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Raven's POV

Il momento del grande viaggio era ormai alle porte. Avevo trascorso gli ultimi tre giorni immersa tra valigie, bagagli e preparativi dell'ultimo minuto, e ora l'unico ostacolo rimasto tra me e la mia tanto agognata libertà era la festa monumentale organizzata per i miei diciotto anni. Gli invitati erano già giunti in massa a BeWolf, radunandosi nella piazza del villaggio dove il resto del branco stava ultimando i preparativi sotto la rigida supervisione di mia madre e di tutta la mia famiglia. Solo Bryan era rimasto alla villa con me: mi avrebbe scortata più tardi, fedele alla sua promessa di non lasciarmi sola in pasto all'ansia.

L'angoscia che mi attanagliava da mesi non mi aveva abbandonata, ma nelle ultime ore era mutata; si era trasformata in una vibrazione elettrica, una tensione costante sotto la pelle, come una certezza viscerale che Storm fosse sempre più vicino a me. Con mio fratello, mantenendo la parola data, avevamo segretamente perlustrato i territori confinanti e fatto visita ai branchi vicini, ma nessuno nella regione aveva mai sentito parlare di un grande e misterioso lupo nero. Sapevo in cuor mio di aver fatto tutto il possibile per cercarlo, ma convincerne il mio cuore era stata un'impresa ardua. Ormai dovevo rassegnarmi all'idea che la vera ricerca sarebbe cominciata solamente dopo aver varcato i confini di BeWolf.

Ero sotto il getto caldo dell'acqua da quasi venti minuti, persa nei miei pensieri, quando un bussare insistente alla porta mi costrinse a chiudere il rubinetto.

«Raven? Papà chiede quando abbiamo intenzione di palesarci. Lo zio freme dalla voglia di vederti e comincia a essere impaziente», annunciò la voce di Bryan dalla camera.

Mi lasciai sfuggire un sorriso, ripensando a mio zio. «Dammi dieci minuti e sarò pronta. Aspettami all'ingresso», risposi, avvolgendomi in un morbido asciugamano e dirigendomi in camera per vestirmi.

Dopo aver indossato un completo intimo bordeaux, i miei occhi caddero sul letto, dove riposava il regalo che mia nonna Nanà mi aveva fatto qualche mese prima: un abito di velluto nero, profondo e magnetico come un abisso. Quando lo infilai, la sensazione del tessuto pesante e liscio che scivolava sulla mia pelle m'infuse un senso di pacatezza e protezione del tutto inaspettato.

Mi truccai con cura davanti allo specchio: una linea decisa di matita nera e una generosa dose di mascara per far esplodere l'azzurro intenso dei miei occhi, e un velo di rossetto scuro che faceva risplendere la mia pelle rendendola ancora più diafana. Guardandomi, quasi non mi riconobbi. I capelli neri ricadevano in morbide onde lucenti sulle spalle, incorniciando un volto che non sembrava più quello di una ragazzina, ma quello di una donna matura. Ero stranamente a mio agio quella sera; per qualche ragione arcana, sentivo che il destino avrebbe finalmente smesso di giocare a nascondino.

Infilai un paio di tacchi discreti, non troppo alti, e scesi le scale con studiata lentezza. Quando raggiunsi l'ingresso, lo sguardo di Bryan s'illuminò d'ammirazione.

«Stai d'incanto, sorellina», mormorò, porgendomi la mano con un gesto galante. «Farai una strage di cuori stasera, farai conquiste».

«Dubito che nostro padre e lo zio permetteranno a un qualunque maschio del branco di avvicinarsi a meno di tre metri da me», risposi con un leggero sogghigno.

Lui sbuffò divertito, ma il suo tono tornò subito serio mentre mi porgeva il braccio. «Allora vorrà dire che spezzerai il cuore a molti, Ray, e non solo perché sei un assoluto schianto».

Alzai gli occhi al cielo, desiderosa di non affrontare nuovamente il discorso della mia imminente partenza anche con lui, proprio adesso. «Per favore, Bryan, non mettetici anche tu adesso. Non iniziare».

Lo presi sottobraccio ed uscimmo dalla villa, incamminandoci verso il cuore del paese, dove le luci delle torce e i focolai stavano già tingendo il cielo serale di sfumature arancioni.

BeWolf 🐺La tua prossima ossessione. Scoprilo ora