Prendemmo le bici e andammo al cinema, El non venì, perché Hopper era ancora troppo severo sulle uscite e non permetteva che andasse in luoghi dove c'era tanta gente, il che era causa di grosse litigate, nelle quali Mike aveva imparato a non intromettersi più. Dustin aveva finalmente ottenuto il permesso di vedersi con Suzie, di conseguenza era nuovamente assente. Come al solito eravamo rimasti noi due e la coppietta Max e Lucas.
Dopo la battaglia, lo Starcourt era stato chiuso quindi toccava andare al cinema di città e pagare, questa volta, non come facevamo con Steve che ci faceva passare gratis dalla gelateria.
Una volta terminata la pellicola ci avviammo verso casa di Mike per pranzare e trovammo la signora Wheeler che era dovuta tornare prima perché la babysitter aveva avuto una chiamata urgente. Pranzammo tranquillamente, ogni tanto Max e Lucas si tiravano calci sotto al tavolo. Per fortuna Holly dormiva di sopra. Io ero seduto vicino a Mike che ogni tanto si alzava ad aiutare la mamma in cucina e tirava fuori qualche battuta per farmi ridere, ero consapevole di sembrare immerso nel mondo dei sogni , completamente distratto dal pranzo.
"Io e Lucas dobbiamo andare a casa " disse poi Max verso le tre del pomeriggio dopo aver finito di mangiare e aver parlato del più e del meno. Mi accinsi ad uscire insieme a loro ed andai a prendere la borsa che avevo lasciato nell'entrata.
Arrivai all'entrata della casa e, abbassandomi a prendere le chiavi che mi erano cadute dallo zaino, urtai l'appendiabiti che era posizionato vicino alla porta. Da un giubbotto cadde un piccolo pezzo di carta bianco che si rivelò essere una foto. Pensai a quanto fosse bella quell'immagine, una di quelle poche foto in cui Mike sorrideva, era stato preso alla sprovvista, di solito odiava farsi fotografare.
Pensai di rimettere la foto nel cappotto ma, osservandola più attentamente, notai dei dettagli che nel disegno che avevo iniziato il giorno precedente erano assenti. Il mio ritratto di Mike era diverso da quella foto. Molto diverso. Rimasi lì, con il foglio in mano finché non sentii dei passi e la voce di Mike. Mi affrettai a infilare la foto in tasca e raccogliere le chiavi che erano rimaste a terra.
"Ehi! Non saluti?" prima che potessi dire qualcosa le braccia di Mike mi avvolsero in un abbraccio. Furono i pochi secondi più felici dopo tempo, avrei voluto durassero in eterno. Sapevo che lo faceva ancora per farsi perdonare ma nonostante ciò era comunque uno degli abbracci più belli che avessi mai ricevuto. Quando si staccò, mio malgrado, mi guardò e fece una domanda che avrei voluto evitare più di ogni altra cosa.
"Hai presente l'altro giorno? Quando abbiamo mangiato insieme nel seminterrato?" annuii per fargli capire che avevo inteso.
"Perché sei scappato in quel modo? Ho fatto qualcosa di sbagliato per caso? Non ti vedevo scappare via così da quando abbiamo litigato..." abbozzò un amaro sorriso mentre io metabolizzavo le sue parole che parevano piene di rancore per quell'episodio; era deluso, da se stesso, non gli andava giù di aver fatto una cazzata.
Non riuscii a sostenere il suo sguardo, abbassai gli occhi trovando improvvisamente interessanti le mie scarpe.
Era esasperato, aveva bisogno di risposte ma io non me la sentivo di dargliele.
"Ti prego Will parlami..."
"Mike" vidi per una frazione di secondo il suo viso illuminarsi "Tu non capisci"
Sentii delle lacrime scendere silenziosamente giù per le mie guance, non volevo mi vedesse piangere. Ancora una volta saltai sulla bici ed evitai quello sguardo che amavo quanto odiavo.
Nei giorni successivi non parlai né vidi gli altri, Inoltre Jonathan era sempre a lavoro e mia madre uguale.
Non vi era momento in cui non pensassi a Mike, a come lo avevo deluso. Fu uno di quei giorni che ritrovai la sua foto dentro lo zaino. Mi resi conto di quanto lui fosse troppo per me ma come non riuscissi a far andare i miei pensieri altrove. Una lacrima cadde su quel pezzo di carta . Non potevo rimanere in quello stato per sempre.
Mi feci una doccia e quando tornai in camera ripresi il disegno che avevo lasciato sul comodino . Lo continuai rimirando la foto innumerevoli volte. Il disegno si tramutò quasi del tutto con pieghe del viso più reali. Osservai mille e mille volte il ritratto e non potei che esserne contento.
Era venuto benissimo, era uguale al ragazzo che amavo.
*Angolo Autrice*
POSATE LE ARMI .
Non sono morta, semplicemente ho avuto altro a cui pensare in questo periodo. Il capitolo è un po' più lungo delle altre volte perché, 1, mi dovevo far perdonare, 2, non so quando riuscirò ad aggiornare di nuovo e 3, boh, lo avevo scritto così perché altrimenti il prossimo sarebbe venuto troppo lungo. Spero che vi possa piacere, mettete una stellina PLEASE e un commento per dirmi cosa ne pensate o se c'è qualche errore.
Bye <3
G
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-Byler- We Are Crazy Together
FanfictionQuesta storia è ambientata dopo la battaglia dello Starcourt, ma ci sono delle SOSTANZIALI differenze, quali: -Hopper è vivo -I Byers non si sono trasferitii -El non ha perso i suoi poteri QUINDI, dopo questa breve descrizione, vi invito a leggere...
