1.
"Secondo voi è morta?"
"No, respira ancora."
I nitriti e i ripetuti tonfi che Sharon provocava agitandosi sotto il controllo di un uomo barbuto e tozzo, fecero svegliare Winter.
Era sdraiata a terra, d'un fianco, i suoi occhi si aprirono cautamente, mentre una mano si muoveva curiosa sopra l'erba umida.
"Chiamate le guardie!"
"Stanno già arrivando."
"Guardate il braccio!"
Diversi contadini bisbigliavano tra loro.
Quando la ragazza fu in grado di aprir gli occhi, il suo sguardo era ancora appannato, a causa della violente botta alla testa, che sanguinava leggermente alla fronte.
Si lamentò leggermente mentre cercava di rimettersi in piedi, ma invano. Quando i suoi occhi le permisero una vista migliore, Winter indietreggiò di poco, strisciando, vedendo una folla di persone che la circondavano ad ogni lato.
Per la maggior parte di loro erano uomini barbuti, con vestiti che parevano stracci rotti e alquanto sporchi. Le donne, invece, la squadravano cautamente e con indifferenza; molte di loro portavano diverse bisacce contenente acqua, e sembravano parlarle tra loro.
Non riusciva ad elaborare le loro parole, ne ad elaborare tutto il resto, ancora confusa da quella botta e da ciò che riusciva a vedere.
Ne strade, ne macchine, solo distese di verde. Intravide del fumo, proveniente probabilmente da un villaggio in valle.
Provò ad alzarsi, ma ciò che riuscì a fare fu solo di metter forza sulle braccia, stringendo i denti, prima di cadere esausta sul terreno erboso.
"Guardate, ha un marchio al braccio!"
"Un marchio!"
Furono le prime parole che riuscì a sentire pienamente.
Marchio?
Una donna fece cadere una borraccia di acqua a terra, correndo via, seguita da alcuni bambini.
Poi un acuto dolore al braccio la fece urlare dal dolore, come lamine affilate che le squarciavano la carne. Il dolore era allucinante e stremante; ed esattamente come tutto era iniziato, Winter tornò in un buoi tenebroso.
***
"Sveglia, ragazzina!"
Un uomo sui 30anni, snello, altro e bruno, diede lievi schiaffi a Winter, cercando di svegliarla. Ma la ragazza sembrava avvolta in un sonno profondo, e non reagiva.
"Svegliati!" urlò allora la guardia, colpendola più forte.
Winter aprì gli occhi di scatto, respirando velocemente. Si guardò intorno, confusa e spaventata.
Si sentiva la testa bollire, come potesse scoppiare da un momento all'altro.
Era inginocchiata su un pavimento duro, lucido e freddo. I polsi dolevano, e solo dopo pochi ma interminabili secondi capì di essere stata legata strettamente con una corda.
I muri erano decorati da affreschi e quadri, raffiguranti quelli che dovevano essere Re e Regina.
A terra erano presenti diverse pellicce di animali, adagiate sul marmo del pavimento.
"Dove mi trovo?" chiese, prendendo un po di coraggio, ma spaventata dalla sua stessa voce.
"Alle corte del Re" rispose una voce al suo fianco.
Si accorse solo allora di avere una mano adagiata sulla spalla sinistra, stringendogliela.
Guardò la mano, risalendo fino al volto dell'uomo che le aveva parlato. Il suo sguardo era rivolto in avanti... così, quasi inconsciamente, anch'essa si girò alla sua visuale.
Trasalì quando si accorse della presenza di un uomo sulla cinquantina, con un'aria minacciosa e severa, seduto comodamente su un trono. Indossava una veste rossa, ed una pelliccia nera alle spalle. La barba leggermente mozzata, gli occhi di un grigio metallico e le labbra lievi e sottili.
Adagiata alla testa, una corona dorata rivestita da quelli che sembravano essere diamanti. Strizzò gli occhi, portando l'indice della mano destra sulle labbra.
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Etaine
FantasíaWinter è una ragazzina sveglia ed intelligente, dotata di un carattere tanto curioso quanto insicuro e ansioso. Un giorno, avara di notizie riguardanti il suo passato incerto, deciderà di intraprendere una strada statole negata fin dall'infanzia. S...
