Nonostante Da stia guidando relativamente prudente, stringo la maniglia dell'auto con tutta la forza della mano; credo di avere anche la schiena immobilizzata dalla rigidità che mi ha accompagnato per tutta la mattina; stanotte sono caduto dal letto come un bambino scemo perché ero nel bel mezzo di un sonno particolarmente agitato. E, infine, dopo essermi svegliato per l'ennesima volta, ho trovato la luce del Sole passare attraverso le tapparelle, mi sono alzato e ho ringhiato qualcosa di sconnesso e molto aggressivo a Da, facendogli prendere paura che fossi diventato un licantropo. O che avessi preso la rabbia.
Tutto perché sto, una volta per tutte, per varcare le porte dell'Inferno e dannarmi per l'eternità. Un pomeriggio, in verità, ma a me sembrerà un'infinità. Un pranzo, un pranzo a casa di suo padre. Un pranzo con suo padre. Che pessima idea. Spero di trovare qualcosa di molto simile a un cappio, in modo da avere una via di fuga.
Felice è la persona più contenta del mondo, visto che sta festeggiando il suo compleanno. Dario ha il suo solito scazzo tipico di questa situazione. Io sono molto vicino al cagarmi veramente addosso. Nessuno dei due aveva voglia di rispettare l'invito, entrambi volevamo tirare pacco all'ultimo, ma Feli era così entusiasta dei suoi regali e della torta, che ha fatto sciogliere il debole cuoricino di Dario, quindi eccoci qui. Mannaggia.
«Dado, perché hai paura?» mi chiede proprio l'infante, dal suo seggiolino. Oh, piccolo, non sai per quanti motivi diversi ho paura.
«Perché stiamo andando da nonno e Dado ha paura di nonno» mi anticipa Da, con un mezzo sospiro.
«E perché?»
«Perché è normale essere un po' spaventati dei genitori del tuo fidanzato, o fidanzata. Sai che i genitori sono le persone che ti amano di più in tutto il mondo e vogliono una brava persona al tuo fianco, quindi le loro aspettative ti mettono paura»
«E tu eri spaventato dai suoi genitori?»
«Un pochino» ammette, guardandolo dallo specchietto centrale con un mezzo sorriso. Oh, che stronzata. Al massimo, papà era spaventato da lui. Lui di certo non ha paura dei miei.
«Dado, non ti preoccupare! Nonno è un po' brontolone, ma sotto sotto è bravo... e poi si arrabbia solo con papà!». Da emette un suono gutturale molto simile ai canti delle balene che ho usato ieri sera per addormentarmi. E apprezzo il fatto che Feli voglia rassicurarmi, ma non ha usato le parole più giuste per tranquillizzarmi. Dio, perché a me? Spero che la presenza del bambino serva a mitigare gli animi. Poi, ci sono anche Maria, Anna e Giovanna, un'ulteriore fonte di distrazione. Almeno per me, diciamo. Chiedere ad Anna della sua scuola di danza sarà un ottimo espediente per non sentire che non sono altro che un porco depravato.
Appena arrivati davanti al cancello della villetta a schiera, Da traffica nel portaoggetti, poi tira fuori un telecomandino, il cancello si apre e lui parcheggia, con una manovra millimetrica che con questo vagone merci di macchina sembrava impossibile. Prendo un respiro profondo e scendo dall'auto, venendo subito accolto da un enorme cane marrone, che decide di piantare il suo muso esattamente nel cavallo dei miei pantaloni, facendomi finire le palle dritte dritte al posto delle tonsille. Mi spiaccico contro la ringhiera, perché primo, sono appena stato evirato e secondo, questo coso gigante mi mette un'ansia tremenda. Mi guarda, scodinzola e sbava a terra. Che schifo. Io e animali domestici? Assolutamente no. Come me e i bambini. Me e le ragazze. Me e i suoceri. Me e gli esseri viventi, ecco. Ho un buon rapporto con le piante, andiamo d'accordissimo.
«Dai, su, Laika, vieni via da lì. Non rompere i... le scatole» brontola Da, auto-censurandosi. Porti via questo mostro da me, subito. Felice arriva tutto contento, le accarezza la testa, si fa leccare la faccia, poi la bestia si rotola e si fa grattare la pancia. Ottimo, grazie, Feli, fai da esca per permettermi di fuggire. «L'hanno presa l'anno scorso. Non morde, ma non darle da mangiare» mi informa il mio scazzato fidanzato, piazzandomi il cartone della torta in mano.
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I'm Alright
Romance[Seguito di Corda Del Sol] Adam è combattuto. Dopo la perdita di Daniele, vorrebbe rimanere nella sua comfort zone e lasciarsi scorrere la vita addosso, per essere sicuro di non soffrire più. Allo stesso tempo, la solitudine inizia a stargli stretta...
