La neve scendeva, e ricopriva i prati cupi e scuri:
una voce sussurrava disprezzo all'orecchio di una figura
distesa in terra, che si lasciava cospargere di ghiaccio
e non si preoccupava di fondersi con esso
ed annegare.
L'inverno non era mai sembrato così eterno:
il letargo non le era permesso, ma il freddo la affaticava;
il cielo non provava pena di questa figura decadente
da cui si staccavano frammenti gelati di amore
e odio.
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Cronache di una mente fuori posto
PoesíaUn diario delle emozioni disordinato e in crescita.
