Capitolo 4

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Buona lettura.

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DRAKE


Avevo fatto fatica a dormire. Per tutta la notte mi ero chiesto perché diavolo avessi baciato Crystal e perché morissi dalla voglia di rifarlo. Non la conoscevo. Non sapevo niente di lei, a parte che era insopportabile, eppure mi sentivo attratto da lei. Magari la bugia che le avevo raccontato era vera: avevamo solo bisogno di sfogarci. 

Ma allora perché ripensavo a lei, tutta bagnata e con quella maglietta che le faceva da seconda pelle? 

Cercai di dare una risposta a quella domanda, giustificandomi con gli ormoni. In fondo, Crystal era una bella ragazza ed io ero pur sempre un ragazzo attratto dal gentil sesso. 

Quella mattina mi alzai presto, dato che non facevo altro che rigirarmi nel letto. Fortunatamente, la mocciosa non si era ancora svegliata, così mi sbrigai ad entrare in doccia prima che lei occupasse il bagno. Sapevo quanto ci mettevano le femmine a imbellettarsi. 

Scelsi di aprire l'acqua fredda, per placare i bollenti spiriti che stavano ancora dominando il mio corpo, e cercai di non pensare alla mia coinquilina. Di non immaginarla, più che altro. Ci stavo quasi riuscendo quando, d'un tratto, sentii bussare forte alla porta del bagno. 

«Drake, sbrigati! Devo lavarmi anch'io!», sentii gridare dall'altra parte. 

Oh, no! Non immaginarla sotto la doccia!

Presi un grande respiro e mi strofinai ripetutamente la faccia, fingendo di non averla sentita. Peccato che era alquanto impossibile, data la forza con cui picchiava la porta. Quasi mi venne il dubbio che l'avrebbe sfondata. «So che mi stai sentendo!»

Sbuffai e mi insaponai, cercando di non far finire il sapone negli occhi. «Sei una rompipalle! Lasciami in pace, tra poco esco!»

«Ma è tardi!»

Avevo capito che voleva solo infastidirmi, ma non mi lasciai intimorire. Sentii i suoi passi allontanarsi e sorrisi soddisfatto. Me la presi con calma, sicuro di averla fatta spazientire. Uscii dalla cabina doccia e mi misi un asciugamano attorno alla vita, tanto per godermi il suo imbarazzo quando mi avrebbe visto. Mi ero accorto che non disprezzava il mio fisico e volevo giocarmi bene questa carta. 

Aprii la porta del bagno e la vidi sul divano, intenta a mangiare qualcosa. Evidentemente mi aveva sentito, perché si alzò di scatto mentre esclamava: «Ce l'hai fatta!», ma si bloccò quando mi vide praticamente nudo e bagnato. Era diventata rossa come un peperone e sembrava che non respirasse più. 

Sorrisi compiaciuto e le schioccai due dita davanti al naso. «Tutto bene?»

Finalmente si riprese. Mi regalò un'espressione accigliata quando capì il mio giochetto e mi spintonò per poter entrare in bagno, senza dire una parola. Sul tavolino notai il tramezzino che si era preparata, ma che non aveva ancora toccato, così decisi di mangiarlo prima di andare a vestirmi. 

Gli diedi un morso nell'esatto momento in cui sentii delle grida. «Che succede?», chiesi allarmato. 

«È fredda! Avresti potuto avvisarmi!»

Mi migliori la vita || 1La tua prossima ossessione. Scoprilo ora