Capitolo 24

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⚠️ Non perdete la sorpresa che pubblicherò domani, 2 maggio, a mezzogiorno. Sarà una cosa molto interessante, fidatevi. ⚠️

Buona lettura.🌸








CRYSTAL 


Quando aprii gli occhi ci misi un po' per mettere a fuoco quello che mi circondava, ma avevo capito dove mi trovavo ancora prima di svegliarmi. 

Non ero riuscita a sollevare le palpebre per diverso tempo. Tuttavia, quando in alcuni momenti mi era capitato di riprendere i sensi ero riuscita a sentire cosa mi accadeva intorno. E avevo ascoltato attentamente anche le parole di Drake. Non lo odiavo, non ce l'avevo con lui, perché non era stata colpa sua se un pazzo mi aveva fatto del male. Ero stata io a decidere di gettarmi in pasto ai lupi per impedire che i miei cari venissero sbranati. Ed ero stata io a nascondergli - e avevo sbagliato - quello che stava succedendo. 

Drake non doveva prendersi la responsabilità di niente. Volevo proteggermi, ma non era un supereroe. Non poteva arrivare sempre al momento giusto, prima che mi capitasse qualcosa di brutto. Era un essere umano, dopotutto. 

Girai la testa e lo vidi seduto sulla poltrona accanto alla finestra - non sapevo che ore fossero ma il cielo era scuro - in una posizione scomoda. Aveva una gamba che pendeva dal bracciolo e l'altra era stesa davanti a lui. Un braccio gli cadeva lungo il corpo addormentato, mentre l'altro era piegato e il mento era miseramente appoggiato sulla sua mano, che alla fine cedette e cadde sul bracciolo. Ora la testa gli penzolava, ma ciò non riuscì a fargli aprire gli occhi. Doveva essere esausto... 

Non sapevo se restare a guardarlo in silenzio o dire qualcosa per farlo svegliare. Alla fine scelsi la seconda opzione: avevo bisogno di lui. 

«Drake?». La voce mi uscì così bassa che quando si svegliò pensai che mi avesse sentita il suo cuore, e non le sue orecchie. 

Puntò lo sguardo su di me e i suoi occhi divennero la cosa più luminosa in quella stanza. Erano i fari che mi guidavano in quel mare tempestoso e assalito dalla nebbia nella notte oscura che stavo vivendo. 

«Crystal». Sorrise e saltò in piedi per raggiungere di corsa il mio letto. Ci fissammo per un po', poi Drake si chinò per baciarmi la fronte. «Sono così felice di vederti sveglia». Con le labbra scese sul naso, mentre con una mano cominciò ad accarezzarmi i capelli. «Ero così spaventato». Mi baciò entrambe le guance ed io gli intrappolai la faccia tra le mie mani per guardarlo dritto negli occhi, in cui vidi un bagliore di speranza tra tutta quella paura di perdermi.

Decisi di fargli capire che avevo sentito le parole che mi aveva detto non so quanto tempo prima, e gli risposi. «Non devi pensare che tutto quello che è successo sia colpa tua. Ti ho fatto credere che i miei timori fossero meno rilevanti di quanto invece erano. Non sono riuscita a parlarti della mia ultima conversazione con Ben e ti ho nascosto le mie intenzioni quando sono uscita da quella porta. E mi sono assicurata che credessi alle mie bugie. Ben era determinato a farmi del male e a colpire te, e ci sarebbe riuscito in ogni caso. Nulla avrebbe gli impedito di andare avanti col suo piano assurdo e contorto. Quindi non incolparti e non supplicare il mio perdono, perché io non ho nulla da perdonarti. Mi hai capito?». Volevo che se lo mettesse bene in testa.

Dopo avermi osservato per quello che mi parve un minuto intero, annuì e sollevò un angolo delle labbra. Non c'era bisogno di aggiungere altro. «Mi sei mancata». E mi baciò, in modo forse troppo passionale per il momento. Eppure mi parve così giusto. 

Mentre la sua bocca toccava la mia, le nostre lingue danzavano insieme e i nostri fiati si mescolavano, mi sembrò di respirare davvero per la prima volta dopo tutto quello che era successo. Sentivo il costante bisogno di lui e di ciò che aveva da offrirmi, in particolare in quel momento. 

Mi migliori la vita || 1La tua prossima ossessione. Scoprilo ora