Questa è la storia di una amicizia. Una amicizia nata in Abruzzo, tra i gradini di un palazzo.
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"Siamo cresciuti insieme io e lui. Abbiamo passato le nostre migliori estati insieme. La vita ci ha portato a scegliere strade differenti ma noi siamo...
"Anna" sento che mi chiama. Mi tremano le gambe. Sento le guance avvampare. È mai possibile che questo ragazzo, nonostante sia passato un numero indefinito di anni , riesca anche con il solo pronunciare il mio nome, a mandare in tilt tutto ciò che mi circonda? Non serve una risposta esaustiva, basta solo specificare che è Diego. Diego, il mio primo vero punto di domanda. La più grande domanda della mia vita a cui ancora oggi non riesco a dare risposta. L'ho conosciuto quando ero ancora piccola, avevo cominciato da poco le scuole medie. Figlio di amici di famiglia, inizialmente mi era pure antipatico. Indifferente e quasi intollerabile fino a che non abbiamo scoperto di frequentare la stessa scuola media e condividere anche i corsi pomeridiani. Li abbiamo cominciato a trascorrere interi pomeriggi insieme che ci hanno permesso di conoscerci meglio e di apprezzarci l'un l'altro. Finita la scuola poi l'aria è completamente cambiata. Il nulla totale. Scomparso dalla mia vita. Io però ero lì, che continuavo a pensarlo ininterrottamente. Fino a che, un giorno, i miei sogni sono stati ripagati. Cominciammo a rivederci grazie ai nostri genitori. Eravamo più grandi e io non ero più la ragazzina innocente e priva di malizia di prima. Cominciai a notare alcuni gesti, alcune frasi e alcuni sguardi che non mi erano per nulla indifferenti. Ogni volta però, appena mi sembrava di essere vicini a qualche cambiamento, che a me appariva un passo in avanti, tutto crollava. Come se qualcuno da qualche parte lo trattenesse. Ecco perché è rimasto sempre il mio punto interrogativo. "Diego! Da quanto tempo! Come stai?" "Ciao ragazze!" Saluta anche le mie amiche "Bene bene! Ho visto che ti sei anche laureata!" "Si a novembre anche se con tutto questo caos sembra passata un'eternità!" "Quanto hai ragione! Son contento! So che ci tenevi tanto! Allora ora mi devi offrire un caffè per festeggiare!" "Come tutti i caffè che mi hai promesso nel corso degli anni?" Riesco a dire, con un velo di risentimento per tutti i caffè che poi, alla fine, non mi ha mai offerto. "No giuro che questa volta sono serio! Se passi dal negozio poi andiamo al bar all'angolo e manterrò la mia promessa" "Lo spero!" "Tanto hai il mio numero! Dai, che poi mi devi raccontare come va la tua vita" "Hai voglia di gossip vedo. Si, ti scrivo magari appena sono un po' più libera e ci organizziamo meglio! Ciao caro! Mi ha fatto piacere rivederti!" "Anche a me, non sai quanto!" Mi abbraccia. Ci salutiamo e ognuno riprende la propria strada. Sono le ragazze a parlare per prime dopo questo breve incontro. "È incredibile quanto quello lì ti faccia sembrare ancora una ragazzina di 16 anni! Quello lì!" Dice Ivana "Ma si, infatti! Non è neanche poi così tanto bello" replica Chiara Ed era vero. Non era bellissimo. Ma ai miei occhi innamorati di allora e pieni di affetto di oggi, lui è sempre stato meraviglioso. "Ragazze calma! Non ha mandato in tilt nessuno" le mie due amiche si guardano tra loro come a voler dire che nessuno poi mi crede davvero " e non fate quella faccia! Sto con Lino e amo Lino e nei miei pensieri non c'è nessun altro! Mi fa solo piacere rivederlo! È pur sempre una parte importante della mia adolescenza" "Facciamo finta di crederci, va!" Dice Ivana scambiando con Chiara uno sguardo d'intesa
È l'una di notte quando rientro a casa. Mi cambio e mi strucco per poi mettermi a letto Il mio primo pensiero va a Lino. Gli invio un messaggio appena sono sotto le coperte
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Manca anche a me, da morire! È dura ma ci stiamo provando e a volte sembra anche che ci stiamo riuscendo ma è proprio la sera che si fa tutto più pesante. La sera quando poggio la testa sul cuscino, è quello il momento più duro. È in quel momento che mi rendo conto che infondo non sono poi così dura. Vorrei poter dire che mi ci sto abituando, che la mancanza si fa sempre più sopportabile ma, ahimè, non è così. Mi manca. Ogni giorno di più E mentre metabolizzo tutto ciò faccio una follia che non facevo da mesi, anche in un momento come questo, anche in un momento in cui viaggiare non è proprio la cosa più raccomandabile da fare. Prenoto un biglietto per Roma per venerdì e uno di ritorno per domenica. E fa niente se passeremo poco tempo insieme, a me basterà averlo per pochi giorni tra le braccia. Non riesco ad aspettare domani mattina, quindi gli mando un messaggio che sicuramente adesso non leggerà perché starà già dormendo.
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Adesso, forse, mi addormenterò leggermente più felice.