«Tadà!» esclama Da, scuotendo una minuscola bottiglia di Prosecco, probabilmente presa dal mini-frigo in camera.
«Quelle cose costano un casino e mezzo» brontolo, ottenendo in risposta un gesto seccato della mano. Ridacchio, tanto l'ha già aperta e non ha più senso lamentarsi.
«Ne vuoi un po'?» domanda, con un sorrisone. Adora le vacanze. Adora i weekend fuori. Adora i weekend in cui tutta la mia attenzione è concentrata su di lui e non ci sono distrazioni quali bambini, case, pulizie, preparazione dei pasti, o simili.
«No, grazie»
«Noioso»
«Mi dai sempre del noioso, tanto sai già che la prossima volta ti dirò ancora di no. E così avanti»
«Ti posso dare del noioso per un altro paio di volte così mi porto avanti.»
«Fa' pure» esalo, appena si lancia su di me, affondando il viso nell'incavo del mio collo. Quanta inutile carenza d'affetto. E questo stupido non ha affatto bisogno di affetto, ne riceve a tonnellate. Fin troppo, a mio parere.
«Prossimo anno, andiamo a Copenaghen»
«A Copenaghen fa freddo...»
«E dai...»
«Fino al prossimo anno abbiamo un sacco di tempo per pensarci»
«Non mi trascinerai di nuovo in qualche posto tropicale in cui sudo anche dentro la doccia»
«Se sudiamo tanto, abbiamo un motivo in più per fare tante docce» ammicco. Oh, quanto mi vengono male queste cose.
«Non ci provare, non funziona più il trucco della doccia» brontola.
«Non dare la colpa a me»
«Pesi quanto una mucca e ti ho tenuto in braccio tutto il tempo. È un miracolo che non mi sia venuta un'ernia»
«Ricordami un po' chi aveva proposto di cambiare posizione... ah, e anche chi ha rifiutato.»
«Tu odi...»
«Non ci provare, Da, sai benissimo che non è così!»
«Ma ti lamenti sempre!»
«Non è vero, dico solo che ci sono posizioni che preferisco. In doccia, o mi giro, o al principino esce l'ernia»
«Scemo» borbotta. Sorrido e gli lascio un bacio sulla testa. E amo quando mi dà dello scemo solo per non ammettere che ho ragione. Che piacevole sensazione.
Poi si sede di fianco a me, a gambe incrociate e prende un sorso del Prosecco dell'hotel direttamente dalla bottiglia, facendone cadere un paio di gocce sulla gamba. Animale che non è altro.
«Non ti ubriacare» lo rimbrotto, ancora con il sorriso sulle labbra.
«Nah...» nega, poi abbassa lo sguardo e gioca con l'etichetta del vino. «È da un po' che ci penso...» inizia. Oh, no. Dario, ti prego, non pensare. «...voglio un bambino...».
Smetto di sorridere e sbarro gli occhi. «Cosa...?» domando. Vuole un bambino?
«Vorrei un figlio...»
«Ce l'hai»
«Un altro. Con te. Un bambino nostro»
«Ok... ok, ok. Sai che non possiamo avere bambini noi due, sì?» chiedo.
«Certo che lo so, stupido...» risponde, indignato. «...ci sono... altre soluzioni»
«Ok. Ok, cavolo, ok. No, no. Ok.»
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I'm Alright
Romansa[Seguito di Corda Del Sol] Adam è combattuto. Dopo la perdita di Daniele, vorrebbe rimanere nella sua comfort zone e lasciarsi scorrere la vita addosso, per essere sicuro di non soffrire più. Allo stesso tempo, la solitudine inizia a stargli stretta...
