Menù di pesce

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«Ciao» mi dice papà con un sorriso, sedendosi davanti a me.

«Hey» gli rispondo, scettico. Questa cosa è molto strana. Molto, molto strana. Mi ha invitato fuori a pranzo. In settimana. In un bar. Solo io e lui. L'Apocalisse è vicina, lo sento.

«Come va?»

«Va»

«Anche a noi va.»

«Ti ha mandato mamma?» chiedo, puntando tutto sull'unica spiegazione possibile che mi sono dato. Papà e mamma? Sono sposati, è normale che ci sia dialogo. Io e mamma? Mamma mi estrapola le informazioni con quei suoi giochi psichici che non ho ancora capito. Papà e Sal? Sal parla, papà ascolta e dà dei consigli. Mamma e Sal? Un amore interminabile. Io e papà? È più rumorosa una stanza piena di sordomuti.

«Assolutamente sì» esala.

«State divorziando?»

«Ma che dici?» domanda retorico. «Non abbiamo divorziato al tuo coming out. Non abbiamo divorziato quando Sal... quando Sal. Non divorziamo mai più, le abbiamo passate tutte. Ora che non ci siete voi, poi, possiamo decidere noi se e quando caricarci dei vostri problemi»

«Grazie tante» brontolo.

«Ma per favore. È il sogno di ogni genitore vedere i figli andarsene di casa. E chi dice il contrario è solo un ipocrita»

«Non ne ho idea, non ho questo gran istinto paterno.»

«E questo proprio non lo capisco, onestamente. Eri gay... cioè, lo sei ancora –e di questo ne dobbiamo parlare­– e ok, lo posso comprendere. Non puoi fare figli, ma...»

«Papà, non sono sterile, solo gay...»

«I tuoi rapporti sessuali erano sia gay, sia sterili. E non hai un utero in cui farti impiantare un ovulo, quindi anche quest'opzione è da scartare...». Sbuffo una risata, poi lui fa per dire altro, ma il cameriere interrompe la conversazione, prendendo le nostre ordinazioni. «Dicevo? Ah, sì. Niente figli da una coppia gay, ma con Angelica, insomma...»

«Volete diventare nonni?»

«Non sarebbero male un paio di nipotini. Non di più, eh. Però non sarebbe male»

«E avete deciso di puntare sul figlio omosessuale?»

«Immaginati Salem padre, per favore. Almeno tu la testa sulle spalle ce l'hai, i problemi arrivano sotto la cintura». Rido, di nuovo, papà è esilarante. Papà e mamma come "nonno" e "nonna" non ce li vedo proprio. Io come "papà" non mi ci vedo proprio, ecco. Mi sento ridicolo a giocare con Felice, quando lui stesso me lo chiede. «Sì, insomma... prima o poi, se vuoi continuare con Angelica... un figlio non sarebbe male. Quando avevo la tua età, avevi già dieci anni»

«Perché voi siete stati precoci»

«E tu sei lento. Figli, Adam, il tempo scorre»

«Mi metti ansia...» mormoro. Non ho intenzione di fare un secondo coming out con lui, perché cavolo è andato a tirare fuori la storia dei figli? Proprio adesso che ho mollato Angelica, l'unica ragazza che abbia mai frequentato e l'unica vagina che abbia mai visto.

Lui sospira e si passa una mano nei capelli. «Scusa» brontola, roteando gli occhi al cielo. «In realtà questo discorso è proprio tutto il contrario di quello per cui ti ho invitato a pranzo. Per cui mamma ti ha invitato a pranzo, ormai sono solo un burattino»

«Se voleva parlarmi perché non è venuta lei?»

«Perché ha pensato che se avessi parlato con me, avresti recepito di più le parole»

I'm AlrightLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora