In una notte di luna piena Bienvenu, che aveva da poco compiuto otto anni, si alzò per fare pipì. Non fu facile riprendere sonno e, mentre tutti gli altri dormivano nei loro letti a castello, iniziò a pensare a che cosa avrebbe potuto fare di diverso quando sarebbe finalmente arrivato il mattino. Era un periodo veramente noioso per lui e gli sembrava, tutto ad un tratto, che la sua vita non cambiasse mai. Prendeva sovente delle punizioni da Tata, che si arrabbiava con lui a causa dei continui guai che combinava. Bienvenu, però, era sicuro di una cosa: i castighi che prendeva alla Maison non erano mai severi come quelli che riceveva da piccolo. Tata, infatti, non picchiava mai con il bastone.
Rimase nel letto a pensare e riflettere, guardando la luce della torcia che veniva lasciata accesa durante la notte per non fare entrare gli spiriti maligni nella stanza.
Mentre fissava quella luce rassicurante, gli venne in mente il cartone animato che aveva guardato il week-end precedente, insieme agli altri bambini della casa. Il cartone raccontava la storia di una volpe che rubava ai ricchi per dare ai poveri; c'era anche una bella principessa accompagnata sempre da una grassa gallina e un re leone imbranato e cattivo che amava tanto i gioielli. Sarebbe stato divertente giocare con gli altri bambini facendo finta di essere la volpe, mentre Romain avrebbe potuto fare l'orso e Blessing la principessa.
Sicuro che nessuno avrebbe rifiutato la sua proposta, si addormentò con il sorriso, quel sorriso furbetto che gli appariva sul volto quando nella mente iniziavano a raffigurarsi scene tanto divertenti quanto pericolose.
Bienvenuera orfano di padre e la madre, per procurarsi da vivere, spesso anche in modinon del tutto leciti, lo lasciava quasi sempre solo. Dovendo badare a se stesso,a volte finiva per rubare a casa della gente a causa della fame. Come tutti i bambini molto intelligenti, Bienvenu era un ribelle, si sentiva sempre il più grande di tutti, quello forte che non deve piangere mai. Desiderava ricoprire il ruolo di fratello maggiore, senza sapere che, chi ha fretta di crescere, fa sempre più pasticci degli altri.
A volte, infatti, capitava anche a lui di crollare e, quando questo succedeva, si sentiva improvvisamente piccolo.
«Bienvenu! Svegliati è sabato, dobbiamo andare a fare sport e siamo in ritardo». Era Sébastien che adorava il suo amico Bienvenu, ormai considerato un vero e proprio fratello.
Lo sport! Se ne era completamente dimenticato. Non aveva voglia di andarci. Avrebbe voluto subito giocare alla volpe che aiutava i poveri. Come si chiamava il cartone animato? Non se lo ricordava e, quando provò a chiedere a Sébastien, lui si limitò ad alzare le spalle, continuando a guardare l'amico con gli occhi pieni di ammirazione.
«Va bene, mi alzo», disse sbuffando, anche se le sue intenzioni erano ben diverse.
Sembrò che Sébastien gli leggesse nel pensiero quando gli rispose con complicità: «Puoi fare finta di essere malato. Quando io lo faccio funziona sempre». Si misero a ridere entrambi per quella affermazione, poi Sébastien aiutò Bienvenu ad alzarsi e insieme uscirono dal dormitorio.
Tutti gli altri bambini della casa erano già occupati a spazzare a terra, ognuno nel proprio settore. Anche i due amici presero le scopette tradizionali fatte con i ramoscelli di palma e si divisero, ognuno diretto nella propria zona. Bienvenu era responsabile della pulizia del corridoio dei dormitori, compito che non gli piaceva affatto e non vedeva l'ora di poter cambiare. Chissà perché Tata gli aveva dato quella mansione! A volte trovava che fosse veramente scorretta nelle sue decisioni. Si mise al lavoro controvoglia, pensando a questa enorme ingiustizia.
Diane fu l'ultima ad uscire dalla stanza perché, come sempre, si era svegliata in ritardo. Passando nel corridoio vide Bienvenu e si fermò ad osservarlo. Lui prese la palla al balzo e le chiese: «Diane, come si chiama l'ultimo cartone animato che abbiamo visto?», ma lei continuò a guardarlo come se fosse ancora nel mondo dei sogni.
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Storie di bambini senza confini
Fiksi UmumQuesti racconti arrivano da lontano. Da un luogo magico, nato in un villaggio del Togo, in Africa. Queste sono le storie dei bambini della Maison, una casa d'accoglienza per bambini orfani e disagiati, ma anche piena di allegria e amore. è una let...
