«Sei nervoso?»
«No» esalo, con una voce strozzata. Assolutamente no, non sono per niente nervoso. Perché mai dovrei essere nervoso? Non c'è mica da essere nervosi.
«Sei nervoso»
«Sì, aiuto. Andiamocene, scappiamo, facciamo una cosa solo noi due. Accetto i testimoni. E Feli.»
«Non esiste, tutto quel ben di Dio non è rimborsabile» mi rimbrotta Da. «Siamo in ritardo, inoltre»
«Sono nervoso»
«Capisco che la sposa sia sempre in ritardo, però...». Gli lancio un'occhiataccia.
«Oggi, almeno oggi, almeno tu evita le battute sulla sposa. Sposo uno e sposo due»
«Fai molto "sposo", effettivamente.» conferma. Mi guardo quello che posso guardare: il completo è messo a posto e incredibilmente non è ancora tutto spiegazzato, le scarpe sono allacciate, la camicia bianca dentro i pantaloni, la cravatta me l'ha messa lui e so che è a posto, anche se mi strozza un po'. Tiro giù il parasole e mi controllo i capelli: come devono essere, decenti, ordinati, puliti e tagliati. Che ansia.
«Perché abbiamo fatto questa cosa tradizionale? Parenti e amici? Dovevamo invitare quattro gatti, invece c'è un intero gattile»
«Tradizionale? È un'unione civile, non c'è nulla di tradizionale. Poi abbiamo rinunciato a un sacco di cose "tradizionali"»
«Tipo, cosa?»
«Tuo padre che ti accompagna all'altare.»
«Mio padre non l'avrebbe mai fatto. E nemmeno io.»
«Mio padre che mi accompagna all'altare.»
«Riuscireste a litigare in dieci metri di marcia»
«Il lancio del bouquet»
«Per favore...»
«Il lancio della giarrettiera»
«Peggio del bouquet»
«Non capisco, è una bella giornata»
«Assolutamente»
«E allora che hai?»
«Avrei preferito un giorno più tranquillo in cui far incontrare tuo padre e mio nonno...»
«Sono in due tavoli diversi»
«Ma allo stesso matrimonio. Allo stesso matrimonio omosessuale. Al nostro matrimonio omosessuale» mormoro, completamente impanicato. «Abbiamo messo i tuoi genitori allo stesso tavolo, perché l'abbiamo fatto? Ci saranno Giovanna, tuo padre e tua madre. Tutti e tre, insieme»
«Rilassati, per piacere.» mi dice, scuotendo la testa. «Mia madre è a uno stadio zen avanzato. È più probabile che io litigherò con mio padre»
«Non litigare con tuo padre, ti prego»
«Ci provo, ma non prometto nulla» borbotta. «Tu hai insistito per invitarlo, io avrei fatto a meno della sua ingombrante e non voluta presenza»
«Mi sono proposto davanti a lui. E anche se fosse, non potevamo non invitare tuo padre al tuo matrimonio.»
«Potevamo eccome. E invece tu hai fatto preparare la partecipazione anche per lui, senza il mio consenso.»
«Avevo una piccola speranza, in fondo al cuore, che desse buca»
«Mi sa che le presenze normodotate della famiglia gli abbiano messo un po' di pressione» risponde, scuotendo le spalle.
«Non sono per niente pronto a sopportare così tanti Loduca nella stessa occasione. In un'occasione in cui io sono il protagonista. Non sono pronto nemmeno a sopportare così tanti Shadid.»
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I'm Alright
Romansa[Seguito di Corda Del Sol] Adam è combattuto. Dopo la perdita di Daniele, vorrebbe rimanere nella sua comfort zone e lasciarsi scorrere la vita addosso, per essere sicuro di non soffrire più. Allo stesso tempo, la solitudine inizia a stargli stretta...
