Sospiro, povera Anna, tutte a lei.
«È più bello il libro...» mormoro.
«Sh...» mi zittisce Da, facendomi segno con la mano. È super interessato al film e non mi ha permesso di dire neanche una parola, despota che non è altro. Chissà perché abbiamo voluto farci del male così e guardare Anna Karenina. Tanto so già come va a finire, ho già letto il libro, almeno due volte. Forse non è stata una grande idea tornare in Russia. Prima rileggendo "Le Notti Bianche" di Dostoevskij, ora con Tolstoj, ho una gran tristezza addosso.
Lo squillo del cellulare mi distrae dall'aristocrazia russa del tardo Diciannovesimo secolo. Da sbuffa e stoppa il film, io prendo il dispositivo e la videochiamata di nonno mi spaventa. Perfetto, ora ha anche scoperto come si usa la fotocamera frontale.
«Oh, questa...! Ah, eccoti!» esclama, con gli occhi ridotti a una fessura. «Guarda la zia cosa mi ha insegnato a fare... le videochiamate... prima ho fatto una prova con papà... ma quello cosa vuole capire...» brontola. Ridacchio. Classico di nonno. Uno degli zii che cerca di insegnargli qualcosa, lui che se la prende con papà per una motivazione casuale.
«Ciao, nonno» gli dico, con un mezzo sorriso. Con la coda dell'occhio, noto Da con un'espressione interrogativa, ma per evitare domande scomode lo ignoro. Sento già i "dove sei?", "con chi sei?", "che ci fai con Dario?" e "perché non sei con Angelica?". Per carità.
«Ciao Adam, come va?» mi chiede.
«Normale, tutto liscio...voi?»
«Noi bene, al solito. Digiuni, sì?»
«Sì, tranquillo, che digiuno...»
«Ecco, bravo, non fare come quello scappato di casa di Salem, che mette le... come si chiamano... storie con la pasta... non digiuna neanche più, cosa bisogna fare...?» domanda retorico, scuotendo la testa. Rido di nuovo. Bullismo contro Sal, classico anche questo.
«Massì, nonno, lascia perdere»
«Sì, hai ragione, lasciamo perdere. Tutto tempo sprecato, cosa me la prendo con quello lì...?»
«Hai cambiato occhiali?» gli chiedo, notandone un paio meno pataccone dell'ultimo. Cambiamo argomento, per favore.
«Ah, sì, guarda, divento più cieco ogni giorno che passa...» borbotta, mostrandomi la sottile montatura nera in alluminio. Ok, sono molto meglio degli ultimi.
«Sono più belli degli altri»
«A me piacevano anche gli altri, ma non ci vedevo veramente più niente. Potevo cambiare solo le lenti, ma nonna mi ha detto di cambiare anche montatura già che c'ero. Sempre pronta quando si tratta di spendere e spandere»
«No, dai, questi sono più belli, più eleganti...». Fa una smorfia dubbiosa e se li rimette sul naso, poi si mette a posto quei quattro peli che ha in testa.
«Cosa vuoi per l'Eid come regalo?»
«Niente, non voglio niente, sta' tranquillo...»
«Ma come niente? Non esiste. Non iniziare a fare quello che non festeggia e non fa cose. Sei sempre a lavorare, già sono poche le occasioni di festa, almeno goditele...»
«Massì, lascia stare, non mi serve nulla...»
«Ah, quante cose ti servono, Adam! Una casa di proprietà, in primis. Un'auto, giri ancora con quella carretta scassata. Almeno comprati una bicicletta nuova, ormai non costano niente...»
«Non ne ho bisogno, finché campa quella...»
«Me la ricordo io, quella bici! L'ho comprata io a tuo padre quando mi ha detto che andava tutte le mattine a piedi in università. È più vecchia di te, è ora di cambiarla. Meglio con un'auto, calda quando fa freddo, fresca quando fa caldo. Ti compro una macchina se vuoi»
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I'm Alright
Romantik[Seguito di Corda Del Sol] Adam è combattuto. Dopo la perdita di Daniele, vorrebbe rimanere nella sua comfort zone e lasciarsi scorrere la vita addosso, per essere sicuro di non soffrire più. Allo stesso tempo, la solitudine inizia a stargli stretta...
