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Sono disposta a credere che Quintus sia un nemico, però fatico a comprendere perché abbia lasciato la signora O'Leary al campo. Se c'è una cosa di cui sono sicura, è che al suo cagnone ci tiene veramente

Mentre penso allo spadaccino e mi dirigo a cena, incontro Clarisse che sta evidentemente tornando dall'arena

Io: ho saputo di Chris. Mi dispiace Clarisse -le dico dispiaciuta e lei mi fissa inespressiva, sebbene dentro di lei sento la rabbia e la tristezza

Clarisse: si, be'. Già. Qualche volta le cose vanno male -le trema la voce -gli eroi si feriscono o... muoiono. E i mostri continuano a tornare

Io: Chris è stato coraggioso -commento -e ti assicuro che si riprenderà, trascinerò personalmente qui Dioniso e lo glielo farò curare a forza se devo

Clarisse mi guarda sorpresa per poi accennare un sorriso e lasciarmi con un cenno del capo, dirigendosi alle doccie

Questa notte possiamo dormire nuovamente nei nostri letto e, per la prima volta dopo l'isola di Andre, non riesco a dormire

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Questa notte possiamo dormire nuovamente nei nostri letto e, per la prima volta dopo l'isola di Andre, non riesco a dormire. Sbuffo e mi alzo, prendo un paio di lattine di Cocacola e mi dirigo in spiaggia come al solito. Questa volta non ho la mia felpa che mi rende invisibile, perciò devo applicare gli insegnamenti di Artemide e non farmi beccare dalle Arpie

Il cielo è sereno e stellato. Sto scrutando le costellazioni quando una voce che riconosco mi fa sobbalzare

??: belle, vero? -per poco non sputo la Coca

In piedi accanto a me, c'è un uomo vestito con dei pantaloncini da corsa di nylon e una maglietta della Maratona di New York. È magro e atletico, con i capelli sale e pepe e un sorriso scaltro

Ermes: posso farti compagnia? Sono secoli che non mi siedo

Io: ehm, certo Ermes -lui sorride e mi scompiglia i capelli

Ermes: ed è da secoli che noi due non parliamo un po'! Oh, Cocacola! Posso? -si siede accanto a me, apre la lattina che gli sto porgendo e ne beve un sorso -ah... ci voleva proprio. Un po' di pace e tranquillità sulla...

Gli squilla un cellulare in tasca e lui sospira. Tira fuori il telefono che è circondato da un alone di luce azzurra. Quando solleva l'antenna, due creature ci si attorcigliano attorno: sono due serpenti verdi, non più grandi di lombrichi. Ermes controlla lo schermo a cristalli liquidi e impreca

Ermes: devo rispondere. Solo un secondo... -mi dice per poi portarsi il telefono all'orecchio -pronto? ... si... ascolta... lo so, ma... non mi importa se è incatenato a una roccia con degli avvoltoi che gli mangiano il fegato, se non ti dà un recapito, non possiamo accettare il pacco... un dono per lumanità, fantastico... sai quanti ne consegniamo, di questi... oh, lascia perdere. Senti, affidalo a Eris del servizio clienti. Devo andare

Chiude il telefono e torna a guardarmi mentre io osservo i due serpenti

Ermes: scusa, Lenn. Il servizio espresso notturno scoppia di lavoro. Ora, come stavo dicendo...

Io sono la figlia prediletta {Libro 2}Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora