«Hey, vieni qui» mi sussurra Da, tirandomi per un fianco e appoggiandomi le labbra contro l'orecchio, per poi tirare un rutto. Un signore, veramente. L'emblema del romanticismo.
«Un gentleman...» borbotto, mentre lui scoppia a ridere. Non so esattamente quale parte del corredo genetico Loduca sia responsabile di questa aberrante passione per le emissioni d'aria, ma Dario potrebbe cantare tutta la Tosca ruttando e Felice li trova esilaranti, rendendo ogni dopo cena una sinfonia di rutti. Dei barbari.
«Comunque la pasta era ottima» asserisce, dandosi una pacca sullo stomaco. Annuisco, davvero speciale. Ho pagato un occhio della testa, ma ne è valsa la pena, quei paccheri erano la fine del mondo. «Il vino una merda»
«Perché hai voluto osare, se avessi preso una roba che sapevi essere buona, non avresti detto così» ribatto. È andato a prendere un vino che non aveva mai provato. Per essere sicuri che questi tipi sappiano fare un buon vino, ha detto. Bhe, evidentemente non è così, visto che al primo assaggio ha fatto una faccia buffissima, che esprimeva tutto tranne che piacere. Il cameriere non se l'è data, Da ha detto che andava bene e, appena il ragazzo se n'è andato, si è sporto verso di me, dicendomi "questo non è vino, questa è benzina". Ha sempre avuto un rispetto stratosferico per chi lavora nella ristorazione, quando entra in un bar, o in un ristorante, è l'unico momento in cui smette di essere se stesso e dire ciò che pensa, diventando il più docile degli agnellini. Dario è una creatura strana, riesce a trasformare la più piacevole delle serate in un'apocalisse, oppure tornare a casa da una giornata di merda con un sorriso a trentadue denti. Molto lunatico e... trasformista. Si sa adattare perfettamente a qualsiasi situazione, dalla più informale alla più elegante. Davvero straordinario.
«Eh, ma ho capito, sembrava buono, decantato dal tipetto lì. Mi sono fatto inculare, altroché...» si lamenta. Ridacchio, evitando per un pelo una bambina, un momento prima che mi investa nella sua fuga dalla madre.
«Così impari a provare roba nuova...»
«Oh, ma per piacere! Mister "acqua naturale, grazie"!» esclama, indignato. Credo che l'unica sua croce per quanto riguarda avere una relazione con me sia il mancato bere condiviso. Una vita intera che spaccia come verità assoluta il suo "quando si è brilli, si scopa molto meglio". Non troppo ubriachi, se no metti incinta qualche ragazza. O ti prendi la sifilide. Non troppo sobri, altrimenti te la godi a tre quarti. Inutile dirlo, non è mai stata una filosofia condivisa da parte mia.
«Comunque... questo posto... è bello» mormoro. Non ero mai stato in Puglia. Un po' troppo lontana, un po' troppo fuori rotta. Nelle due settimane di ferie coi miei, una la passavamo sempre a Tunisi, l'altra ce la riservavamo per noi quattro. E, siccome tendenzialmente la macchina rimaneva a Malpensa, optavamo per luoghi che avessero dei voli diretti da o per Tunisi. L'unica volta che non siamo andati in aereo, siamo stati in Sicilia, poi abbiamo preso un traghetto verso l'Africa. Progetto che abbiamo abbandonato l'anno dopo, visto che mamma aveva passato tutto il ritorno in nave china sul gabinetto a vomitare. Onestamente, con Da avevamo sempre optato per altre mete. E non capisco il perché, questo posto è fenomenale.
«Certo, che è bello» mi risponde, sorridendo, poi mi accarezza piano il fianco su cui è appoggiata la sua mano. In questa settimana mi sono divertito. Essere senza Felice ci ha liberato dal ruolo di papà e di fidanzato di papà e siamo un po' tornati Da e Dado. Questi otto mesi circa di relazione sono stati particolari. Un po' fuori dalle aspettative, diciamo. La mia routine è stata stravolta, soprattutto perché preparare tre colazioni diverse, alle sette e quarantacinque, mentre Dario litiga con Feli sul cosa indossare è una faticaccia. Il mio più grande errore è stato scordare di chi è figlio Felice e provare a basare il mio rapporto con lui sulle esperienze che avevo avuto con Salem. È sempre stato un bambino frizzante, diciamo, ma comunque aveva i suoi "momenti Shadid", in cui si calmava, andava in un angolino da solo e si faceva i fatti suoi, senza nessuna compagnia. Poi, io sono suo fratello, quel ruolo in cui le responsabilità erano minime: andare a prenderlo a scuola, giocare con lui, bisticciare un po' perché baravo ai videogiochi, o perché io volevo guardare Mtv e lui i cartoni. Nulla di più, nulla di meno. Con Felice, è tutto diverso: primo, non può avere i suoi momenti Shadid, anzi, ha i suoi momenti Loduca, in cui la sua estroversione e la sua iperattività sfiorano il patologico; secondo, io non sono suo fratello e non sono neanche suo padre. Sono... una guardia? Ecco, una guardia. Una guardia simpatica. Non posso fare il complice, come con Sal. Ma non posso nemmeno esercitare troppa autorità come Dario. Insomma, gli posso dire che sarebbe meglio non mangiare una Kinder fette al latte prima di cena, ma non posso chiudere il frigorifero con un lucchetto.
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I'm Alright
Romance[Seguito di Corda Del Sol] Adam è combattuto. Dopo la perdita di Daniele, vorrebbe rimanere nella sua comfort zone e lasciarsi scorrere la vita addosso, per essere sicuro di non soffrire più. Allo stesso tempo, la solitudine inizia a stargli stretta...
