In un' Europa dalle atmosfere steampunk e in cui la Chiesa ha tutt'altre connotazioni, un ordine di esorcisti si dedica alla creazione di vânător, cacciatori del sovrannaturale. È da loro che Katarina impara i rudimenti per affrontare ogni genere di...
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Miss Bahun mosse i propri piedi velocemente, alzando un poco la gonna per facilitare le falcate sempre più lunghe e riuscire così a riportare nel proprio campo visivo il soprabito cipria o la piuma bianca che aveva incrociato in precedenza. Cercò di non andare eccessivamente di fretta, in modo da non insospettire i suoi colleghi che, sicuramente, la stavano ancora scrutando dallo spiazzo di fronte alla loro meta, ma comunque non rallentò per un solo momento: non poteva permettersi di perdere di vista l'obiettivo, il rischio di farsi sfuggire un'occasione tanto ghiotta era concreta, più di quello che si poteva immaginare. Così schivò cittadini intenti a passeggiare, bambini presi a rincorrere i sassi e bagarini occupati a guadagnarsi qualche moneta vendendo giornali. Seguì il sentore fruttato fin dentro alle vie più anguste, dove i bolognini a terra alle volte si ritrovavano privi di un tassello, oppure dove le vetrine dei locali avevano iniziato a farsi meno pulite e ricercate a causa dei fumi che venivano dispersi al loro interno. I begli edifici dalle facciate pulite e da qualche vago metro quadrato di verde ad affiancare le entrate e renderle più signorili si sostituirono presto con palazzette di mattoni e tetti spioventi, dove non si parlava più di case unifamiliari, quanto più di stanze. Nonostante intorno a lei vi fossero ancora abbastanza persone dalle facce tranquille, la vânător si accorse subito del modo in cui i loro vestiti avevano preso a essere meno raffinati e di come, ora, potesse scorgere dietro alle tende qualche ombra poco rassicurante. Inoltre, il sole malato di Londinium aveva iniziato a sfiorare la strada solo di tanto in tanto, intrufolandosi tra i panni appesi a funi traballanti e grondaie malformi. Sicuramente, si disse la cacciatrice muovendo qualche sguardo furtivo appena sopra alla propria testa, al di là di quelle tende fatiscenti e dietro al bucato steso alla bene e meglio, qualcuno aveva preso a osservare la sua corsa, forse domandandosi cosa ci facesse, una donna con la valigia, in quell'angolo di mondo. Katarina infatti si sentiva osservata. Avvertiva sul feltro della propria bombetta gli occhi curiosi di qualche sconosciuto o possibile ladruncolo che l'aveva presa di mira, ma nonostante la possibile minaccia non arrestò per un solo momento la propria avanzata - nessun umano poteva farle paura, quanto più dovevano essere loro a temerla.
Ad ogni modo, se fino a qualche passo prima aveva faticato a identificare in una qualsiasi maniera quelle anonime viette, ora le venne naturale constatare di essere sopraggiunta in un'area adiacente ai primi, squallidi sobborghi. In un "quartiere" come quello, sempre se così si poteva definire, doveva prender forma la vita meno ligia della città: bordelli di bassa lega, bolere dalla musica suonata malamente e osterie piene di ubriaconi dovevano fare da padroni alla sera - o almeno fino a quando i mostri non si mettevano a terrorizzare la gente e diventare i sovrani delle tenebre, sempre se fosse successo. In un ambiente del genere la quantità di creature soprannaturali doveva essere maggiore di quanto ci si sarebbe aspettati e, purtroppo per l'etichetta e i costumi più canonici, Miss Bahun riuscì quasi a trovarsi a proprio agio di fronte a tale idea - posti così poco raffinati andavano a braccetto con qualsiasi perversione l'esorcista avesse preso a coltivare nel corso degli ultimi dieci anni, se doveva essere onesta. Certamente, dovette ammettere a malincuore, sia i rappresentanti della Santa Chiesa della Vergine Oscura, tra cui Padre Costantino e il Vescovo Wassily, sia il famigerato Emil Bahun e la società borghese a cui sarebbe dovuta appartenere, non avrebbero mai gradito saperla lì e, men che meno, conoscere i suoi momentanei pensieri, eppure eccola, sempre più confortata dall'ambiente malsano in cui si stava addentrando - e fu in quell'istante, mentre soppesava tutte quelle scomode considerazioni che, con la coda dell'occhio, riuscì nuovamente a scorgere il soprabito cipria che stava inseguendo, accompagnato inoltre da un lieve ticchettio di scarpe e una risata frizzante.