Da in questo periodo è strano. È come se avesse perso il suo smalto. Forse è anche complice la morte improvvisa di Giada, la mamma di Felice, sconfitta da una leucemia in meno di sei mesi. Anzi, sicuramente è complice questa perdita. Lavorare, avere un figlio tutto da solo ed elaborare un lutto importante non dev'essere per niente facile.
Siamo a casa sua, sul suo divano. Feli se la sta già ronfando da un pezzo nel suo lettino, dopo essersi addormentato sul sofà con noi. Non so se ha compreso bene ciò che è successo. Non che sia bravo a leggere i pensieri dei bambini, ma l'ho visto più mogio del solito. Forse gli manca sua madre, forse ha capito che lei non ci sarà più ed è arrabbiato, forse solo molto triste. Era continuamente attaccato a Da, cercando delle coccole e, probabilmente sto solo facendo delle elucubrazioni mie, immagino che sia una specie di carenza d'affetto. Che merda di malattia, il cancro.
Da parla, inondandomi di parole, ma è un po' abbattuto. Non so che gli stia passando per la testa, solitamente mi dice tutto, ora sono un po' preoccupato.
«Da» lo chiamo, fermando il suo sproloquio.
«Dimmi»
«Tutto ok?» gli chiedo. Mi guarda stupito.
«Certo, ma perché me lo chiedi?»
«Bho... sembri... un po' giù...» borbotto. Non sono bravo ad aiutare gli altri nei momenti di difficoltà, o a dispensare consigli di vita. Mi sembra evidente, inoltre, che io della vita non ci capisco proprio un cazzo, visto che sto insieme a una ragazza da un anno, quando mi piace prendermelo in culo.
«No, ma va, sono solo un goccio stanco, tutto qui. Feli mi dà un po' di filo da torcere e il lavoro è pesantino, a volte, ma alla fin fine, tutto bene»
«Ok. Cioè, io mi fido, però, sai, se vuoi... qualcuno con cui parlare, una spalla su cui piangere... io sono disponibile, ecco...»
«Lo so, stai tranquillo, Dado. Piuttosto, raccontami qualcosa tu, hai una faccia costipata» cinguetta, con un sorriso. Non ho molto da raccontare, ma vorrei distrarlo un po'. Solitamente le mie sfortune quotidiane lo divertono molto.
«Ah! Io e Angelica l'abbiamo fatto...» mormoro, in imbarazzo. Non amo parlare di queste cose, proprio per niente, ma lui sa tutto di me, non dovrei sentirmi in imbarazzo. Il suo sorriso scompare all'improvviso, cosa strana perché adora prendermi per il culo per la mia vita sessuale "più triste di quella di mio nonno, e mio nonno è morto nel '96".
«Ah» mormora, osserva per mezzo secondo l'etichetta della sua bottiglia di birra, prima di riportare lo sguardo su di me. «E... com'è stato?»
«Mha... non lo so... era la prima volta per lei... mi sento un po' uno stronzo... alla fine, mi sono immaginato un uomo, per riuscire a venire...». Lui ridacchia e io mi sento un po' meglio. Ne basta uno di depresso nella coppia, non voglio vederci costretti a lanciarci dal sesto piano insieme, mano nella mano.
«E lei? Spero tu abbia fatto un buon lavoro con la clitoride»
«Ci ho provato, ce l'ho messa tutta...»
«Ma almeno è venuta?»
«Ma che diavolo ne so! Davvero, io di femmine non ne capisco un cazzo, lei mi ha detto che le è piaciuto, che è stato strano, ma bello. Non so neanche se se n'è accorta di essere venuta, se l'ha fatto»
«Dado, lasciatelo dire, sei un vero coglione. Cazzo, sei più ricchione di me e ti metti con una donna, proprio non so chi te lo fa fare»
«Lasciamo stare...» mormoro. Lui si stende su di me, appoggiando la testa su una mia gamba, io guardo dall'alto i suoi occhi nocciola, davvero carini. Sospiro, sentendomi proprio un cretino. Sto sbagliando tutto nella mia vita privata. Farmi piacere il mio migliore amico, mettermi con una donna. Non so più dove sbattere la testa, considerando che il resto della mia affollata famiglia non sa della mia sessualità e sta aspettando che io metta su moglie e bambini. Ho quasi trent'anni, so che non sono vecchio, ma perlomeno si aspettano che io presenti qualcuno a casa.
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I'm Alright
Romance[Seguito di Corda Del Sol] Adam è combattuto. Dopo la perdita di Daniele, vorrebbe rimanere nella sua comfort zone e lasciarsi scorrere la vita addosso, per essere sicuro di non soffrire più. Allo stesso tempo, la solitudine inizia a stargli stretta...
