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ASHTON.

Scendiamo dal palco e sorrido ai ragazzi prendendo la bottiglietta d'acqua
-propongo di festeggiare!- rido alzando la bottiglia a mo' di calice
Luke e Calum si uniscono al mio finto brindisi urlando mentre Michael sembra non sentirci, lo vedo allontanarsi controllando il telefono e iniziare una telefonata.
Anche gli altri due si accorgono del suo comportamento poco... poco alla Michael e mi guardano come se dovessi essere io a fare qualcosa.

-vado a vedere se è tutto ok- sospiro appoggiando la bottiglietta sul tavolino e dirigendomi verso Michael con le mani in tasca -Mikey...- dico per poi tossicchiare a disagio guardandolo mentre le sue spalle si irrigidiscono.
Il telefono gli cade di mano finendo sul pavimento ed io, con dei riflessi che neanche pensavo di avere, prendo il mio amico tra le braccia mentre si accascia a terra singhiozzando.
Lo stringo a me preoccupato e cerco di calmarlo in qualche modo -ehy Mikey... amico... va tutto bene calmati... ci siamo noi con te...-
Lui non risponde continuando a piangere e io mi sporgo in avanti per sbirciare il nome sullo schermo del suo telefono: Audrey.

Michael parla sempre di sua sorella, di quanto le manca e di sua madre... a quanto pare se n'erano andate di casa per un qualche motivo noto solo a lui, ma noi non avevamo indagato, dovevamo pur sempre rispettare la sua privacy.

-senti Michael... forse dovremmo fare una pausa, tornare un pò a casa...-
non lo avevo mai visto piangere, sapevo che di certo lo faceva ogni volta che finiva una telefonata con sua madre o sua sorella, ma si chiudeva sempre in camera prima di scoppiare; se era ceduto davanti a noi così era perchè forse questa volta era davvero una cosa grave ed io, anche se non ero in grado di decidere per un ipotetico annullamento di qualche data, mi ero sentito in dovere di proporlo.

AUDREY.

Nei giorni antecedenti la chiamata non sentii Michael, sapevo che aveva bisogno di assimilare la cosa da solo. E' stato via da casa per parecchio tempo e di certo questo non lo aiuterà a superare velocemente il fatto che nostra madre è morta.

Salgo sul taxi e vado in aeroporto ad aspettarlo, non so ancora per quanto potrà restare ma per il momento non mi importa ho solo una gran voglia di stare tra le sue braccia.
Lo aspetto con le mani nelle tasche del lungo cappotto grigio, lo sguardo fisso sulla porta scorrevole degli arrivi internazionali e finalmente eccolo: mio fratello e i suoi capelli rosso fuoco.
Si avvicina a me mentre sistema lo zaino sulle spalle e inizio anche io a camminare nella sua direzione  mordendomi il labbro.

Sento Michael abbracciarmi forte a se baciandomi la guancia e in quel momento iniziano a scendermi le lacrime; vorrei che non partisse piu, che stesse qui con me e lo so, so di sembrare solamente egoista in questo momento ma lui è la mia famiglia, ciò che mi rimane e che sta così tanto distante.
-mi dispiace...- mi sussurra ripetutamente all'orecchio, sento le sue lacrime unirsi alle mie e decido di stringerlo forte a me per dargli conforto.

Non è colpa tua Mikey, non è mai stata colpa tua.

Riapro lentamente gli occhi e vedo arrivare anche gli altri ragazzi, è passato molto tempo da quando li ho visti l'ultima volta, ogni tanto Mikey me li fa salutare su Skype quando è di buon umore e non deve pensare a come stiamo io e la mamma.

-dove stai ora?- mi chiede staccandosi dall'abbraccio richiamandomi dai miei pensieri
-da papà...- mi mordo lievemente il labbro guardandolo -... è tutto ok Mikey davvero, non ti devi preoccupare per me-
Lui mi fissa senza riuscire a dire niente, si limita a prendere la mia mano e a stringerla forte per poi uscire insieme agli altri dall'edificio.
-tornerò anche io a casa mentre sono qui- dice guardandosi le punte delle scarpe mentre cammina -e credimi mi dispiace non poter restare con te, potresti venire in tour Audrey, è stancante ma ti piacerebbe...-
-Mikey...- lo fermo sospirando -... sto bene, starò bene, lo sai- cerco di tranquillizzarlo so quello che ha passato, che abbiamo passato, ma avere me tra i piedi durante il tour non è di certo quello che gioverà di più alla loro carriera, starebbe sempre a badare a me protettivo com'è e tralascerebbe i suoi doveri.
Non posso permettere che questo accada perchè nonostante tutto, nonostante l'assenza, la lontananza, le difficoltà lui è pur sempre mio fratello e io non posso che volere il meglio per lui.

Saliamo in macchina con gli altri e Ashton mette in moto mentre Mikey continua ad abbracciarmi singhiozzando piano di tanto in tanto. Gli prendo il viso tra le mani e lo guardo negli occhi asciugandogli le lacrime che gli rigano il volto.

Sii forte, sii forte per entrambi Michael, ti prego.

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oooks questo capitolo è un po corto/ambiguo (?)
diciamo che è un post-prologo, su, diamogli questo nome
spero vi piaccia e che continuiate a leggere, fatemi sapere sulle recenzioni :)

xoxo x5secofwriting

Avalanche. || 5sos (ON HOLD)Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora