alzo. Mi posiziono davanti allo specchio e fisso il mio riflesso.

Questa sono io: Veronica Jones. Capelli rossi ramati e occhi marroni. Un viso ricoperto di lentiggini e un corpo che non farebbe invidia a nessuno. Ma dovrò imparare ad accettarmi, prima o poi.

Indosso dei jeans neri attillati e un top bordeaux. Adoro questo colore.

Mi trucco con un po' di mascara e di matita, poi metto qualche goccia di fondotinta così da coprire, almeno un po', queste maledette lentiggini.

Le odio, perché mi ricordano che assomiglio a mio padre, ed io non voglio essere per niente uguale a lui.

Scendo in cucina e l'odore dei pancake riesce a calmare i miei nervi.

«Mh.» Sospiro e mi siedo vicino al tavolo, davanti al piatto. «Come mai oggi mi permetti di mangiare tutte queste porcherie, mamma?»

Lei vuole che io abbia un fisico perfetto, come tutti si aspettano. In fondo, sono una cheerleader, e come tutti sanno; le cheerleader devono essere perfette.

E per quanto tutti possano essere fieri del mio titolo, io mi sento costantemente fuori luogo. Come se questo posto, questa vita, non mi appartenesse.

«Perché è il tuo primo giorno dopo una lunga dieta estiva, quindi te lo permetto.» Abbozza un sorriso. «Inoltre oggi hai gli allenamenti, quindi smaltirai tutto.»

Mentre infilzo il primo pezzo di pancake, mio padre si materializza in cucina. Indossa già uno smoking, e sono solo le sette di mattina. Anche lui deve essere sempre, fottutamente, perfetto.

«Ciao, mie splendide donne.» Sorride. Ma a me sembra tutto così falso. Apre le braccia come se volesse abbracciarci, ma poi le rilascia lungo i fianchi.

«Buongiorno», rispondo.

«Buongiorno, tesoro», dice mia madre, anche lei ben truccata e pettinata.

«Tuo fratello ti porterà a scuola stamattina. Per te va bene?» Mi chiede mio padre.

«Si.» Finisco di mangiare e busso alla porta di Mike.

«Mike, dobbiamo andare. Ti prego», grido da fuori della sua stanza, così che possa sentirmi.

Quando esce noto subito la sua aria stanca. I capelli rossi come i miei sono spettinati in un modo orribile. La cera è tremenda. Mi chiedo cosa abbia fatto ieri sera che non so.

«Andiamo.»

Saliamo in auto e accende la radio.

«Non sei messo molto bene», dico sorridendo.

Mi guarda per qualche secondo. «No, per niente. Ieri sera sono andato ad una stupida festa. Il mio errore più grande», ammette. «Però c'era quella figa di cui ti avevo parlato: Vanessa. E ti dirò di più, oggi farà le selezioni per diventare cheerleader. Le ho detto che tu eri il capo squadra ed era felicissima. Ti prego, devi farla entrare.» Fa il labbruccio.

La luce che hai negli occhiLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora