«No», rispondo in fretta, sorridendo. «Non chiedermelo neanche, Cooper.»
Scoppia in una risata. «Vedi, allora siamo d'accordo.»
Sento una strana sensazione sul petto, come se avessi un macigno che mi pesa da morire.
Io sarei andata a letto con Damon Cooper?
No, non potrei mai. Lui ed io siamo così diversi. Ma allora perché quando mi sta vicino sento le gambe molli, il corpo che freme sotto il suo tocco, la voglia spropositata di toccarlo?
È solo perché è attraente, penso tra me e me. Ma non andrei mai a letto con una persona del genere. Insomma, si droga pure.
Vero, Ronnie?
«Credo che sia meglio che io vada», annuncio.
«Non volevi distrarmi, Ronnie?»
«Damon...»
«Ascoltami, Ronnie. Non lo faccio spesso, davvero. Lo stavo per fare stasera, dopo due mesi che non toccavo quella merda. Lo faccio una volta ogni tanto, so che è sbagliato, ma ci sono momenti in cui ho davvero bisogno di distrarmi.»
«Distrarti da cosa, Damon?» Chiedo.
Si morde il labbro. Passa una mano sul suo viso sudato. «Non mi va di parlarne.»
Ingoio il groppo che ho in gola. «Vuoi che resti?»
Ora la battaglia è tra il mio cuore e il mio cervello. Il cuore dice di restare qui, di aiutarlo, perché gli voglio bene. Ma la mente, il cervello, mi dice di scappare il più lontano possibile da lui.
«Resta almeno un'altra ora. Ci guardiamo un film poi ti riaccompagno a casa, se non vuoi dormire qui.» La sua voce è dolce. La quiete dopo la tempesta.
In fondo, che c'è di male se rimango a dormire da un amico? Non dormiremo nella stessa stanza.
«Se vuoi, posso rimanere a dormire. C'è quella stanza, quella dove ho dormito l'altra volta. Dico a mia madre che rimango da Molly...»
«Ne sarei felice», m'interrompe.
Così faccio. Fortunatamente mia madre è troppo stanca per fare domande, quindi mi lascia stare.
Dopo circa dieci minuti mi ritrovo sdraiata nel letto dell'altra volta, mentre Damon si lava i denti.
Mi guardo intorno: le pareti che incorniciano la stanza sono bianche, di un bianco perla. Sembra la stanza di un adulto.
A proposito di adulto, Samantha non torna mai a casa?
E mio padre, resta con lei di notte? Senza che noi ce ne accorgiamo...
Vorrei gridare a mia madre quello che ho visto, vorrei gridarlo anche a Damon. Ma non so se è il caso di rovinare la vita a tutti.
A volte penso che mia madre lo sappia, e che anche lei faccia quel che vuole. Penso che sono rimasti insieme solo perché ci siamo io e Mike.
Secondo me, non si amano più da un tempo, se mai si siano amati davvero.
Damon si materializza nella stanza. Indossa una canottiera bianca e dei bermuda blu. La canottiera gli fascia il corpo come una seconda pelle. Riesco a vedere gli addominali scolpiti e il nero dei tatuaggi che lo macchia, che lo marchia.
Nelle mani tiene una felpa nera.
«Vuoi questa per dormire?» Me la porge.
La analizzo: profuma di lui.
«Si, non ho un pigiama e non voglio dormire scomoda», ammetto. «Un po' di privacy?» Sghignazzo.
Lui si volta ed io mi sfilo la maglietta per infilarmi la sua felpa. La annuso, profuma di lui, ed è buonissimo.
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La luce che hai negli occhi
RomancePremessa: Ho scritto diverse storie. Mi sono sempre fermata circa a metà della storia, perché ad un tratto non la sentivo più giusta. Ma questa...questa sento che è quella giusta. Damon Cooper. Lui e suo fratello, Tylor, sono i più popolari della s...
