"Dovremmo trovare la casa di Bathilda Batt"
"L'autrice di "Storia della magia"?"
Harry annuì. "Lei...era in buoni rapporti con Silente. Potrebbe aiutarci."
"E come faremo a trovarla... Harry?"
Ma lui non lo stava ascoltando, stava fissando la sagoma scura di un edificio in rovina. Poi prese a correre e Draco lo inseguì.
Lo spiazzo tra una villetta e l'altra si presentava lugubre e abbandonato, i resti di quella che sarebbe stata una casa identica a quelle vicine erano sparsi per tutto il perimetro e coperti da uno spesso strato di edera. Harry si avvicinò cercando con lo sguardo qualunque cosa potesse ricordarsi, ma era passato troppo tempo da quando era stato lì. Si avvicinò alla casa e poggiò le mani sul cancello.
Davanti a loro un cartello in legno fuoriuscì dal terreno e riportava le seguenti parole:
"Qui, la notte del 31 Ottobre 1981, persero la vita Lily e James Potter. Il figlio Harry è l'unico mago sopravvissuto all'Anatema che Uccide. La casa, invisibile ai Babbani, è stata lasciata intatta nel suo stato di rovina come monumento ai Potter e in ricordo della violenza che distrusse la loro famiglia."
Un'ondata di brividi percorse Harry, leggendo quelle parole. Ma ciò che li colpì maggiormente furono la miriade di messaggi incoraggianti e firme che i maghi di passaggio avevano lasciato incisi nel legno. Alcuni fra i più recenti recitavano "Ovunque tu sia, Harry Potter buona fortuna!" e ancora "Siamo tutti con te". Draco osservò Harry, turbato e indeciso sul come gestire il quantitativo di emozioni che aveva vissuto in una sera. Sperò davvero che Harry non ricominciasse a piangere, non era mai riuscito a consolare nessuno, ne si era mai posto il problema di doverlo fare. Ma lì, di fronte ai resti di ciò che era stata la casa di una coppia felice, Draco si rese conto forse per la prima volta di avere accanto l'unica speranza di poter salvare il mondo. Un sentimento nuovo, simile all'orgoglio, lo riempì e pensò che per la prima volta poteva ritenersi dalla parte giusta. Forse era così dunque, che ci si sentiva a far parte dell'esercito di Potter. La morte era dietro ad ogni angolo, ma il viaggio riempiva il cuore di qualcosa che Draco non aveva mai posseduto, la speranza.
"E' meraviglioso" sussurrò Harry.
"Lo è davvero" rispose Draco, la voce incerta.
"Harry qualcuno ci sta osservando"
La sagoma di un'anziana signora li stava osservando dall'angolo della casa adiacente.
Lei fece cenno di seguirli e Harry seppe immediatamente di chi poteva trattarsi.
"Non mi sembra del tutto una buona idea..." borbottò Draco.
Ma Harry si stava già inoltrando nel vialetto della villa dove Bathilda li stava attendendo con l'uscio aperto.
Entrando nella casa a schiera, guardingo, Draco storse il naso. Nell'aria c'era un odore stantio di vecchiume e si chiese se le voci che dicevano che la vecchia fosse impazzita non avessero fondamenti di verità. Harry intanto si stava già infilando su per una scalinata, seguendo la vecchia signora verso quella che doveva essere la soffitta della casa. Poi lei si bloccò, osservò Draco con gli occhi lattiginosi screziati di rosso e scosse la testa, indicando se stessa e Harry.
"Credo...Credo che voglia che vada solo io."
Draco pensò che se era riuscita a riconoscere Harry forse aveva un'idea anche sulla sua identità e non poteva stupirsi se Bathilda non dimostrava fiducia nei suoi confronti.
"Sta attento." Qualcosa in quella tetra casa gli dava i brividi. Ma poi fu attirato da un libro, sulla copertina spiccava Silente in persona e cominciò a sfogliarlo, le orecchie pronte a cogliere qualsiasi suono d'allarme.
Harry si fermò a pochi passi da Bathilda, che lo guardava in silenzio in mezzo alla soffitta umida di muffa.
"Sei Harry Potter?" chiese l'anziana in un sussurro.
Lui annuì. "Hai qualcosa per me?"
"In quell'angolo" gli suggerì, la voce roca.
Harry si diresse nel punto indicato dandole le spalle.
Nello stesso esatto istante in cui la fronte di Harry scoppiò di dolore, il marchio di Draco cominciò a pulsare con insistenza.
A Harry parve di svenire, nel momento in cui sentì Voldemort esultare nella sua testa e sussurrare "Tienilo lì". Con la coda dell'occhio, annebbiato dalla visione, notò un movimento, ma fu troppo tardi. Quando si girò Nagini si stava lentamente liberando del corpo della vecchia strega nel quale era avvolta e improvvisamente, attaccò. Harry sentì la bacchetta scivolargli di mano, avvolto nelle spire strette della serpe, ma prima di perdere nuovamente i sensi udì chiaramente la voce di Draco al piano di sotto.
"Harry!"
Draco non respirava, e se lo faceva, di certo non se ne rendeva conto.
Corse su per le scale, salendo i gradini a passi lunghi. Quando raggiunse il sottotetto buio, la scena che lo accolse lo stordì momentaneamente. Il corpo di Bathilda senza vita giaceva ai suoi piedi, Nagini in fondo alla stanza stringeva Harry fra le spire, impedendogli di riprendere la bacchetta o di recuperare lucidità. Senza indugiare Draco cominciò ad assestare alcuni colpi, cercando di attirare l'attenzione di Nagini. Quando il serpente attaccò, Draco scattò di lato ed Harry recuperò la bacchetta. "Sta arrivando!" urlò a Draco, impegnato a far saltare in aria qualsiasi cosa incrociava percorrendo la distanza che li separava. Harry riusciva a sentire chiaramente i pensieri esultanti di Voldemort e quanto fosse vicino, già a Godric's Hollow...
Draco, rincorso dal serpente, lo afferrò e lo strinse a sè, si diede lo slancio e di schiena sfondò il vetro della finestra che li separava dall'esterno.
Mentre precipitavano, stretto nell'abbraccio di Draco, Harry vide finalmente Voldemort, a pochi metri di distanza, scagliare un lampo verde e il suo grido forte gli riempì la mente prima di perdere i sensi.
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Breaking Chains
FanfictionSe Harry quella notte, sotto la torre di astronomia, avesse affrontato Draco, invece che Piton. E se lo avesse rapito e avuto con sè nella battaglia più importante della sua vita, quella per sconfiggere la morte. Cosa sarebbe accaduto? Una parentesi...
