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17 ottobre 2020

Oggi è il mio compleanno.
Sono a Roma, nella mia nuova casetta.
Mi sveglio alle 9:00 solo perché sento dei rumori strani provenienti dalla cucina. Sarei rimasta volentieri a dormire nel mio caldo letto ma sarà meglio andare a controllare. Ciabatte e giacca, apro la porta e mi avvio verso la cucina con ancora la forma del cuscino su una guancia e gli occhi di sonno.
È quando entro nella stanza dove io e le mie coinquiline condividiamo pranzi, caffè pomeridiani e cene che mi rendo conto che i rumori avevano un motivo ben preciso.
Sara, Maria, Martina e Beatrice, intorno al tavolo, a cercare di sistemare meglio che possono delle candeline con il numero 24 su dei cornetti sicuramente comprati al bar sotto casa.
"Si può sapere cosa state combinando? Non era necessario!" Dico io, facendo loro distogliere l'attenzione da quel lavoro che appare così tanto complicato
"E dai però, volevo portartelo in camera" si lamenta Sara.
"Vabbè, pazienza. Ormai sei qui. Buon compleanno" dice Martina.
Loro sono state la mia gioia nei giorni di tristezza. È vero che ognuna di noi ha una propria vita, però siamo molto più simili di quello che pensiamo ad una famiglia.
Beatrice è la più silenziosa.
Martina è la nonna del gruppo. Pacata e sempre pronta a calmare me e Maria che insieme facciamo scintille. Maria è molto più simile a me di quello che pensavo.
Sara. Sara è una mammina, Sara è la più carina di tutte ed è anche quella con cui trascorro più tempo.
"Grazie ragazze, non dovevate" e le bacio, ad una ad una. Perché è vero, non dovevano ma queste piccole cose mi fanno gioire il cuore.
"Allora? Le spegniamo queste candeline?"
"Certo!" Rispondo io entusiasta "ovvio"
Esprimo un desiderio.
Esprimo il desiderio.
Vorrei tanto riuscire a realizzare i miei sogni.
Un bel lavoro e la mia indipendenza economica è la cosa che desidero più al mondo in questo momento della mia vita. Non l'amore. Non un viaggio e non qualcosa di materiale. Ma il futuro che desidero. La mia realizzazione professionale. Il voler aiutare gli altri nella maniera migliore possibile. Non vedo l'ora.
''Grazie ragazze, grazie davvero. Per tutto. Mi siete state più vicino di chiunque altro e mi avete fatto sentire a casa anche quando non lo ero. Vi voglio bene'' dico, commossa
''Ti vogliamo bene anche noi, e ci saremo sempre. Non importa dove finiremo. Siamo una famiglia ormai. Vestiti. Usciamo per pranzare fuori. Abbiamo disdetto tutti i nostri impegni''
Gioisco.
''Ho già detto che siete fantastiche?!''
''Si ma sentirtelo dire fa bene'' e ci abbracciamo
Un'oretta dopo siamo sul bus che ci porterà verso il Colosseo. Pranzeremo nel nostro locale preferito, nel locale dove la sera, quelle poche volte che usciamo di casa, passiamo delle ore spensierate tra birrette e chiacchiere con i ragazzi che servono ai tavoli. In questo clima di spensieratezza che si è creato ritorno a pensare a quanto l'idea di partire mi facesse paura. Quando nella mia vita c'era Lino Roma era diventata il mio desiderio più grande. Dopo Lino la paura era tanta, la paura di non riuscire a superare il distacco da casa e la paura che ogni centimetro di questa città mi ricordasse i miei momenti felici, i miei momenti spensierati. E invece no, sono inaspettatamente felice. Felice e serena.
Seduta a questo tavolo, circondata dalle mie coinquiline, mentre aspettiamo di pagare il conto, sento il mio telefono squillare. È un messaggio
-Ma si può sapere dove ti sei cacciata?
È un messaggio di Ivana e di Chiara, a cui allegano una foto di loro davanti al portone della mia casa a Roma.
Non ci credo. Sono a Roma. Sono sotto casa mia. Un sogno. Ho i brividi. Non le vedo da tanto, troppo.
-Sono con le coinquiline al solito posto. Paghiamo e arriviamo. Rispondo al loro messaggio.
Non mi sembra vero.
Racconto alle ragazze che ho appena ricevuto un messaggio dalle mie migliori amiche, paghiamo e ci precipitiamo verso casa
L'abbraccio, appena le vedo, è inevitabile.
''Pensavi davvero che non ti avremmo raggiunte per il tuo compleanno?!'' mi dice Ivana
''Povera illusa.'' Conferma Chiara.
''Come state? Avete voglia di un caffe? Andiamo al bar qui all'angolo!'' Propongo io e loro non se lo fanno ripetere due volte perché, a detta loro, il treno le aveva uccise
Caffe e chiacchiere con le mie migliori amiche. É il compleanno che non pensavo mai di trascorrere qui a Roma
''Allora? Ci è stato detto che Diego ti ha mandato degli auguri speciali''
''É vero. È stato il primo. Un messaggio che non mi aspettavo, in realtà''
Ed era vero. Non me lo aspettavo, mi ha stupita. Non ci sentivamo più da un po e ieri, alla mezzanotte in punto ho ricevuto il messaggio più lungo della giornata, fin ora.
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''Beh

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''Beh. Wow.'' È ciò che dicono le ragazze dopo che ho mostrato loro il messaggio di Diego.
''Cosa hai risposto?'' Mi chiede Chiara
''L'ho ringraziato e gli ho detto semplicemente che non era destino, forse. Che il nostro tempo non sarebbe mai dovuto arrivare e che la vita ci voleva solo amici evidentemente. Gli ho però detto che qualsiasi cosa accada, io per lui ci sarò sempre. Come lui c'e stato per me'' rispondo io
Ed è sul filo di questa conversazione che ci dirigiamo verso casa.

Siamo nella mia stanza da un po quando sentiamo dei sassolini lanciati contro la finestra. La prima ad accorgersene è Chiara, che immediatamente si dirige a controllare.
''Mi sa che dovresti scendere'' mi dice, dirigendosi verso il mio letto.
''Muoviti'' mi esorta Ivana ''Con il pigiama. Sei a Roma, non ti guarda nessuno. Infila una giacca e fa presto. È arrivato il tuo regalo di compleanno"
Scendo. Scendo a tre gradini per volta. So già chi è. Immagino. Per questo motivo non ho chiesto nulla alle ragazze. So che quando aprirò il portone mi ritroverò davanti il solo e unico amore della mia vita. E so anche che se dicesse le giuste parole, stavolta sarà pronta a riaprirgli la porta del mio cuore.

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