Quando era Spiderman Peter non indossava la maschera solo per nascondere la sua identità, ma soprattutto per nascondere a sua paura, la sua insicurezza, che nascondeva con battute sprezzanti. Peter in fondo in fondo lo sapeva, ma non lo avrebbe mai ammesso a nessuno, non poteva essere un tale peso per qualcun altro. Non per zia May, che già lavorava moltissimo per mantenerlo, non per il signor Stark, che già si era accollato la sua presenza nella torre una volta alla settimana, ma a volte era difficile per lui ricordarsi che le persone a cui teneva gli volessero bene e mettere a tacere la sua insicurezza.
Razionalmente sapeva che sebbene il signor Stark non gli dicesse tutti i momenti di volergli bene e di essere fiero di lui teneva a lui, ma a volte Peter anelava a una rassicurazione da parte del suo mentore. Ma Tony non faceva mai niente del genere, ed ogni giorno le insicurezze di Peter lo soffocavano sempre di più.
Peter si ricordava chiaramente tutte le volte che Tony lo aveva rimproverato, sia per cose più piccole sia per cose più grandi, e ogni volta che faceva qualcosa che riguardava il suo mentore riviveva tutte quelle situazioni per assicurarsi di non fare due volte lo stesso errore, sebbene ad ogni critica si sentiva come se una freccia si fosse piantata nel suo cuore, ma nonostante tutto sembrava non migliorare mai. E così ogni volte che Tony criticava qualcosa che Peter aveva fatto o detto il ragazzo doveva fare un respiro profondo e ricacciare indietro le lacrime. Il ragazzo sapeva di essere troppo sensibile, di comportarsi come un bambino ma non riusciva ad impedirsi di farlo. A volte tutte quelle lacrime che aveva represso sembrava lo stessero per far affogare, ed allora si chiudeva in camera e piangeva, soffocando i singhiozzi nel cuscino. Dopotutto non voleva essere un peso.
Era ancora impresso vividamente nella sua mente il momento in cui Tony gli aveva tolto la tuta, l'unica cosa che lo faceva sentire un vero supereroe e che lo rassicurava del fatto che stava facendo qualcosa di giusto, nonostante le persone che ancora gli gridavano dietro che era una minaccia, che faceva solo danni, nonostante la polizia continuasse a sparargli contro a vista. Ma questo Tony non poteva saperlo. Peter non voleva apparire come un bambino lagnoso che correva dagli adulti ogni volta che si presentava un problema.
Ed era impresso ancora più vividamente nella sua mente lo sguardo deluso dell'uomo quando l'aveva fatto, quel momento in cui gli aveva detto che voleva che Peter fosse migliore di lui; questo per lui era stato un duro colpo: aveva sempre quasi divinizzato la figura di Tony Stark, e quando proprio Tony gli aveva detto che doveva essere migliore di lui per essere abbastanza per Peter era stato come se avesse detto che non lo sarebbe mai stato.
Non aiutava il fatto che Peter fosse una persona che cercava molto il contatto fisico con le persone a cui teneva, mentre Tony non era per niente propenso ad esso. L'aveva reso molto chiaro quando, in macchina dopo essere tornati dal combattimento in Germania, aveva illuso Peter aprendo le braccia come per abbracciarlo, ma quando il ragazzo aveva avvolto le braccia intorno al torso dell'uomo questo si era scostato e l'aveva messo terribilmente in imbarazzo. Dopo questo episodio aveva giurato a se stesso che non ci avrebbe mai più provato. Lo aveva rincuorato il fatto che Tony non sembrava particolarmente espansivo con nessuno.
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Dopo che Peter fu tornato dalla gemma dell'anima tutto fu diverso. La scoperta della morte di May durante i cinque anni che erano apparentemente passati lo aveva sconvolto, ed era stato un po' sollevato quando gli Stark lo avevano preso con loro. Sì. GLI Stark. Plurale. Perché Tony non solo si era sposato con Pepper, ma avevano avuto anche una figlia, Morgan. Una bambina adorabile, normale. Senza superpoteri, né propensione al mettersi in guai che potessero seriamente ferire lei stessa o altri. E questo a quanto pareva la rendeva molto migliore di Peter, almeno agli occhi di Tony. Peter non si aspettava di essere trattato esattamente come lei, dopotutto lei era sua figlia biologica e lui, Peter, era solo uno stupido ragazzino del Queens che gli era caduto tra capo e collo e che lui aveva preso con sé per pura bontà d'animo. Ma ormai erano passati mesi da quando si era trasferito nel grazioso cottage degli Stark in mezzo al bosco, e aveva dovuto osservare impotente Tony, il suo mentore, la sua unica figura paterna e genitoriale in realtà, non era ancora così vicino a Pepper, le dava ancora del lei, dirle che le voleva bene ogni ora, darle abbracci e baci ed affetto ogni volta che la vedeva, dirle che era fiero di lei ad ogni cosa che la piccola faceva, non criticarla mai. Ed allora aveva capito. Non era che Tony non mostrasse affetto in generale, semplicemente non lo mostrava a lui. E questo lo faceva sentire così inadeguato, così solo. Non aveva nessuno. Nessuna spalla su cui piangere, nessuno a cui confessare come si sentisse. E così si chiuse in sé stesso, smise di manifestare i suoi bisogni finché non diventavano critici; smise di mangiare e bere se non quando era strettamente necessario, dopotutto non voleva togliere di più dello stretto necessario agli Stark. Ma mentre Tony era troppo impegnato ad amare sua figlia, la sua bambina, Pepper ed Happy notarono il lento ma radicale cambiamento in Peter, la sua lenta discesa nella fossa che inconsapevolmente si era scavato molto tempo prima. Entrambi cercarono di avvicinarsi al ragazzo per capire che cosa gli stava succedendo, ma lui li respingeva gentilmente ma fermamente. Allora Pepper parlò a Tony, che iniziò a notare anche lui il comportamento di Peter. Ma quando cercò di parlargli Peter lo respinse più fermamente di quanto avesse fatto con gli altri; ma Tony Stark era testardo, ed un giorno mise Peter con le spalle al muro, cercando di costringerlo a parlargli. Non finì bene. Peter fuggì. Tornò a New York. Ma lì scoprì che, dopo cinque anni senza di lui le persone avevano iniziato a non avere bisogno di lui, di Spiderman. Allora si sedette per terra, in un vicolo buio e sporco, con la testa tra le mani ed appoggiata alle ginocchia, e pianse. Non c'era più niente per lui lì, né da qualche altra parte per quanto lo riguardava. Rimase lì in quella posizione per un lasso di tempo imprecisato secondo lui, ma che per Happy sembrò eterno mentre lo cercava disperatamente nel Queens. L'uomo quasi urlò per il sollievo quando, avvicinandosi all'ennesima figura rannicchiata in un vicolo, riconobbe l'incontrollabile massa di soffici capelli castani di Peter. Quasi gli corse incontro, ma lo trovò privo di sensi; mentre veniva preso dal panico cercò di svegliarlo, ma invano; allora, anche se di sicuro Tony e Pepper avrebbero voluto che Peter venisse portato subito a casa loro lo portò a casa sua per parlargli, viste le non ottime conseguenze del tentativo di Tony. Invece mandò loro un messaggio che gli comunicava che Peter era con lui, e le sue intenzioni al riguardo.
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I'll always be with you
FanficUna raccolta di one shots irondad e spiderson scritte da me. Assolutamente non Starker. Nota: non ci sono contenuti sessuali, ma l'ho classificata per adulti per via di altri argomenti molto pesanti trattati in alcune one shots. Ci sono sempre avvis...
