Tutto il giorno ad aspettare. Una giornata particolarmente... stressante. Stamattina, Angi non mi ha rivolto la parola, comprensibile, l'ho lasciata stare; a lavoro è stato normale, ma col triplo delle cose da fare; poi sono tornato a casa, ho trovato i miei... ex-suoceri che aiutavano Angi a prendere un po' delle sue cose ed è stato il momento più terrificante di tutti. Suo padre non era particolarmente felice di me già dal principio, ora? Ora, mi ha spinto contro il muro e mi ha espressamente detto che vorrebbe vedermi morto. "Sottoterra. Ecco dove devono stare i froci come te.". Dopo anni, mi ha ricatapultato con una sola frase nella paura di essere preso a botte, o di finire morto in un fosso. Ed ero terrorizzato nell'entrare in bagno, farmi una doccia e trovarmi un canna mozza puntato in faccia. Non è successo, grazie a Dio, però, mentre mi vestivo, mi ha insultato con una serie di epiteti fantasiosamente inquietanti, mi ha chiesto se avessi l'AIDS e mi ha "gentilmente" invitato a prenderlo e ad ammazzarmi da solo, che intanto la mia vita è sprecata, che tolgo solo dell'ossigeno alle altre persone. Poi, si è incazzato ancora di più, non so bene per cosa, e mi ha praticamente cacciato da casa mia a spintoni. Tanto sono dovuto rientrare lo stesso con le mie chiavi perché dovevo prendere il portafogli. E anche un po' per provocarlo.
Però ora sono fuori e non mi sono mai goduto così tanto la mia vecchia bicicletta tutta scassata come adesso. E potrebbe essere pericoloso condurre una bicicletta con una mano sola, ma l'altra è impegnata a tenere i fiori. E sì, ho comprato dei fiori a Da. Non so se sia una buona idea, ma è l'unica che mi è venuta in mente.
Anche chiudere il lucchetto della catena senza rovinare queste stupide rose rosse si rivela una piccola sfida, ma riesco a gestirla e finisco per specchiarmi nel portoncino di casa sua. Sembro un po' un coglione con tutta questa roba. E sto facendo tutto questo senza averci ragionato un solo secondo, ma che cavolo mi prende? In realtà, sono quasi tre anni che ci penso. Certo è che, da quando questa possibilità si è fatta reale, ho fatto tutto secondo l'istinto. Sospiro, diamoci una regolata, non facciamo casini e speriamo che non si incazzi, anche se non vedo il motivo per cui dovrebbe farlo. Citofono e lui apre senza neanche chiedere chi è.
Entro, salgo le due rampe di scale e lo trovo sulla porta, ad aspettarmi.
«Hey» mi dice, con un sorriso.
«Ciao» rispondo, poi tiro fuori i fiori da dietro la mia schiena.
«Cosa sono quelli?» chiede, con un'espressione piuttosto stupita.
«Fiori...» mormoro. Logico che sono fiori, cosa devono essere? «Per te» continuo, per cercare di salvare la situazione.
«Oh, e mi merito dei fiori?» domanda, ancora. Annuisco e lui ridacchia, prendendomi per un braccio e tirandomi dentro casa. Sono uno stupido imbranato, devo fare qualcosa per... non fare una figura di merda, ecco. Mi sporgo leggermente per cercare di dargli un bacio, ma mi blocca con una mano sul petto. «Hey, hey... non do baci a uomini impegnati»
«Io e...»
«No, ascolta, c'è anche Feli. È sveglio e pimpante e non sull'orlo del suo coma notturno. Se ti vede baciarmi, non ho idea di come possa reagire, ha quattro anni, è troppo piccolo per vedere dei limoni. Non è né il posto, né il momento di... wo, di baciarmi, comprendilo.» continua, interrompendomi. «Ne parliamo bene dopo» precisa con un dito alzato.
«Dado!» squittisce proprio il sopracitato infante, dalla cima delle scale della mansarda. Lo sento scendere di corsa, mi appare davanti e, in men che non si dica, mi prende per mano e mi trascina senza tanti fronzoli nella stanza dei giochi. «Ecco, nonna mi ha preso questa, guarda che bella» mi spiega, indicandomi la sua nuova pista di macchinine.
«Wow, hai ragione»
«La vuoi provare?»
«Certo». Si siede sul tappeto e mi invita a fare lo stesso, battendo la mano a terra. Lo assecondo e mi metto di fianco a lui, accettando la macchinina rossa fiammante che mi sta porgendo.
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I'm Alright
Romance[Seguito di Corda Del Sol] Adam è combattuto. Dopo la perdita di Daniele, vorrebbe rimanere nella sua comfort zone e lasciarsi scorrere la vita addosso, per essere sicuro di non soffrire più. Allo stesso tempo, la solitudine inizia a stargli stretta...
