7.

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AUDREY.

La casa era fin troppo tranquilla quando tornai dalla chiacchierata con Luke quindi salii le scale e bussai alla porta di Michael sperando con tutta me stessa che stesse bene; lui mi aprì poco dopo e notai il suo labbro gonfio mentre mi diceva con voce impassibile di fare le valigie.

Ora siamo in una camera d'albergo e lo guardo accarezzandogli i capelli mentre dorme raggomitolato accanto a me. Non riesco a prendere sonno, continuo a pensare alle parole di Luke e al fatto che Mikey non è felice, non lo sono nemmeno io. Avevo sempre pensato che mia madre fosse troppo debole per ricostruirsi una vita senza l'uomo che un tempo amava ma che ora la picchiava e basta ma a quanto pare lo sono anche io, Michael ce l'aveva fatta invece, era l'unico di noi che era riuscito a scappare da tutto questo e non posso che essere felice del fatto che abbia trovato degli amici pronti a dargli tutto l'amore e l'affetto di cui ha bisogno.

-...e questo è tutto- sorride dicendo mentre si siede dopo avermi fatto fare il giro del loro tour bus in videochiamata -ti piace?-
-è davvero bello- gli sorrido mentre metto le cuffiette per non fargli sentire le urla dei nostri genitori, lui corruga la fronte al mio gesto ma un secondo dopo già ride mentre uno dei suoi amici, un ragazzo moro, si butta su di lui urlando.
Sorrido alla sua risata e penso che forse è la prima volta che lo sento così felice.

-Dry...-
la voce di Mikey mi fa sobbalzare mentre mi giro a guardarlo tornando alla realtà, i suoi occhioni verdi mi scrutano con un velo di preoccupazione
-scusa, non volevo svegliarti...- sussurro togliendo la mano con la quale stavo involontariamente continuando ad accarezzare i suoi capelli, lo sento stringermi tra le sue braccia e trattenere uno sbadiglio
-a cosa pensi?- mi chiede
-alla felicità...- ammetto io stringendomi al suo corpo
-alla felicità?- sembra sorpreso mentre con il braccio destro fa leva sul materasso per alzarsi e guardarmi meglio
-oggi ho parlato con Luke, sai? Non sono andata davvero in biblioteca- ammetto -mi ha detto che sei triste in questo periodo e che magari se io venissi con voi tu staresti bene... ma poi penso a me e al fatto che il mio posto è qui. Non sono come te Michael, non riuscirei a non pensare a lui e a ricominciare; a volte penso di essere quel tipo di persona che non riesce ad evitare i problemi- sospiro abbassando lo sguardo sulla sua maglia nera che stringo poi piano.
-Audrey ascoltami...- mi alza delicatamente il viso verso il suo parlandomi con dolcezza -non si possono evitare i problemi, si possono solo affrontare e non sempre va bene. L'importante è restare vivi dentro nonostante tutto. Abbiamo sempre combattuto qualcosa più grande di noi ma guardaci piccola, nonostante il dolore siamo ancora in piedi-
si siede appoggiando la schiena alla testiera del letto senza smettere di guardarmi
-superare la morte della mamma non sarà facile per nessuno dei due e lo sai bene, ma se dovessi perdere anche te per mano di quell'uomo sarebbe un colpo troppo grande da reggere e non sono certo di poter uscire anche da questo-
-e quindi mi stai indirettamente dicendo di dar retta a Luke...- concludo appoggiando la testa sulle sue gambe mentre la stanchezza inizia a farsi sentire.
-ti sto supplicando di dargli retta ma solo questa volta- mi accarezza i capelli -in generale le sue idee non sono molto buone-
Lo sento ridere forse per sdrammatizzare la situazione e ancora una volta non posso far altro che sorridere a quel suono.

Finalmente ce l'aveva fatta e forse era più felice del suo trionfo personale che del fatto che ormai non avrei più vissuto sotto lo stesso tetto di nostro padre.
Avevamo preso l'aereo per Los Angeles la mattina presto e nessuno della band aveva chiesto il perchè fossi lì o perchè Michael avesse il labbro inferiore gonfio, si erano tutti scambiati delle occhiate veloci come se potessero parlare usando la forza del pensiero e giuro che non mi sono mai sentita così in imbarazzo.
Sento la valigia farsi meno pesante mentre salgo le scale e giro la testa incontrando gli occhi chiari di Luke che solleva con una mano il mio bagaglio per aiutarmi.
-grazie...- dico timidamente mentre continuo a salire i gradini, non ci eravamo ancora scambiati una parola dall'inizio del viaggio e iniziavo a sentirmi a disagio.
I ragazzi mi hanno sempre fatto questo effetto, anzi, le persone in generale; ho costantemente la paura di essere giudicata e di essere sempre troppo poco per chiunque in ogni cosa che faccio.
Arriviamo davanti ad una porta di legno semiaperta:
-siamo arrivati- mi sorride piano per poi entrare prima di me -ah... quasi dimenticavo...- si ferma girandosi di nuovo a guardarmi -bussa prima di entrare in bagno- dice scoppiando poi a ridere e inevitabilmente mi metto a ridere anche io.

MICHAEL.

Ancora non posso credere che lei sia qui, finalmente sono riuscito a convincerla e credo che non potrei essere più felice. Nostro padre sapeva esattamente a che ora sarei partito ma non si è presentato all'aeroporto e questo mi fa sperare che ci lascerà in pace il più possibile. Non so ancora che cosa succederà e se lei reggerà le notti in viaggio e le alzatacce ma farò il possibile per farla stare bene e per darle finalmente la vita che si merita.
Sento Audrey e Luke ridere nell'atrio e lascio la mia valigia sul letto per poi andare da loro:
-vi lascio soli due minuti e già ridete come se foste amici da una vita?- dico cercando di sembrare offeso ma ovviamente tutta la situazione mi mette di buon umore, pensavo che i ragazzi l'avrebbero semplicemente ignorata imparando a convivere con il fatto che era mia sorella e che sarebbe restata con o senza il loro consenso, ma a quanto pare mi sbagliavo e la cosa non mi dispiace affatto.
-ragazzi abbiamo una stanza in meno, non era previsto un nuovo componente della band- dice Calum affacciandosi dalla propria camera con il sorriso stampato in faccia
-nessun problema, ti lascio volentieri la mia stanza- dice Luke alzando le mani in segno di resa mentre ride
-non ti disturbare, posso anche dormire sul divano- si intromette Ash entrando nella saletta
-ragazzi- dico guardandoli -può benissimo dormire con me senza che vi diate al martirio- 
stiamo davvero avendo questa conversazione?
-
Michael...- Luke mi si avvicina appoggiando la mano sulla mia spalla e io so che anche se ha uno sguardo serio sta per sparare una cavolata enorme -...tu riusciresti ad occupare un letto matrimoniale da solo mentre dormi, me la vuoi far davvero cadere a terra già il primo giorno?- 
roteo gli occhi mentre scoppia una risata generale; stupido stupidissimo Luke... devo ricordarmi di ringraziarti per aver parlato con lei, però.
-è deciso signori...- riprende a parlare con tono teatrale -sarò io il martire della situazione per questa volta- dice portando poi la valigia in camera di Calum.

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non so, ce l'ha un senso questo capitolo?
Spero di si oh ahahahah
as always vi ringrazio tutte per continuare a leggere/votare/commentare
ve se ama <3 
p.s come ve la immaginate Audrey? voglio dire... fisicamente

xoxo x5secofwriting

Avalanche. || 5sos (ON HOLD)Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora