Lettera per te

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Cara,
Forse non dovrei permettermi di scriverti questo. Penso di continuo che sia stupido. Penso di continuo di non potermelo permettere. Ma dare voce ai miei pensieri è l'unica cosa che riesca a liberarmi, ormai. Spero che tu possa coglierne il meglio.
Ho sempre sentito dire che amare è bellissimo, ma che può farti soffrire. Non avevo mai dato troppo peso a questa affermazione; per me era come "data per scontato", una di quelle cose che senti di continuo. Una volta pensavo che non avrei mai compreso questa frase. È sempre stato come se ogni persona che pensavo fosse entrata nel mio cuore, avesse solamente bussato alla sua porta. Nessuno ha mai avuto la chiave per aprirla, anche se io ho pensato di sì.
In qualche modo tu ci sei entrata nel mio cuore, e non so come farti uscire. Sei chiusa lì dentro, e so che non è il tuo posto; però non riesco a farci nulla.
Mi sento come se non potessi nemmeno permettermi di descriverti come mi sento, però ho bisogno di farlo. Perché provo vergogna nel lasciare andare i miei pensieri, in questo flusso senza limiti, a te. Forse perché non lo leggerai mai come vorrei. E so anche che odi questo genere di cose, ma io sono una sentimentale.
Vorrei sentirmi meno sbagliata in questo momento, ma non riesco a farne a meno. È egoista dirti tutto questo, pur sapendo che non potresti mai dirmi lo stesso?
Penso che la vita sia piena di cose belle, dopotutto. Ultimamente ne ho notate tante, sai? Le cose semplici, come accarezzare il mio gatto o uscire qualche secondo sul balcone e sentire che l'aria è piacevole; mi rendono felice. Eppure, non appena riscopro la bellezza, mi assale altrettanta sofferenza. Non voglio darti una colpa o presentarmi come vittima, anche se il mio modo di scrivere potrebbe fartelo pensare. In realtà, credo solo che vorrei essere sincera con te. Ma forse vittima lo sono, e sono anche il carnefice.
Cerco disperatamente di aggrapparmi a qualcun altro, ma non riesco a staccarmi da te. Ho la testa pesante, e la pancia è strana. Non lo descriverei come "farfalle", come dicono tutti. A dire il vero, non lo descriverei proprio. Penso che le parole non siano abbastanza.
Non so che cosa mi merito. Credo che non ti meriterei nemmeno se potessi. Perciò resto qui a scrivere a una te ideale e intoccabile, mentre la vera te non leggerà mai nessuna di queste parole; ed io continuerò ad esserti accanto, ma come dall'altra parte di un vetro sottile.

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