Capitolo 35

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DRAKE


Avevo il cuore spezzato. Nella mia vita era stato così solo due volte: dopo la morte dei miei genitori ed ora con la faccenda con Crystal. Era stata un sciocca scommessa a dare il via al tutto, ma poi l'avevo addirittura dimenticata; mi ero innamorato davvero di Crystal. Lei stessa mi aveva detto che sapeva che non potevo aver mentito sui miei sentimenti, tuttavia era crollata e mi aveva allontanato. Ci eravamo promessi di affrontare tutto insieme. E invece stavamo solo soffrendo ognuno per conto proprio. Troppe cose si erano messe tra noi - e non se n'erano ancora andate - ma ero pronto a starle accanto e aiutarci a superare quello che ci stava accadendo. Ok, di certo non mi aspettavo che dopo il video che Ben e Roy mi saltasse addosso e mi riempisse di baci. Ma non credevo nemmeno che sarebbe addirittura arrivata a lasciarmi. 

Mi mancava. Eccome se mi mancava. Le mie giornate non erano più le stesse senza di lei; io non ero più lo stesso. 

Avevo passato le ultime tre settimane circa a pensare a un modo per riportarla da me... per farle capire che il Drake che aveva visto in quel video non era lo stesso che si era innamorato di lei, per convincerla che tenermi lontano non avrebbe fatto bene a nessuno dei due. 

Le avevo lasciato una settimana per pensare, o qualunque altra cosa di cui avesse bisogno, poi avevo deciso di andare a casa di Zane, che la stava ospitando. Ma ogni singola volta che l'avevo fatto mi gridava dall'altra parte della porta di andarmene, o era il suo amico a farlo per lei quando era in casa. Ero stato tentato più di una volta di spingerlo via ed entrare lo stesso pur di parlare con la mia ragazza (perché per me rimaneva tale), ma sapevo bene che Zane non mi avrebbe reso le cose facili e avrei solo peggiorato la situazione con Crystal. Perciò avevo dato retta al buon senso. 

Dopo il suo ennesimo rifiuto di vedermi avevo deciso di aspettare che fosse lei a farsi vedere, continuando a sperare di incontrarla a scuola. Ma, mentre io non mi perdevo una singola lezione pur di restare nell'appartamento il meno possibile (c'erano troppi ricordi legati a lei che mi facevano male), lei si era rinchiusa in casa. Un solo giorno era venuta a scuola, e quello era stato l'unico in cui io invece ero crollato ed ero rimasto chiuso tra le mie quattro mura a deprimermi. 

Carly e Lola erano andate a trovarla diverse volte, perciò avevo chiesto a loro come stesse, come l'avevano vista, se avesse domandato di me... le loro risposte erano sempre state vaghe. Probabilmente, Crystal aveva chiesto loro di non dirmi nulla e non volevano tradire la sua fiducia. 

Per paura che potesse riferirmi qualcosa Rob, gli aveva persino impedito di vederla.

Era assurdo. 

«Ehi, amico. Credevo volessi venire con me e Carly». Rob mi affiancò. Mi ero praticamente buttato contro il muro di uno dei corridoi della scuola e stavo fumando anche se non era permesso. 

«Non volevo rovinarvi il tragitto romantico da casa a scuola». 

Ridacchiò. «Hai usato scuse migliori di questa, in passato». 

Gli regalai un sorriso tirato e gli lanciai un'occhiato, prima di inspirare altro fumo. Negli ultimi tempi stavo consumando più sigarette di quanto non avessi mai fatto. «Volevo stare solo», ammisi, anche se lui lo sapeva già. 

Lo sentii sospirare e, con la coda dell'occhio, vidi che aveva incrociato le braccia e si era sistemato meglio contro il muro. Una ragazza aprì uno degli armadietti che ci stavano accanto e ci guardò incuriosita, ma bastò il mio "sguardo tenebroso" per farla andare via e non impicciarsi nella conversazione. Per una volta mi era stato utile ad allontanare le tizie, e non ad attirarle. 

«Per quanto ancora vuoi continuare a stare così?»

Lo guardai come se mi avesse chiesto se gli asini volano. «Fin quando Crystal non si deciderà a farsi vedere e a parlare». 

«Drake». Quel tono preannunciò che il mio amico stava entrando nei panni del saggio del villaggio. «Non puoi dipendere da lei in questo modo. Non ti fa bene. Può darsi che lei deciderà di starsene per conto suo ancora per molto. E tu allora che farai? Resterai ad aspettarla e, nel frattempo, a farti del male?». 

«Sì». Feci l'ultimo tiro della sigaretta, spegnendola, ed ebbi stranamente il buon senso di buttarla nel cestino. «L'aspetterò per tutto il tempo che serve, perché io la amo. È con lei che voglio stare, non voglio nessun'altra. E se per poterle parlare devo patire l'attesa, lo farò». 

Scosse il capo, sconcertato. Non poteva credere alle mie parole, e da una parte non lo biasimai. Io stesso, se mi fossi visto con gli occhi di quello che ero prima, non ci avrei creduto. Ma ora le cose stavano così. 

Rob stava per aggiungere qualcosa, ma un mucchio di studenti che correvano verso l'entrata principale attirarono la nostra attenzione. Le loro voci si aggiunsero a quelle che già c'erano, creando più trambusto. Poi, ad un certo punto, il gruppetto si aprì come le acque di Mosè, rivelando le figure di Zane e... Crystal. Quasi pensai che fosse uno scherzo della mia immaginazione, se non fosse stato per il fatto che anche Rob stava guardando nella stessa direzione. 

«È venuta a scuola», mormorai senza preoccuparmi che il mio amico mi avesse sentito o meno. La vidi andare Zane verso gli armadietti ed essere raggiunta da Carly e Lola, che erano spuntate da chissà dove. «Oggi è il suo compleanno». Ed io non ero con lei a festeggiarlo. Fu un boccone amaro da digerire. 

Rob annuì. «Le ragazze stanno preparando una festa a sorpresa per lei. Zane ed io abbiamo dato un piccolo contributo, ma il grosso del lavoro l'hanno fatto loro». 

«Non ne sapevo niente». E lo detestavo. 

I suoi occhi chiari mi stavano rimproverando. «Sei stato molto scostante in questi ultimi giorni. E le poche volte in cui sono riuscito a scambiare qualche parola con te ho preferito mettere da parte il "discorso Crystal"». Lo capivo, ma non completamente. «Vado a parlare e a farle gli auguri». Non mi chiese nemmeno se volevo seguirlo, e gliene fui grato. Tutto quello che volevo era andare da lei, stringerla tra le mie braccia e dimenticare tutto il mondo circostante. Ma in realtà, se mi fossi avvicinato, sarebbe nata solo una scenata... uno spettacolo che non avevo voglia di offrire a tutta la scuola. 

Rimasi solo, a guardare la scena da lontano, come se tutto quello non mi appartenesse. Come se Crystal non fosse stata la mia ragazza, l'unica a cui avevo mostrato tutto di me.

Quando i nostri sguardi si incrociarono mi si mozzò il fiato in gola e il cuore prese a pulsare più forte, mentre dei brividi mi percorsero la schiena. Era come se fossi stato in stand by per tutto quel tempo e Crystal, col suo semplice sguardo, mi avesse risvegliato. Mi aveva ridato la scossa che manteneva in vita. Sentivo di nuovo il cuore battere. 

Ero abbastanza certo che fosse successo lo stesso anche a lei, nonostante i suoi occhi fossero ancora spenti. Era il suo compleanno, ma non la vedevo felice. Faceva fatica persino a sorridere, e la cosa mi fece male. Sapevo di mancarle. E mi sentii in parte responsabile di quel dolore. 

Stavo cercando con tutte le mie forze di interrompere il nostro scambio di sguardi, ma ci pensò Carly a frapporsi tra noi. Si era letteralmente parata davanti a Crystal, impedendomi di vederla. Fu un bene, perché riuscii a scongelarmi e ad allontanarmi. Avevo sperato fino a poco prima di incontrarla e poterle finalmente parlare, ma d'un tratto non mi pareva più il momento giusto. Pensai che sarebbe stato meglio sparire, almeno per quella mattinata. Perciò uscii da scuola prima che chiudessero i cancelli e andai dritto verso la mia auto. Quella sera stessa avevo intenzione di presentarmi alla sua festa, ma prima dovevo andare in un negozio. 

La festa non sarebbe stata l'unica sorpresa che avrebbe ricevuto. 

Mi migliori la vita || 1La tua prossima ossessione. Scoprilo ora