Iris gironzolava da un tempo indefinito all'esterno dell'hotel, nella stessa piazzetta dove quella mattina era stata con Roberta e dove avevano incontrato le altre fan; ovviamente sia la sorella che le fan in questione erano insieme a lei, e questo le metteva addosso un'ansia terribile.
Come avrebbe fatto a incontrare Mark senza essere scoperta?
Come avrebbe potuto parlargli senza che sua sorella – o peggio, le altre ragazze – capissero cosa stesse succedendo?
Ovvio: non era materialmente possibile.
Sarebbe stata una catastrofe!
In quel momento si pentì amaramente di non aver raccontato alla sua cara sorellona la verità su Mark e sul casino che si era venuto a creare; se lei lo avesse saputo sarebbe stato tutto sicuramente più semplice. Per un brevissimo istante l'idea di prenderla in disparte e raccontarle il minimo indispensabile, utile a far sì che potesse aiutarla a gestire quella situazione, le sfiorò la mente, ma non fece in tempo a renderla una possibilità: Mark e gli altri fecero il loro ingresso nella piazza dell'albergo a bordo del minivan e qualsiasi via di fuga ormai fu preclusa.
Come avrebbe fatto?
Le veniva da piangere...
***
Mark aveva adocchiato, nonostante il buio, la figura di Iris – per lui assolutamente inconfondibile – sostare nella piazza dell'hotel: aveva mantenuto la promessa, quindi!
Il problema era che lei aveva compagnia e certamente, pensò, le sarebbe stato difficile – se non impossibile – poter entrare e comportarsi come se andargli a parlare fosse una cosa assolutamente normale: se la conosceva bene come credeva nessuno era a conoscenza di quanto accaduto e avrebbe incontrato non poche difficoltà per raggiungerlo.
Mentre lui e i suoi compagni entravano nella struttura, però, fu colto da un improvviso lampo di genio, se così avrebbe potuto chiamarlo. Non aveva però considerato che quell'idea fantastica che credeva di aver avuto avrebbe comportato il dover chiedere aiuto a Gary, Howard e Jason. Glielo avrebbero concesso?
Stava ancora pensando a come mettere giù tutto il discorso quando, mentre si avviavano verso la reception, Howard si volse verso di lui con un Gary rassegnato alle sue spalle.
«Adesso vado fuori a fumare e le porto dentro. Verrà fuori una fantastica scenetta, vedrai. E tu potrai parlare con la pulzella!»
Uno degli aspetti positivi del non aver avuto privacy per tanti anni, sempre in giro con quei ragazzi, scambiandosi anche le mutande, era quello: non aver bisogno di aprire la bocca per capirsi.
«Ma non fare altre cazzate, Mark. Metti un punto a tutta questa faccenda nel modo più amichevole possibile e...»
«Jason, basta! – Gary, che era rimasto sempre ad ascoltare, aveva deciso finalmente di intervenire – Mark sa bene cosa è meglio per lui e cosa è giusto, non ha bisogno che ogni volta gli si faccia la morale.»
Nemmeno il tempo di finire il discorso che Howard, accendino alla mano, stava già varcando la soglia dell'albergo, pronto a fumarsi una sigaretta e a racimolare qualche gridolino d'ammirazione.
Mark osservava da lontano la scena, un po' in apprensione; l'ultima cosa che avrebbe voluto era mettere a disagio Iris o creare qualche casino peggiore, ma doveva assolutamente parlarle e, anche se forse per l'ultima volta, abbracciarla e stringerla forte abbastanza da imprimersi addosso la sensazione per tutta la vita. Non avrebbe potuto sopportare di vedere sbiadire con il tempo il ricordo di ciò che aveva provato con lei. Avrebbe voluto tenerlo con sé per sempre.
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HOW CAN IT BE?
FanfictionUna persona può cambiare totalmente per un'altra? Può annullarsi per un'altra? Questa è la storia di Iris e Mark e del percorso che, in qualche anno, li porterà a capire cosa realmente vogliono e di cosa hanno veramente bisogno. Dal primo capitolo: ...