The Barton kid

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Gli Avengers erano distrutti, l'ultima battaglia con Ultron aveva stremato completamente gli eroi, e in più tutti gli alloggi sicuri erano stati compromessi. Fury disse alla squadra di trovare un rifugio segreto, e Clint li condusse alla sua fattoria.

Clint aprì la porta, e venne subito atterrato da due dei suoi quattro figli. "Papà!"Gridarono Cooper e Lyla saltandogli addosso. "Ciao ragazzi." Disse ridendo Clint, mentre gli altri Avengers lo guardavano sbalorditi. "Clint ..." Lo chiamò una donna, che gli altri supereroi scoprirono successivamente chiamarsi Laura ed essere sua moglie, che però aveva un'espressione molto preoccupata. "Ciao Laura." Disse Clint sorridendo, sorriso che crollò quando vide l'espressione profondamente preoccupata della moglie. "Clint ... Peter. E' là fuori." Clint spalancò gli occhi e corse nel salotto, accendendo la televisione e mettendola sul canale del telegiornale. I supereroi videro che Clint stava guardando preoccupato il servizio del telegiornale che mostrava Spiderman combattere contro i robot di Ultron a New York, mentre Laura cercava di distrarre e tenere lontani i bambini dalla tv, aiutata da Natasha, che sembrava a sua volta abbastanza preoccupata.

Dopo ore che Spiderman passò a combattere i robot e durante le quali gli Avengers realizzarono che quel supereroe aveva molte possibilità e una tecnica di combattimento niente male, la battaglia tra il supereroe mascherato e i robot finì e Spiderman lasciò velocemente il luogo della battaglia appena conclusa.

Clint si alzò dal divano e corse nel bagno, tornando poco dopo con un kit di primo soccorso compreso dell'occorrente per suturare una ferita, e uscì dalla casa, seguito da tutti gli Avengers, che andarono con lui pur non capendo il motivo né di quel gesto né dell'agitazione del compagno supereroe senza. Dopo circa un quarto d'ora si sentì un grande botta e videro Spiderman cadere da una delle finestre del fienile che si trovava in alto, e Clint corse verso il supereroe mascherato. Gli Avengers rimasero indietro mentre Clint si precipitava al fianco di Spiderman e senza fare complimenti gli toglieva la maschera, e gli Avengers sussultarono da quanto giovane era davvero il giovane supereroe. "P- papà ..." Disse a stento il ragazzo, mentre Clint lo controllava da testa a piedi per capire l'estensione delle sue ferite. "Shh ... shhh ... ci sono qui io Peter ... sono qui ..." Bruce allora si fece avanti. "Se tu lo tieni calmo posso provare ad aiutarlo." Si offrì lui, e l'arciere si voltò di scatto guardandolo riconoscente. "Te ne sarei davvero grato Bruce, ti prego ... aiuta il mio bambino ... ti scongiuro ..." Lo pregò Clint, e Bruce gli sorrise incoraggiante. "Farò del mio meglio. Promesso." Disse lo scienziato. Passò un'oretta, durante la quale gli Avengers osservarono Clint parlare dolcemente e a bassa voce al ragazzo, cercando di tenerlo il più calmo possibile mentre Bruce lavorava e di distrarlo dalle fitte di dolore che spesso lo facevano sussultare; tutti erano stupiti, nessuno aveva mai visto Clint con un atteggiamento così ... paterno. Finalmente Bruce si rialzò, e disse "Il ragazzo starà bene, adesso dovrà riposarsi e probabilmente andarci pieno per qualche giorno, ma il peggio è decisamente passato. Ha una specie di guarigione veloce da quanto ho visto, giusto?" Clint si prese un momento per tirare un sospiro di sollievo, poi rispose allo scienziato. "Sì, grazie mille Bruce." "Grazie dottor Banner." Mormorò Peter "E' un onore conoscerla, ho letto tutti i suoi saggi, sono stati tutti molto interessanti." Continuò il ragazzo, e Bruce alzò entrambe le sopracciglia, non era possibile che quello che era solo un ragazzo fosse riuscito a capire i suoi testi, molti scienziati non ci riuscivano, ma d'altronde non era normale che un supereroe fosse così giovane. "Forza." Disse Clint alzandosi e sollevando tra le sue braccia il ragazzo. "Andiamo in casa. Lì potremo parlare tranquillamente di cosa fare."

I supereroi tornarono in casa, ed appena Clint ebbe posato il ragazzo sul divano questo venne attaccato da due su tre dei suoi fratelli minori, che lo coinvolsero in un abbraccio di gruppo. "Peter!" Gridò Lila facendolo irrigidire per il rumore per lui abbastanza forte dato il suo superudito. "Piano Lila, lo sai che è meglio non urlare con Peter." La rimproverò gentilmente Clint, e Lila annuì scusandosi e riseppellendo subito dopo il viso nel petto del fratello. Poco dopo Laura richiamò Cooper e Lila "Venite bambini, i grandi devono parlare." Disse gentilmente, e i due la seguirono riluttanti sapendo di non poter fare altrimenti. "E Peter?" Chiese Cooper mentre si allontanava con la madre e la sorella, e Laura gli rispose "Non preoccuparti."

Gli Avengers aspettarono per quasi un minuto che Clint o Peter si muovessero, insomma, non potevano mica fare certi discorsi davanti a un ragazzino, ma nessuno dei due accennò a muoversi. "Beh?" Fece Tony impaziente. "Cosa?" chiese l'arciere. "Il ragazzo non se ne va? Parleremo di Ultron, sai no, grande minaccia, sicuro non un discorso da fare davanti a un ragazzino." Disse Tony sarcastico. "Mi scusi Signor Stark, ma io ho combattuto Ultron e la sua armata letteralmente meno di due ore fa, non può dire che io debba essere protetto da qualsiasi cosa possiate dire." Disse Peter. Molti Avengers storsero il naso, ma decisero ad ignorare il ragazzo.

Si creò una situazione molto tesa, tutti erano molto tesi cercando il modo migliore per combattere Ultron, ma la calma apparente venne inevitabilmente distrutta quando Peter provò a dare la sua opinione sull'argomento. "Cosa ne vuoi sapere tu? Sei solo un ragazzino, non sai cosa vuol dire essere un eroe." Lo interruppe annoiato Steve, e questo fece sì che sia Clint sia Peter si arrabbiassero. "Come si permette! Io sono Spiderman, letteralmente meno di due ore fa ero sul campo di battaglia, ogni sera vado in città per proteggere le persone normali da minacce quotidiane, rapine, assassinii, rapimenti, stupri, suicidi, di cui voi non vi curate minimamente! E questo dovrebbe rendermi meno eroe di voi? Ma non fatemi ridere!" Esclamò Peter, e gli eroi si resero conto che si erano lasciati influenzare dalle apparenze, poiché quel ragazzo a solo quindici anni era già un eroe almeno tanto quanto tutti loro. 

I'll always be with youLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora