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Da piccola andavo sempre sull'altalena, per ore ed ore. Amavo riflettere e sognare mentre mi facevo cullare dal dondolio, oscillando su quelle catene che con il passare degli anni mi hanno maledetta.
Salivo e scendevo nell'aria, intorno a me pensieri trasparenti riempivano il vuoto che ricercavo in quei momenti: preferivo non ci fosse nessuno perché era il mio momento intimo, potevo rifugiarmi in me stessa senza avere paura.
Non ho mai smesso di dondolare su questa altalena. Ma una volta ammiravo l'immagine che avevo creato di me ragazza, una che sapeva amare e che viveva per il suo cuore, ed ora, invece, mi ritrovo a sfumare via dalla mia adolescenza senza sapere chi sono stata. Continuo a dondolare ma non è più una culla, non è più il mio posto sicuro ma è "un posto al sicuro, per ora". Mentre cresco plasmandomi su questi alti e bassi vorrei strapparmi la pelle di dosso e bruciare tutto ciò che è cresciuto su paura e dolore. A volte rallento il mio oscillare, a volte mi fermo, respiro. I pensieri trasparenti si colorano e cadono a terra frantumandosi, mi inchino per ricongiungerne i frammenti e, tutto sommato, ritornano insieme anche se un po' crepati. Quando ritornano a circondare l'aria intorno a me, invisibili, riprendo pian piano a farmi dondolare dall'altalena.
Qualche giorno fa sono caduta dall'altalena e sotto di me ho trovato schegge di ricordi ormai incomprensibili. Non capivo più come girarle, erano tutte uguali, dritte su ogni lato. Ogni volta io non facevo altro che cercare di ricostruire parti di me usando pezzi degli altri. Ed ora sembro solo un involucro che ha bisogno di ripararsi.
Non vivrò più così, adagiata su equilibri che in realtà non esistono. Pensavo che tutto ciò che veniva tolto tornasse indietro come con l'altalena da piccola. Io amavo spingermi sempre più in alto per cercare un limite, senza mai trovarlo. Ma le persone non sono fatte della stessa sostanza dell'aria che sfioravo anni fa. Ho tolto così tanto. E mi sono privata di così tanto. Stringerei tutti quei frammenti al petto per non lasciarli sbriciolare, non so se sono recuperabili, non so quanto ho perso di loro.
Guardo un solo paio d'occhi e voglio prendermene cura, e se per caso una mia lacrima ci cade sopra, spero risuonino quelle parole che vi celo dentro.

Cronache di una mente fuori postoLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora