Peter era al settimo cielo. I suoi professori gli avevano detto che se fosse rimasto a scuola qualche giorno alla settimana e avesse fatto del lavoro in più a casa si sarebbe potuto diplomare con un anno d'anticipo. Tuttavia non l'aveva detto alla sua famiglia, gli Avengers e in particolare Tony infatti lo avevano adottato subito dopo la morte di sua zia May, perché voleva fargli una sorpresa. Si impegnò duramente e sacrificò moltissime ore di sonno per studiare senza togliere tempo a Spiderman. In segreto mandò anche la domanda d'iscrizione alla MIT, che si mostrò disponibile a fargli fare il test d'ammissione e conseguentemente a fargli frequentare i corsi in caso lo avesse superato. Ci riuscì. Riuscì a diplomarsi in anticipo. Quel giorno tornò alla Torre quasi volando, ma nessuno gli prestò attenzione, erano troppo occupati a correre dietro al cattivo di turno. Ma Peter né s'impose su di loro né li biasimò per non avergli prestato attenzione, semplicemente si fece da parte silenziosamente.
Qualche settimana dopo Tony trovò tra la posta una lettera della MIT, che aprì senza guardare chi fosse il destinatario, convinto di essere lui; il contenuto della lettera però lo colse totalmente di sorpresa. Diceva:
<<Al signor Peter Parker, congratulazioni per la sua promozione anticipata. Siamo lieti di informarla che ha brillantemente superato il nostro test d'ammissione, e che è dunque invitato a unirsi a noi per il prossimo ciclo di studi.
Lo staff MIT>>
Dovette rileggerla più di una volta per realizzare davvero cosa c'era scritto. Peter, il suo Peter, si era diplomato con un anno d'anticipo, ed era anche stato accettato alla MIT, esattamente come lui; un irrefrenabile moto d'orgoglio verso il figlio lo travolse, seguito subito dopo da una domanda che quasi lo schiacciò: "Perché non ce l'ah detto?" Sussurrò tra sé e sé, mentre un altro centinaio di domande gli affollavano la mente. Non si fidava abbastanza di noi per dircelo? Nessuno di noi lo sapeva o solo io sono stato tenuto all'oscuro? E se sì perché? Subito si precipitò nella sala comune sperando di trovare lì suo figlio, ma gli altri gli dissero che era appena uscito come Spiderman. Vedendo il multimiliardario così sconvolto tutti si zittirono, chiedendosi cosa potesse essere successo per scombussolarlo così, ma Tony semplicemente porse in silenzio la lettera a Steve, che la lesse velocemente sbattendo gli occhi un paio do volte, prima di passarlo a Bucky senza dire una parola. Tutti la lessero in silenzio, fieri del ragazzo ma allo stesso tempo confusi dal perché Peter non gli avesse detto niente, e come nessuno di loro se ne fosse accorto, nemmeno Natasha. Tutto acquistò un senso in quel momento, le notti in bianco che il ragazzo aveva passato a studiare, il fatto che passasse più tempo del solito a scuola, come sembrasse nervoso e preoccupato da un paio di settimane. "Scommetto che ci voleva fare una sorpresa." Disse improvvisamente Natasha, e tutti annuirono. Aveva dannatamente senso conoscendo Peter. "Oddio." Sussurrò Tony, e tutti si voltarono verso di lui. "Cosa?" Disse Steve "Un paio di settimane fa mi aveva detto che doveva dirci una cosa fantastica ma io, pensando che fosse un nuovo film di Star Wars, gli ho detto di andarsene, che avevamo cose più importanti a cui pensare. Era questo. Ci voleva dire che si era diplomato in anticipo. E io gli ho detto che non era importante." Tutti rimasero in silenzio, sentendosi in colpa per come avevano ignorato il giovane supereroe. "Io so come possiamo farci perdonare," Disse tutto ad un tratto Clint, e spiegò la sua idea.
Quando Peter tornò alla Torre dopo tre ore di pattugliamento di sicuro non si aspettava che la sala comune fosse totalmente buia, dopotutto non era così tardi. "Ragazzi? C'è nessuno?" Chiese, e proprio in quel momento le luci si accesero rivelando non solo gli Avengers, ma anche Loky, T'Challa, Shuri e i guardiani della galassia, che gridarono tutti insieme: "Sorpresa!" La stanza era completamente addobbata, c'erano festoni ovunque, e un grande striscione recitava: 'Congratulazioni Peter! Siamo fieri di te!' Il ragazzo quasi svenne per il fortissimo rumore, ma appena riuscì a ricomparsi arrossì. "G-Grazie ragazzi ... ma per cosa?" Chiese il giovane supereroe, evidentemente a disagio nello stare così al centro dell'attenzione. "Per questa, ragazzo." Disse Tony avvicinandosi e porgendogli la lettera. Peter la aprì aggrottando la fronte, ma quando l'ebbe letta sbarrò gli occhi, sollevandogli per guardare il suo mentore, che annuì. "Credo che delle scuse ti siano più che dovute. Peter, ci dispiace per non averti prestato attenzione negli ultimi tempi ..." "No." Disse il ragazzo interrompendolo. "Non avete niente di cui scusarvi. Eravate impegnati a salvare tutti, lo capisco." "Ma Peter ..." Disse Natasha avanzando verso di lui. "Non è giusto. Tu sei importante per noi e non ti abbiamo prestato attenzione. Diavolo, non c'era nessuno per te quando hai preso il diploma," Esclamò arrabbiata, non si sa se per il loro comportamento o per quello che aveva detto il ragazzo, ma appena disse che aveva detto il ragazzo, ma appena disse queste cose Peter si lanciò su di lei abbracciandola. La superspia dapprima fu presa in contropiede dall'azione del giovane ragno, ma dopo pochi secondi lo strinse a sua volta. "E' vero ... ma non importa ... siete qui ora, no?" Natasha annuì contro la sua spalla.
Fu una serata molto piacevole per tutti, in special modo per Peter, che abbracciò uno per uno tutti i membri della sua famiglia. "Già." Pensò il ragazzo mentre stava per addormentarsi. "Proprio una bella sorpresa."
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I'll always be with you
FanfictionUna raccolta di one shots irondad e spiderson scritte da me. Assolutamente non Starker. Nota: non ci sono contenuti sessuali, ma l'ho classificata per adulti per via di altri argomenti molto pesanti trattati in alcune one shots. Ci sono sempre avvis...
