Capitolo 30

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Pov's Kris

Non dormivo da quasi una settimana. Mi ripassava davanti agli occhi l'immagine di lei e James che si baciavano. Melissa. Quella puttana. Però ogni volta che ci penso ho il dubbio. Perché non mi ha fermata quando ho scaraventato Melissa? Perché non mi ha fermata prima che andassi via? Ogni volta mi rispondevo dicendo perché a lui non intetessa niente, né di me, né di Melissa, e stava con me solo per farmi credere che non mi stava usando, e tra pochi giorni mi avrebbe lasciata. La mia mente mi da ragione, ma quando lo penso mi pulsa forte il cuore. È lui che non mi da ragione. E la mia coscienza. Lei dice che non è vero. Che lo penso solo perché voglio una spiegazione, ma questa che mi stavo dando è quella sbagliata. Cercavo in ogni modo di non pensarci, e gli allenamenti con Lucas erano di aiuto, quando non cacciava l'argomento.

-Ti sei ripresa?

-Da cosa?-chiesi.

-Beh..da quando hai visto il tuo ragazzo baciare un'altra.

-Non è...-avrei voluto dire che non era il mio ragazzo, ma un groppo in gola me lo impediva-sono sicura che non è come sembra.

-Mi sembra più una domanda che una risposta.-già anche a me.

-Dov'è finito il Lucas che non si fa mai i fatti degli altri?-fece quel suo bel sorriso.

-Andiamo Kristal. Si vede che è uno che va con tutte. Non ti merita.

-Stai cercando di farmi cambiare idea su di lui?-non rispose, e mi guardò con gli occhi pieni di speranza che lui ci sia riuscito. Sbuffai facendo un "Mh". Quando mi rigirai Lucas si stava avvicinando, fino a sorpassare la distanza di limite, che equivale a un metro. Mi prese le mani e fissò i suoi occhi nei miei. Erano così neri, se li fissavi a lungo c'era il pericolo di caderci dentro. Il mio cuore al suo tocco, senza alcun motivo accellerò.

-Lui non ti merita. Non ti è venuto neanche a cercare..

-Perché sapeva che non l'avrebbero fatto passare!-dissi interrompendolo. Scosse la testa. Poi rifissò i suoi occhi nei miei.

-Io l'avrei fatto lo stesso. Per te.-le sue parole mi stupirono. Vidi che si stava avvicinando troppo, puntando la mia bocca. Poi qualcunò ci chiamò.

-HEY! IL CAPO VUOLE VEDERCI TUTTO SUL LIMITE DEL TERRITORIO. A SINISTRA.-mentalmente ringraziai un pò quella persona.

Io e Lucas vi guardammo, poi iniziammo ad avviarci. C'erano già tutti. Anche il bastardo di mio padre. Dall'altra parte della linea notai che c'era un'altro branco. C'era Jeff e gli altri. Ad un certo punto mi fermai. Lucas si rigirò verso di me

-Andrà tutto bene...-mi susssurrò vedendo la mia espressione. Presi la sua mano e mi avvicinai. Intravidi  Melissa e il mio corpo si surriscaldò.

-Allora cosa volevi dirmi?-chiese mio padre.

-Vorremmo invitarvi a cena, un segno di pace..sai com'è, con tutto ciò che è successo, ci sono stati molti malintesi..-il bastardo ci pensò un pò.

-Ma si, va bene. Farò venire alcuni dei miei.-disse con un finto sorriso.

-Veranno anche le streghe. E loro vorrebbero anche lei.-continuò Jeff-così, giusto per un segno di pace. Sai come sono fatte.-capivo chi era "lei". Ero io.

-Non lo so Jeff.

-Non mi dire che non ti fidi. Non potremo mangiarcela.-disse sorridendo. Alla fine il bastardo accettò.

-Va bene, farò venire qualcuno per controllarla.

-Adesso dov'è? -chiese una voce femminile. La nonna di Skie, non sapevo che era lì. Mio padre fece cenno a tutti quelli dietro di lui di spostarsi per non coprire la visuale su di me. Alla fine rimasi al centro, con Lucas appena dietro di me che mi teneva per mano. Avevo la coda alta, il top nero e i pantaloncini, nonostante fosse dicembre. Tutti quelli dall'altra parte mi squadrarono, sopresi nel vedere ormai quanti muscoli avevo. Anche James, mi fissò attentamente. Poi lo guardai dritto negli occhi. Ne avevo bisogno. Dovevo sapere se la mia testa aveva ragione, oppure la mia coscienza che non sbaglia mai. Nei suoi occhi c'era un che di tristezza e sollievo nel vedermi. Voleva sussurrarmi che non era come avevo visto io. Me lo sentivo. Poi la sua tristezza si trasformò in rabbia vedendo la mia mano stretta a quella di Lucas. Così la staccai.

-Allora quando vogliamo fare?-chiese mio padre squadrandomi.

-Io direi venerdì.

-Va bene.-si girò poi riferendosi a me-Cara, vedo che le ferite di tutte le lancie conficcate nella tua pelle che hai ricevuto sono passate e oltre tutto una al cuore.-disse con fare ironico. L'ha detto proprio ad alta voce. Tutti, tranne quelli del branco in cui mi trovavo si stupirono.  Conoscievano mio padre come un uomo che dice la verità. Sempre. Nelle prime settimane che stavo lì, mentre combattevo, avevo ricevuto molte lancie conficcate nelle parti del corpo, e una nel cuore. Ma non sono morta. Sono immortale. Però è stato bruttissimo, restare nel bianco totale durante quei 10 minuti. Ormai niente mi faceva più male. L'unico che riusciva a ferirmi era James. E Lucas se ne accorse.

-Già infatti. Ma ora sto bene. Per tua sfortuna.-feci uno di quei sorrisi di sfida.

-Magari un'altra lancia nel cuore ti farebbe bene.-disse ridendo. Risi anch'io, una risata finta.

-Tranquillo papà. Una lancia nel culo non te la toglie nessuno.-la sua espressione si incupì. Sentii da dietro Lucas ridere, poi mi prese per un polso e mi sussurrò all'orecchio "Andiamo". Senza esitare presi la sua mano e mi avviai con lui. Se sarei rimasti lì un'altro secondo non so come sarebbe finita.

Spazio autrice:
Allora, eccovi un'altro capitolo, spero vi piaccia :3 stiamo arrivando quasi alla fine e.e sarà un bel finale ^^ comunque sto per iniziare a scrivere il primo capitolo della seconda storia, e poi non so tra due o un mese farò il seguito di questa :3 quindi tenetevi pronti!

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