21. In bianco

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Canzone - Can we kiss forever? di Kina

Ed eccomi qua.

Seduta sul divano di casa Campbell a guardare un film, dal cellulare, con Blake.

La luce non è ancora tornata e fuori si sta scatenando il diluvio. Abbiamo sentito alla radio che non si deve uscire per nessun motivo al mondo e di restare nei luoghi in cui ci troviamo.

Ho chiamato papà per dirgli che sono a casa di Blake e di non preoccuparsi.

Quando stavo per attaccare la chiamata ho sentito la voce di quella donna, ma anche quella di Bonnie e Colin. A quanto pare Josephine è rimasta bloccata a casa nostra e staranno giocando, come previsto, ad un gioco da tavolo.

Io mi ritrovo con una coperta sulle spalle a guardare un film horror, che tanto horror non è, mentre Blake mangia infiniti pop corn.

Questo film è davvero una noia.

L'hanno davvero trasmesso al cinema?

Mi alzo dal divano in modo da prendere il cellulare <<davvero ti sta piacendo?>> lui nega con la testa e mi prende il telefono dalle mani togliendolo <<fa schifo>> ed ha ragione.

<<che vuoi fare?>> mi avvicino nuovamente a lui mentre con la coperta cerco di coprirmi il più possibile <<quello che vuoi, basta che non metti un altro film di merda>> sorrido sedendomi al suo fianco.

<<dovrei avere dei meravigliosi giochi da tavolo, te ne porto un paio>> si alza dal divano <<a me bastano anche le carte, non quelle francesi!>> gli urlo poiché la sua sagoma nel buio è scomparsa.

Ritorna dopo poco con delle scatole di vari giochi <<abbiamo Monopoli, il labirinto, cluedo>> lui continuo a parlare, ma sono già decisa.

Sicuramente, o almeno finché non smetterà di piovere, faremo una partita a tutto <<le carte di uno>> me le tira ed io le prendo al volo <<dopo ci giochiamo, ma prima una partita a labirinto>> prendo la scatola dalle sue mani e la poso per terra.

Tolgo tutte le cose inutili che si trovano sul tavolino posto davanti al divano e poi poso il tabellone. Divido le carte tra me e lui e poi prendiamo le pedine <<io la rossa>> lo guardo male e lui sposta la mano per prendere quella di un altro colore.

Ha scelto la pedina gialla.

Comincio a sistemare tutte le caselle del labirinto e poi iniziamo la sfida. Questo gioco è davvero divertente.

Lo vedo imprecare molte volte quando gli sposto le caselle che gli servono.

Riesco a prendere, con molta facilità, tutte le richieste delle carte e vinci alzando le braccia <<non sai giocare>> costato guardandolo negli occhi e lui annuisce <<mi diletto in altre cose>> ammicca ed io gli tiro un cuscino.

Ammetto che vorrei scoprire se è bravo quanto lui dice di essere.

Forse è meglio mandare via questo pensiero.

<<a cosa pensi?>> le mie gote si arrossiscono e lui sorride <<mi sa di aver capito>> si alza venendomi in contro sedendosi al mio fianco.

Mi prende per i fianchi e mi fa posare sulle sue gambe.

Dentro di me sento un esplosione di emozioni che non riesco a decifrare.

Trovarmi qui sulle sue gambe e a pochi centimetri dal suo volto mi fa un certo effetto.

Cerco di placare le mie emozioni stringendo le gambe, ma lui sembra notarlo.

Si morde il labbro avvicinando il suo volto al mio e, in pochi secondi, mi ritrovo le sue labbra sulle mie.

La sua lingua chiede accesso alla mia bocca, cosa che gli concedo senza timore.

Le nostre lingue sembrano quasi danzare sotto quel bacio troppo pieno.

Si pieno di amore. Questo bacio era un bisogno di entrambi.

Tutti e due volevamo questo bacio e ammetto che è il migliore che io abbia mai avuto.

Mi stacco da lui.

I nostri occhi parlano per noi.

Il mio colore castano che incontra i suoi azzurri.

Un colore che solo i nostri occhi riescono a creare.

Tempo di guardarci un ultima volta le labbra che ritorna sulla mia bocca.

Questa volta il bacio è più dolce.

Non chiede accesso.

Mi bacia e basta.

Come se volesse sentirmi per bene.

Sento le sue mani posarsi sotto la sua felpa e così suona il mio campanello di allarme.

Prendo le sue mani e le porto sui fianchi, ma sopra la felpa.

Sento il suo sorriso sulle labbra e così mi stacco per guardarlo.

<<sono pazzo, ma ti voglio>> mi posiziona meglio sulle sue gambe <<senti l'effetto che mi fai?>> si, sento eccome il tuo rigonfiamento.

Mi mordo le labbra e inizio a bacargli il collo, posando la mia mano nei suoi capelli e tirandoli un po' indietro <<non resisto più>> mi prende per il mento ed io sorrido ai succhiotti lasciati da me.

Sta per togliermi la felpa, ma io lo blocco. Non ho il reggiseno e mi sa che lui non lo sa <<non ci provare>> gli sfilo la maglia e continuo a lasciargli dei baci sul suo corpo.

Sento dei sospiri provenire dalla sua bocca e sorrido mente gli lascio i baci. Mi accarezza la testa, sistemandomi i capelli.   

Mi alzo da suo corpo e gli poso un altro bacio sulle labbra.

Questa volta mi alzo definitivamente mettendo a posto la felpa per bene e lanciandogli la maglietta.

Lui mi guarda in cagnesco ed io sorrido <<e così rimase in bianco>> mi siedo sul divano accendendo il cellulare <<io vado in bagno, ho un piccolo problema>> scoppio a ridere mentre velocemente sale sopra.

Lo vedo ritornare dopo pochi minuti <<sei veloce>> gli punto il dito contro <<sono veloce quando penso a chi mi fa impazzire>> le mie gote si arrossano.

Dopo pochi istanti sentiamo un rumore e Blake va a premere l'interruttore, accendendo la luce.

Sposta la tenda dalla finestra e osserva il cielo <<non piove più, ma il cielo è ancora scuro>> osservo i muscoli delle sue spalle contratte. È davvero un bellissimo ragazzo.

<<per sicurezza resta qui>> si butta sul divano mettendomi un braccio dietro le spalle ed io gli sorrido <<ti piacerebbe>>

<<ammetto che farti mia, sul mio letto, stanotte, non mi dispiacerebbe>> mi mordo le labbra.

Lo osservo e poi mi alzo <<io vado a casa>> si alza anche lui e mi prende per un braccio <<non me lo dai un bacino?>> gli poso un bacio sulla guancia e velocemente prendo la borsa ed esco di casa.

Pochi secondi che lui esce venendomi incontro. Ricomincia a piovere nell'istante in cui lui si avvicina a me.

Posa le sue labbra sulle mie mentre la pioggia cade sulle nostre teste.

<<sei bellissima>> mi lascia un altro bacio a fior di labbra e poi corre dentro casa, lasciandomi sola sulla strada e bagnata fradicia.

Con una corsa entro in casa scoppiando a ridere.

Mio padre, i miei fratelli e Josephine mi guardano sconvolti, ma io non ci faccio caso, la mia risata ha preso possesso del mio corpo.

È stata la giornata più bella che io abbia mai vissuto.

Note
Penso che questo sia il capitolo più bello che abbia scritto fin ora, spero vi piaccia.

Ig: serparker_books

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