Capitolo 7

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CRYSTAL


Dopo scuola, mi ero rifugiata in camera mia per evitare di vedere Drake. La professoressa di scienze aveva già assegnato un capitolo da studiare, così avevo deciso di approfittare della mia ''fuga da Drake'' per portarmi avanti con lo studio. Passarono un paio d'ore o poco più prima che terminassi.

Chiusi il libro e lo stomaco prese a brontolare, così decisi di andare a farmi un panino. Attraversai il salotto senza incontrare il mio coinquilino e ne fui contenta, almeno fino a quando non lo vidi in cucina. Aveva appena preso una birra dal frigo e mi stava fissando in silenzio. Non volevo dargli troppa retta, perciò abbassai lo sguardo e cercai tutto il necessario per prepararmi da mangiare. 

Presi il pane e un coltello. Peccato che mi ero distratta e, invece di tagliare il pane, mi tagliai un dito. «Merda!» 

«Cos'è successo?». Vidi Drake abbandonare la birra sul tavolo e avvicinarsi a me, allarmato. 

Lanciai un'occhiata sul dito ferito e lui fece lo stesso. «Mi sono tagliata».

«Sei proprio una sbadata», sussurrò mentre controllava la ferita. Nella sua voce non percepii malizia, perciò non dissi nulla. «Niente di grave. Il taglio non è profondo e non stai perdendo molto sangue». Frugò in un mobile e ne tirò fuori la valigetta del pronto soccorso, spiegandomi poi che il signor Smith voleva che ci fosse in tutti gli appartamenti. Osservai Drake mentre prendeva il disinfettante e un cerotto. Mi stava medicando con tanta accortezza e dolcezza ed io mi ero imbambolata su di lui come una stupida. 

Quando terminò, mise a posto la valigetta e mi sorrise. Era un Drake totalmente diverso dal solito e non sapevo se insospettirmene o meno. «Vai meglio ora?»

Mi schiarii la gola e distolsi lo sguardo. «S-sì, grazie».

«Dovremmo fare la spesa: la dispensa è praticamente vuota e quel poco che c'è non ci basterà per molto». Nel frattempo prese il pane e tagliò un paio di fette, prima di darmele e sorridermi ancora. A che gioco stava giocando? O meglio, lo stava facendo o voleva solo essere gentile?

Lo ringraziai e misi tra le fette di pane quel che era rimasto: tonno in scatola e un po' di insalata. In tutto ciò, sentivo ancora lo sguardo di Drake puntato addosso e stavo cominciando a sentirmi in imbarazzo. Stavo per andare in salotto, quando d'un tratto mi chiese: «Perché l'infinito?», e con la testa indicò il mio polso destro.

D'istinto lanciai uno sguardo al mio tatuaggio, poi lo riportai su Drake. Scrollai le spalle. «Ce l'ho da quando avevo sedici anni. A quell'epoca stavo frequentando un ragazzo che credevo di amare follemente. Mi aveva convinta che il nostro "amore" era infinito e sciocchezze varie. Quando mi aveva proposto di tatuarci insieme questo simbolo mi era sembrata una splendida idea, così avevo accettato senza pensarci troppo. Ad oggi me ne pento, ma ormai c'ho fatto l'abitudine».

«Puoi sempre coprirlo con qualcos'altro», propose. Non potevo credere che stessimo conversando davvero; gli avevo raccontato una piccola parte del mio passato e lui mi aveva ascoltata.

Scossi le spalle. «Dopotutto, mi piace. È un errore che mi ricorderò di non ripetere».

Si avvicinò e il panino che avevo ancora in mano mi cadde sul tavolo. «Se può consolarti, anche io in passato ho avuto una relazione che non è finita nel migliore dei modi».

Lo guardai stupita. Non riuscivo ad immaginarlo con una ragazza accanto per più di un giorno. Da quel che mi aveva raccontato Carly, sapevo che era stato con Virginia per diverso tempo, ma era palese che non fosse la stessa cosa. 

Mi migliori la vita || 1La tua prossima ossessione. Scoprilo ora