Capitolo 1

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Buona lettura.

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CRYSTAL

Il fastidioso suono della sveglia sul mio cellulare mi fece spalancare gli occhi all'istante, buttandomi quasi giù dal letto. Ogni mattina mi maledivo per aver scelto una musichetta del genere. Eppure, quello era l'unico modo per farmi svegliare. Eccetto quando la mamma, dalla cucina, gridava che aveva preparato le ciambelle per colazione. Lo faceva solo nelle giornate speciali o quando c'era qualcosa da festeggiare, quindi in quelle occasioni mi precipitavo subito fuori dal letto per ingozzarmene.

Ma, ahimè, quella mattina non c'era nessuna ciambella ad aspettarmi.

Erano appena le otto ed io dovevo ancora finire di sistemare le valige. Quel giorno era importante: entro poche ore la mia vita sarebbe cambiata, in un modo o nell'altro. Stavo per trasferirmi a New York, da sola. E con "sola" intendo senza mia madre, che aveva deciso di non seguirmi e di restare dove aveva messo radici, a Boston.

Era da quando avevo sedici anni che sognavo di andare a vivere per conto mio. Adesso che ne avevo compiuti diciotto non riuscivo a credere che stavo davvero per farlo. Per quanto volessi nasconderlo, un po' ansiosa lo ero. Stavo per frequentare una scuola completamente diversa dalla mia, in una città del tutto sconosciuta. Avrei condiviso il mio nuovo appartamento con una ragazza che avevo conosciuto in estate e sentito qualche volta su Skype. Si chiamava Carly ed era venuta in vacanza a Boston per un paio di settimane. A parte che viveva a New York e che aveva origini norvegesi, sapevo ben poco di quella ragazza, ma era stato grazie a lei che avevo trovato un tetto sotto cui stare con così tanta facilità. Sin da subito mi era sembrata simpatica e affidabile, quindi mi ero detta: "Perché no?".

Mia madre aveva più volte provato a farmi cambiare idea, ma non ci era mai riuscita. Ormai avevo preso la mia decisione e niente mi avrebbe fermata. Volevo allontanarmi il prima possibile da Boston, che era diventata soffocante. Quella città mi portava alla mente più i momenti brutti che quelli belli, e non riuscivo più a sopportarlo.
Cambiare posto mi avrebbe aiutato a dimenticare tutte le cose orribili dette dai miei coetanei quando ero piccola. Muovermi per le stanze di una casa tutta nuova forse non mi avrebbe più ricordato quando tentavo di nascondermi dalla furia spaventosa di mio padre.

Volevo andarmene da Boston con una certa speranza.

Mi si spezzava il cuore a lasciare mia madre da sola, ma sapevo che era forte e che ce l'avrebbe fatta anche senza di me. Ci saremmo viste appena mi sarebbe stato possibile e ci saremmo sentite tutti i giorni; non l'avrei di certo abbandonata.

Persa nei miei pensieri, sistemai le ultime cose nella valigia, corsi sotto la doccia e poi mi vestii. Quando terminai mi guardai allo specchio. I miei occhi non sembravano più tanto spenti e spaventati all'idea di incrociarne degli altri sconosciuti, il sorriso sulle labbra mi diceva che potevo farcela. La camicia bianca che avevo deciso di indossare mi risaltava il petto in maniera adeguata e i pantaloni mi cadevano aderenti sui fianchi e sulle gambe. Dopo tanti anni passati a disprezzare il mio corpo, adesso riuscivo a guardarmi senza aver voglia di vomitare. Era stata dura accettarmi, dato ciò che avevo passato, ma alla fine ce l'avevo fatta. Ero orgogliosa e soddisfatta di me stessa, finalmente.

Mi migliori la vita || 1La tua prossima ossessione. Scoprilo ora