«Senti, Roby, mi dispiace. Mi dispiace davvero tantissimo, ma io non ce la faccio, non posso accompagnarti a Play Radio.»
Mentre ancora la folla si accalcava sotto gli studi, Roberta si era voltata in cerca della sorella, la cui mano aveva lasciato la presa dalla sua. Nel panico, si era fatta strada attraverso le persone fino a vederla accovacciata a terra nella via perpendicolare, fuori dal casino e lontana dall'evento.
Ora le era di fronte e l'aveva sentita dire che non l'avrebbe accompagnata alla radio; tremava leggermente sotto al pesante cappotto e si teneva le ginocchia abbracciate al petto.
«Iris – e quando la chiamava con quel tono serio erano davvero guai –, mi spieghi cosa diavolo sta succedendo? Sono giorni che sei strana, capisco i tuoi problemi di cuore, anche se al riguardo non ne so praticamente niente, ma proprio non riesco ad afferrare quale sia il tuo reale problema», e Iris scoppiò in lacrime. Roberta aiutò la sorella ad alzarsi da terra e l'abbracciò forte.
Dopo qualche minuto in cui nessuna della due si permise di aprire bocca, la maggiore prese la sorella minore per mano e cercò i suoi occhi.
«Io spero davvero che prima o poi mi dirai cosa ti turba tanto, piccola. Nel frattempo ti riaccompagno a casa e andrò da sola alla radio, non c'è problema.»
Nemmeno Iris seppe per quale motivo, cosa l'avesse spinta a rispondere scuotendo il capo, ma in quel momento sentì la sua voce dire:
«Tranquilla, ora sto meglio. Non c'è bisogno che mi riporti a casa, finiresti con il far tardi e non voglio farti perdere la tua occasione» baciò la guancia di Roby e le sorrise, anche se l'ansia non l'aveva ancora abbandonata.
«Però vorrei andare in un bar ora, mi è venuta fame.»
Tutto pur di allontanarsi da lì ed evitare il momento in cui i Take That sarebbero usciti per raggiungere il van.
E fu così che tre interminabili ore dopo furono nel cortile degli studi di Play Radio.
Iris si sentiva a disagio, nervosa e, soprattutto, frustrata dal non poter dar sfogo a quei sentimenti, dovendoseli tenere dentro per non creare altri problemi alla sorella e per non rovinargli ulteriormente quella giornata che doveva essere per lei la più bella della sua vita.
Quando furono alla porta d'ingresso Roberta si volse a guardarla.
«Vieni anche tu, provo a chiedere se possono farti entrare. Non mi piace l'idea di lasciarti qui da sola al freddo» le disse, rammaricandosi di non aver domandato al telefono il permesso di portare un'accompagnatrice.
«Stai tranquilla, resterò qui e ti aspetterò con un defibrillatore pronto all'uso nella mano destra e uno shot di vodka nell'altra. Ovviamente lo shot sarebbe per me – le rispose sfoggiando un sorriso finto quanto una banconota da due euro –, non preoccuparti.»
Roby però non era affatto tranquilla, tutt'altro, così la prese per mano e la trascinò dentro al palazzo, sicura che non avrebbero avuto il cuore di lasciarla nel cortile a congelare.
Infatti, pochi minuti dopo Iris sedeva su una sedia nella regia degli studi, mentre la sorella, già perfettamente calata nella parte della fan invasata, stava scambiandosi i parametri di pressione arteriosa e battito cardiaco con le altre quattro vincitrici, nel tentativo di capire chi sarebbe svenuta per prima.
Da dove si trovava poteva vedere i due presentatori della trasmissione e le cinque ragazze sedute su dei divanetti dietro di loro. Vedeva tutto. Questo significava che...
«Dall'altra parte ci vedono anche loro?» chiese, cercando di contenere il panico che sentiva crescerle dentro a un ritmo preoccupante.
«Non siamo mica in un commissariato di polizia e questo non è un interrogatorio – rispose simpaticamente il dj, sperando di strapparle un sorriso –, certo che ci vedono.»
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HOW CAN IT BE?
Hayran KurguUna persona può cambiare totalmente per un'altra? Può annullarsi per un'altra? Questa è la storia di Iris e Mark e del percorso che, in qualche anno, li porterà a capire cosa realmente vogliono e di cosa hanno veramente bisogno. Dal primo capitolo: ...