"Eccoli, sono loro" mormorò Draco a pochi centimetri dal suo orecchio. Harry era riuscito a smaterializzarsi a Privet Drive il giorno precedente, recuperando molto di ciò che possedeva ad Hogwarts e che per ovvi motivi era rimasto al dormitorio. Successivamente il baule era stato spedito all'ultimo suo indirizzo conosciuto, con allegata una breve lettera della McGranitt che ribadiva ad Harry di badare a se stesso. Tra le varie cianfrusaglie, il suo mantello dell'invisibilità, sotto il quale si trovavano.
Malfoy era contrariato, considerava il gesto di Harry avventato, ma il ragazzo lo aveva convinto. Il piano d'altro canto non poteva funzionare senza, o come aveva precisato Draco, avrebbe potuto funzionare ma sarebbe stato più complesso. Inoltre, Privet Drive era vuota la domenica e, materializzandosi in salotto, Harry non aveva neanche dovuto nascondere la sua presenza.
"Al mio tre Potter" disse serio Draco, guardando i due uomini avvicinarsi sempre di piu al loro nascondiglio tra due cassonetti. Harry sentiva l'agitazione scorrere nelle vene.
"Stupeficium!" sussurrarono insieme e i due dipendenti del ministero caddero di fronte a loro svenuti. I due ragazzi li trascinarono nel vicolo appartato appena prima che un manipolo di maghi facesse la sua comparsa da dietro l'angolo. I nomi dei due malcapitati erano Albert Runcorn e Reginald Cuttermole, come recitavano i loro tesserini. Il primo apparteneva alla schiera di impiegati che controllavano lo stato di sangue dei maghi, quindi avrebbero avuto libero accesso alle udienze dove con molta probabilità avrebbero trovato la Umbridge, il secondo, risultava essere parte dell'ufficio Manutenzione Magica. Harry strappò velocemente una ciocca da Runcorn e la mescolò alla pozione polisucco che Draco aveva preparato alla perfezione, si era vantato per ore delle sue capacità ed Harry era ben felice di lasciare a lui quella parte del piano. Lo stesso fece Draco con Cattermole, reprimendo a malapena il suo evidente disgusto. Poi, si spogliarono e si cambiarono i vestiti, non senza un certo imbarazzo. In particolare, lo sguardo di Harry venne attratto dalla schiena bianca di Malfoy, percorsa da striature biancastre e da altre più scure e marcate. Harry rabbrividì al pensiero di cosa avesse potuto causare quelle cicatrici finissime e profonde.
Recuperato l'occorrente e la valigetta di pelle nera che Harry aveva preparato in caso di fuga, si addentrarono nei bagni che avevano scoperto essere ormai l'unico accesso al Ministero durante le ronde d'indagine nei giorni precedenti.
In fila, Harry/Runcorn guardò Draco, nervosamente e lui assunse una buffa espressione sdegnata, che faceva a pugni con il volto innocente di Cattermole. Harry cercò di non ridere, più per l'assurdità che stava vivendo e cercò di rimanere concentrato sul piano. Entrò nella cabina e si chiuse la porta alle spalle, quello davanti a lui era davvero un comunissimo bagno. Poi, sentì tirare lo sciacquone nella postazione di fianco alla sua e con coraggio tirò la catenella. Si ritrovò trascinato nell'atrio illuminato e appena i suoi piedi toccarono le piastrelle nere e lucide incrociò lo sguardo di Cattermole/Draco, apparso subito dopo di lui. Maghi e streghe camminavano in tutta fretta e apparentemente nulla era cambiato dal giorno in cui era stato lì l'ultima volta. Il cuore di Harry si strinse nel pensare al padrino e alla notte in cui era stato ucciso da Bellatrix Lestrange. Proprio in quel salone Voldemort e Silente si erano affrontati faccia a faccia, per l'ultima volta.
Harry represse i ricordi, non potevano permettersi distrazioni anche se fino ad allora tutto era avvenuto senza intoppi. Anche l'identificazione passò senza problemi e i due si diressero con passo calcolato agli ascensori, cercando di dare meno nell'occhio possibile. Runcorn doveva essere parecchio temuto considerando gli sguardi mesti che riceveva o i saluti reverenziali di chi tentava di ingraziarselo e Harry nel dubbio si sforzò di non essere troppo gentile. In un attimo Draco considerò l'idea che forse avrebbero dovuto invertire le pozioni, lui sarebbe di certo stato più credibile in quel ruolo. Quando, stretti nell'ascensore, si fermarono al quinto piano per far salire niente meno che Dolores Umbridge, il cuore di Harry perse un battito, e lo vide. Nello scollo della camicetta rosa Harry vide scendere la stessa evidente catena dorata che aveva il falso, proprio appeso al suo collo sotto il completo da lavoro rubato.
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Breaking Chains
FanfictionSe Harry quella notte, sotto la torre di astronomia, avesse affrontato Draco, invece che Piton. E se lo avesse rapito e avuto con sè nella battaglia più importante della sua vita, quella per sconfiggere la morte. Cosa sarebbe accaduto? Una parentesi...
