La mattina dopo, come le seguenti, Draco sembrò ignorare totalmente tutto ciò che era accaduto, servendosi di una stoica freddezza. La giornata si svolgeva perlopiù in silenzio, mentre Draco sembrava immerso nella lettura del libro della Skeeter miracolosamente salvo dopo l'attacco a Godric's Hollow. Ne avevano parlato, più o meno velocemente e Draco gli aveva detto che se avesse trovato qualcosa di interessante glielo avrebbe riferito. Oltre a questo nulla di più e Harry cominciava a invidiare l'assenza di impaccio e imbarazzo che l'altro dimostrava.
Harry si era sempre figurato la sua prima volta come qualcosa di dolce, romantico, con qualcuno che amava veramente. Non una corsa contro il tempo dettata dalla disperazione, dalla tristezza, per poi sentirsi così profondamente umiliato da ciò che era avvenuto. O forse si sentiva così semplicemente per la mancanza di risposte.
Quella notte, seduto al limitare della tenda sotto il cielo stellato Harry rimpianse di non poter parlare con Hermione. Lei avrebbe capito, capiva sempre tutto prima e meglio di chiunque altro.
La notte aderiva fitta al suo corpo, come un mantello di oscurità. Harry alzò gli occhi verso il cielo, cercando la luna, quando un lampo bianco illuminò gli alberi di fronte a lui. Si tirò in piedi, osservando la luce avvicinarsi, la mano stretta alla bacchetta.
Poi, quando si palesò davanti a lui, comprese subito che non poteva in nessun modo essere un pericolo. La cerva bianca scintillava nella notte, osservandolo. Una strana sensazione di familiarità lo pervase, come se si fossero in qualche modo già incontrati, già conosciuti.
Poi lei si voltò e si incamminò nella foresta con Harry al seguito.
Non seppe dire quanti metri avesse percorso quando lei finalmente si fermò e scomparve.
"Lumos" sussurrò.
Davanti a lui riluceva un piccolo laghetto dalla superficie ghiacciata. Harry si guardò intorno, cercando di capire se si fosse trattato di un'imboscata e del perchè ancora non era stato attaccato. Ma dentro di sè sapeva che la cerva non poteva essere opera della magia oscura.
Ruotando il polso per poter illuminare il più possibile ciò che lo circondava Harry fu colpito da un bagliore riflesso sul ghiaccio.
Quando si avvicinò scorse, in profondità, l'elsa argentata di una spada. Il cuore gli martellava nel petto mentre si chinava e la osservava il meglio possibile, era lei. La spada di Grifondoro giaceva sul fondale, oltre una spessa coltre di acqua stagnante, nonostante questo splendendo come fosse illuminata da raggi solari.
"Accio spada" mormorò allora.
Quando non funzionò Harry si rese conto di averlo saputo fin dall'inizio. Ricordava le parole di Silente secondo le quali la spada si sarebbe concessa solo ai valorosi di cuore e solo nel momento del bisogno.
Così si svestì in fretta, tremando. "Diffindo" disse, e ripose la bacchetta ancora illuminata a poca distanza dall'acqua. Si immerse nella pozza che aveva appena creato.
L'acqua gelida fu uno shock, i suoi muscoli si congelarono, gli arti gli sembravano immediatamente pesanti da spostare. Nuotò sforzandosi di resistere fino a sfiorare le rocce con le dita e impugnò l'elsa cosparsa di rubini, tirandola verso di sè. In quell'istante Harry sentì qualcosa tirargli il collo verso il basso, con insistenza, e pensò di essersi impigliato in alcune alghe. Poi, con orrore, si rese conto che la catena del medaglione lo stava strangolando. Cominciò a dimenarsi, cercando di contrastare la forte spinta dell'Horcrux verso il fondale.
Quando la vista gli si stava lentamente annebbiando e il fiato era ormai finito sentì due braccia afferrarlo e tirarlo fuori dall'acqua con violenza.
"Cosa credevi di fare, idiota! Potevi almeno togliertelo!"
Harry sputò, tremando. Draco lo guardava, i vestiti zuppi, in collera.
Si rinfilò i vestiti, inciampando.
"Grazie" disse incerto.
Entrambi tremanti nel freddo della notte posarono gli occhi sulla spada che giaceva sulla riva, ancora limpida nel suo bagliore argenteo.
"E' quella vera?" disse Draco.
"C'è solo un modo per scoprirlo."
Harry si diresse verso un masso, appoggiando il medaglione sulla roccia.
Draco fissava la spada, un misto di timore e curiosità.
"Fallo tu" disse Harry "Io gli chiederò di aprirsi e tu lo colpirai"
Draco lo guardò, sconvolto.
Harry annuì deciso, guardandolo con fermezza. La consapevolezza era nata in lui naturalmente, come fosse tutto ovvio.
"Devi essere tu a farlo" disse ancora, insistendo.
Draco raccolse la spada, gli occhi ancora insicuri.
Harry sospirò uno sbuffo tremulo di vapore "Il frammento di anima di Tom nascosto nel diario, mi ha quasi ucciso. Fallo in fretta."
Poi, sussurrò in serpentese "apriti".
Come rispondendo ad un ordine il medaglione si aprì con un piccolo scatto.
"Fallo, avanti!"
Draco sollevò la spada lentamente, ma una voce si innalzò sinistra dal medaglione.
"Draco, giovane amico. Se solo fossi certo di chi sei veramente..." Harry tremò nell'udire quelle parole.
"Non sai forse bene anche tu che le tue paure possono non essere fondate tanto quanto reali.."
Improvvisamente dal medaglione fuoriuscì una nebbia bianca, gassosa, che si espanse nell'aria assumendo lentamente la forma di Draco e Harry, fermi in un lungo abbraccio denso di passione.
Poi le figure lentamente cambiarono, ed Harry vide il falso Draco solo, in una cella, il viso scalfito dalla sofferenza. Poco distante, come se da dietro le sbarre potesse vederli, Ginny e Harry si stringevano esattamente come poco prima facevano i due ragazzi.
"Non potrò mai perdonarti, per quello che hai fatto. Non mi meriti, non meriti nessuno, non meriti ne amore ne perdono, ma tu già lo sai, non è vero?" la voce del falso Harry risuonò fra gli alberi, strisciando verso di loro come una serpe.
"Draco, ti prego, fallo!" urlò Harry cercando i suoi occhi, e quando li vide screziati di rosso temette di averlo perso.
Con quello che gli sembrò uno sforzo disumano Draco fece cadere la lama esattamente in corrispondenza della giuntura, spaccando il medaglione in due esatte metà.
Poi crollò a terra, esausto, stringendosi il viso fra le mani.
Harry osservò i pezzi dell'Horcrux a lungo, prima di avvicinarglisi, cauto.
"Ce l'hai fatta" gli mormorò, sedendoglisi a fianco. "Ed è... questo di cui hai paura, quindi?"
Draco non rispose, le spalle piegate in avanti, come se si fosse appena spezzato.
"Non succederà...io, farò in modo che non succeda. Tutti sapranno ciò che hai fatto, per me, per tutti." gli disse piano, circondandolo con un abbraccio e chinando il viso fra i suoi capelli, ancora umidi e freddi.
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Breaking Chains
FanficSe Harry quella notte, sotto la torre di astronomia, avesse affrontato Draco, invece che Piton. E se lo avesse rapito e avuto con sè nella battaglia più importante della sua vita, quella per sconfiggere la morte. Cosa sarebbe accaduto? Una parentesi...
